Siamo Felicity e Marco e da circa 6 anni abbiamo deciso di abbandonare la solita vita e routine quotidiana per viaggiare per il mondo. L’idea e’ partita quasi per caso, quando in una notte di dicembre del lontano 2005, in un bar di Bergamo (alta), abbiamo preso la decisione che ci avrebbe cambiato la vita. Dopo 8 mesi abbiamo lasciato il posto di lavoro, dato in affitto l’appartamento in cui vivevamo a Bournemouth (Inghilterra) e alle 9 di sera ci siamo imbarcati sul volo Virgin che da Heathrow ci avrebbe portato a Nuova Delhi (India), un viaggio che sarebbe durato 12 mesi. Da allora non ci siamo piu’ fermati visitando oltre 60 nazioni in 5 continenti e vissuto in posti come Panama, India e Malesia.

Perché non solo turisti?

Il motivo e’ semplice: condividere e raccontare le nostre, e vostre, esperienze di viaggio e di vita, di voglia di cambiare, di sogni, desideri e quella necessita’ di trovare la propria dimensione ideale.

A proposito dell'autore

Marco

Viaggiatore per il mondo con oltre 100 nazioni visitate nei 5 continenti. La passione per i viaggi è accompagnata da quella per la fotografia. Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com

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4 Risposte

  1. Girovagate

    Ciao,
    la vostra idea ce l’hanno in molti ma poi in pochissimi hanno il coraggio di provarci e mollare tutto per mettersi in viaggio… complimenti!
    Vi seguirò sperando di trovare dentro di me la motivazione per realizzare IL SOGNO! 😀

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    • Marco
      Marco

      Ciao e grazie per averci lasciato l’ottimo commento. In effetti e’ un’idea che da decenni tutti hanno avuto almeno una volta nella vita ma che poi alla fine solo in pochissimi hanno fatto. Fino a qualche anno fa era quasi impossibile riuscire a mollare tutto e partire; poi e’ arrivato internet e tutto si e’ semplificato. Questo e’ il motivo di questo sito: convincere altri viaggiatori a fare il passo che cambia la vita, eccome se la cambia.

      Aggiungeremo gradualmente sempre piu’ contenuti a thinking nomads nella speranza di convincere e aiutare tutti coloro che sono sull’orlo di fare “il grande passo”!

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  2. Simone Manini

    C’è poco da essere Allegri vecchio mio… 🙂
    Non posso ritenermi un nomade, le forme di sostentamento legano ancora moto ad un solo luogo, forse un viaggiatore in breve, sfrutto parecchie occasioni di breve durata per girovagare il più possibile haimè principalmente in Europa o nord’Africa dove è possibile fare belle esperienze in pochi giorni e, adattandosi un po’, a costi contenuti.

    Penso che il nomade possano farlo in pochi, d’altronde qualcosa bisogna pur mettere sotto i denti a fine giornata ed un lavoro che ti permetta di viaggiare per sfortuna ce l’hanno in pochi, Col culo che mi trovo sono uno di quelli, lavorando principalmente sul web e per il web posso farlo da qualsiasi posto che abbia una connessione decente e più di una volta ho sfruttato questo grande vantaggio (burlando gli amici meno fortunati) ma poi tocca comunque tornare a casa, d’altronde non mi lamento troppo, certo viaggiare mi piace ma non sento ancora la necessità di fare il salto e trasferirmi all’altro capo del modo; faccio comunque i migliori auguri a chi l’ha fatto.

    buoni viaggi a tutti
    Simone

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    • Marco
      Marco

      Ciao Simone e grazie per il tuo contributo 🙂 Si inizia sempre con il diventare viaggiatori e poi qualcuno diventa anche nomade. Il viaggiatore a tempo indeterminato puo’ avere diverse forme di sostentamento: lavorare in internet, lavorare nei posti visitati, lavorare su navi da crociera o come crew sugli yacht, essere un giornalista o fotografo, e molti altri ancora. La lista e’ lunga, magari un giorno pubblico un articolo sulle varie possibilita’ di lavoro che si posso trovare per viaggiare per il mondo.

      Lo spirito nomade e la vita in un altro paese non e’ comunque da tutti: c’e’ a chi la vita su un’isola deserta basata sulla pesca e la semplicità non interessa per esempio, perche’ preferisce la Porche, i vestiti firmati e la casa in montagna, anche se legati ad una vita stressante e monotona. L’importante e’ seguire il proprio istinto e il proprio cuore: se si odia il proprio lavoro (anche se garantisce un sacco di palanche), si e’ al limite di una crisi di nervi, ci si sente un pesce fuor d’acqua e si ha sempre quel sogno nel cassetto di aprire un B&B in Brasile, forse e’ il momento di cambiare aria e dare una svolta alla propria vita, magari comprando un biglietto di sola andata per Rio.

      Quindi, alla grande Simone, fai quello che ti senti di fare ma non scendere mai a compromessi.. questo e’ ovviamente il mio modesto consiglio. Ciao

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