Il nostro viaggio nel Regno Unito comincia da Cambridge, una ridente cittadina del Cambridgeshire famosa non solo per l’università, celebre in tutto il mondo, ma anche per gli edifici storici, le stradine in ciottolato, i pubs e per il fascino unico e irresistibile.

Arriviamo a Cambridge dall’aeroporto di Stanstead, un viaggio in auto di 45 minuti in autostrada, ovviamente gratuita; troviamo subito un pub tipico inglese dove con €10 a testa pranziamo con fish and chips ed una pinta di birra dal sapore unico, intenso. I pub inglesi sono famosi per l’atmosfera rilassata ed informale: il tempo passa veloce, tra un sorso di birra e quattro chiacchiere.

Visitare il Regno Unito in questo periodo dell’anno (fine novembre) presenta purtroppo alcune  complicazioni, tra le quali il freddo e la pioggia, oltre al fatto che viene buio molto presto, generalmente attorno alle 16.30. Percio’ non abbiamo tempo da perdere: mancano poche ore al calare della notte e dobbiamo sbrigarci se vogliamo vedere almeno una parte della citta’.

Il modo migliore per visitare Cambridge e’ senza dubbio a piedi: camminiamo per diverse ore tra le vie del centro, facendo attenzione a non essere  investiti da ciclisti distratti, che sembrano spuntare da ogni angolo e direzione.

Ci sono biciclette ovunque: appese ai muri, sulle ringhiere, appoggiate ai lampioni e cartelli stradali. I ciclisti sembrano non avere ne eta’ ne sesso: si trova di tutto, dal ragazzino con la mountain bike, al professore universitario in bici da corsa, alla casalinga o donna d’affari in tailor. Si vedono modelli di bici mai visti o sentiti, alcuni nuovi ed altri vecchi come il cucco.

Rischiamo in un paio d’occasioni di essere investiti da ciclisti mentre attraversiamo la zona pedonale nel centro cittadino, ma non importa perché il fascino di Cambridge e’ anche questo: bisogna abituarsi a guardarsi attorno costantemente, con la coda dell’occhio avvistare i ciclisti e prevederne la direzione prima che sia troppo tardi. Camminiamo a lungo, perdendoci in stradine, tra un’università e l’altra, tra palazzi storici e moderni.

Ci fermiamo in un paio d’occasioni a prendere un caffè in uno dei numerosi bars del centro, un modo per trovare sollievo dal freddo e dal vento. Nei caffè inglesi le persone sembrano rilassarsi, passando il tempo leggendo una rivista e sorseggiando il caffè  in tazze a volte fin troppo grandi.

Riprendiamo il nostro cammino imperterriti, sbirciando dietro ogni angolo e vicolo, alla ricerca di un’altra universita’, un’altro edificio storico, un’altra piazza. Sono convinto che il modo migliore per visitare una citta’ sia quello di camminare a lungo, esplorare stradine e vicoli nascosti, lasciando da parte  i consigli della guida per qualche ora.

Camminiamo molto senza accorgerci del passare del tempo. Dobbiamo ringraziare le nostre nuove scarpe StoneFly per il fatto di non sentire troppo la stanchezza: queste calzature, fin troppo comode, ci permettono di camminare a lungo, in modo facile, veloce e senza risentire dei soliti dolori ai piedi, gambe o schiena. Perfette e consigliate a tutti coloro che camminano molto, non solo in viaggio.

E’ stata una giornata lunga ed intensa, senza dubbio gratificante: Cambridge e’ una citta’ straordinaria, con un fascino unico e un’atmosfera tipica dei piccoli centri della campagna inglese, pur essendo una citta’. E’ buio e siamo senza energie: troveremo un pub nel quale cenare, come sempre con una pinta di birra Ale ad accompagnare il pasto. > Dove dormire a Cambridge

A proposito dell'autore

Marco

Viaggiatore per il mondo con oltre 100 nazioni visitate nei 5 continenti. La passione per i viaggi è accompagnata da quella per la fotografia. Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com

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2 Risposte

  1. Giovy

    Mi sembra proprio un buon inizio!! Cosa avete scelto di buono al pub!
    Segnatevi il nome delle birre che le voglio conoscere tutte! 🙂

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  2. Marco
    Marco

    A cambridge abbiamo provato la Broadstone beer: ottima, sapore intenso con retrogusto leggermente amarognolo.

    Poi siamo passati alla solita lager. Ti tengo aggiornata delle prossime degustazioni.

    Rispondi

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