Quando ci è stato chiesto dalla rivista National Geographic di pubblicare la storia ispiratrice di Andrew Skurka, come potevamo rifiutare?! Io e Felicity eravamo entrambi immediatamente affascinati da questo racconto che non ci abbiamo pensato due volte ad aggiungerlo a nonsoloturisti. Una vera e propria avventura di altri tempi nel deserto aspro dell’Alaska per cercare di realizzare qualcosa che non era mai stato tentato prima. La storia di Andrew mette in evidenza come e’  possibile realizzare progetti e sogni come questo quando ci si mette tutta l’energia e l’impegno necessari.

Quello che segue e’ una parte dell’articolo pubblicato dal National Geographic in cui si racconta l’avventura ed esperienza di Andrew in questo magnifico viaggio in Alaska.

“Andrew Skurka era demoralizzato, una sensazione nuova per l’avventuriero di 29 anni che dal 2002 aveva percorso oltre 25.000 chilometri a piedi diventando uno dei migliori e piu’ veloci escursionisti del pianeta. Ma ora, seduto di fronte all’ufficio postale nella piccola frazione di Slana, in Alaska, aprendo la sua borsa di rifornimento in cui c’e’ di tutto, dai bastoncini da trekking che avrebbe utilizzato poi come bastoncini da sci, alle porzioni di pasta secca, ai sacchetti di patatine schiacciati per risparmiare spazio, agli M & M’s accuratamente pesati, oltre alle cartine preparate e ordinate mesi prima, e’ in lotta con se stesso per riconquistare il proprio entusiasmo. Era maggio, ed aveva percorso meno di un terzo delle 4.679 miglia del suo percorso di circumnavigazione a piedi, in slitta, e con gli sci nella selvaggia Alaska”

National Geographic

Foto di Christopher Michael Brown / National Geographic
 
Denali National Park, 27 aprile 2010 – “Sciare su questo passo senza nome mi ha reso nervoso”, spiega Andrew Skurka trekker estremo. “Ero preoccupato di una valanga che sarebbe potuta cadere a causa del clima primaverile caldo e soleggiato.” Con 1.120 miglia dietro di lui, aveva ancora 3.559 da percorrere.

Fiume Dillinger, 17 aprile 2010 – “privati ​​del sonno, mentalmente stanchi, dopo una tormenta di neve, e in procinto di una deviazione obbligatoria difficile del nostro percorso, non ho potuto mantenere il mio sangue freddo”, dice Skurka in lacrime.

National Geographic

Foto di Christopher Michael Brown / National Geographic
 

Fiume Dillinger, 17 aprile 2010 “Nonostante i miei sforzi, i miei scarponi da sci in pelle erano bagnati a causa della neve che si stava sgiogliendo”, dice Skurka, che ha cercato di saltare piccoli ruscelli  ghiacciati e di notte tutto si e’ congelato. “La mattina seguente ho dovuto forzare i miei piedi ad entrare negli scarponi ghiacciati…”

National Geographic

Foto di Christopher Michael Brown / National Geographic
 

Tutte le foto in questo articolo sono presenti nel numero di marzo 2011 della rivista National Geographic incluso l’articolo completo.

A proposito dell'autore

Marco

Viaggiatore per il mondo con oltre 100 nazioni visitate nei 5 continenti. La passione per i viaggi è accompagnata da quella per la fotografia. Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com

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