Nei giorni scorsi ho sentito parlare fino alla nausea del centenario del Titanic. Alla tv, alla radio, al cinema non si sente parlare d’altro.

Aldilà della storia commovente e coinvolgente di tutte quelle persone a bordo del più grande transatlantico del mondo, il Titanic lega alla sua fama anche quella di una compagnia d’armatori inglesi che sperava che quella nave  li portasse sull’olimpo della navigazione civile, anziché nei suoi abissi.

Sto parlando della White Star, compagnia inglese che vuole in Liverpool la sua sede, la sua storia, il suo inizio. La White Star aveva cantieri in mezza Inghilterra e, proprio come accade alle mega navi da crociera moderne, alcuni pezzi vengono fatti in un luogo, altri in un altro e poi assemblati in un terzo o quarto cantiere.

Il Titanic, che doveva essere il gioiello della White Star, ha in sé molto di Liverpool Belfast, Plymouth… ha in sé l’anima di tutte quelle persone che l’hanno saldata centimetro dopo centimetro.
Non occorre specificare, credo, come mai dopo il naufragio del Titanic, anche la White Star non vide tempi sereni. La Compagnia venne venduta e divenne parte di altro traffico marittimo conosciuto nei porti inglesi e non.

Il Titanic è sul fondo dell’oceano e i cantieri non ci sono più ma c’è qualcosa che la White Star ci ha lasciato e che può essere ancora visitato, vissuto e portato nei nostri cuori… a memoria di ciò che era il colosso della marina civile Britannica.

La White Star ci ha lasciato … il White Star, un pub molto bello che si trova in centro a Liverpool… a mezzo passo dalla mitica Mathew Street, luogo di beatlesiana memoria. Impossibile non passarci davanti se si gironzola per la più grande città del Merseyside.

Il pub si trova proprio tra il 2 e il 4 di Rainfor Gardens, una viuzza stretta e ricurva che porta verso Mathew Street. E’ stato fondato nel 1880 proprio dagli armatori della White Star come luogo di ristoro per la gente che lavorava per la compagnia.

Spesso il nome White Star veniva associato a molti eventi che si svolgevano in città e i pranzi domenicali della gente in vista spesso si svolgevano nella Carvery di quel bellissimo luogo. Il Pub ovviamente sembrò andare in rovina col naufragio del Titanic. La compagnia non aveva più molti soldi e mantenere un posto del genere sembrava un sogno.

E’ passato di mano un mano fino ai giorni nostri … ma non è mai cambiato, se non per il mutare delle norme di igiene che oggi richiedono molte più attenzioni rispetto ai giorni in cui fu fondato. Vi basti pensare che fino alla metà degli anni ’80 il pub non aveva bagni per le donne.

Oggi il pub risulta molto ben gestito, la birra è buona e sono disponibili molte Real Ale.

Se siete in giro per Livepool o pensate di gironzolare a breve per la città del Merseyside non perdetevi una capatina al White Star. Facciamo in modo che il Titanic venga ricordato anche davanti ad un’ottima pinta, magari senza la musica di Céline Dion in sottofondo.

A proposito dell'autore

Giovy Malfiori

Travel blogger e scrittrice freelance: classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole. Nasco e cresco in Veneto, divento grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Mi piace viaggiare con i mezzi pubblici, con gli occhi ben aperti e con il cuore curioso. Ho una passione sfrenata per le Isole Britanniche e per i piccoli luoghi che non aspettano altro che essere raccontati.

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3 Risposte

  1. Niko

    Sì! Ci sono stato al White Star Pub… ma c’era imballato di gente… e all’epoca si fumava ancora nei locali, indi anche il fumo non era molto tollerabile 🙂

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  2. Marco
    Marco

    Mai stati ma sembra un bel posto dove passare una serata, tra una ale e l’altra.. magari al ritmo di qualche band che suona dal vivo

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