Meta: Penisola del Sinis – Sardegna. Dov’è? Ve lo chiederanno tutti, e voi dovrete esserne ben contenti che non lo sappiano, dato che proprio perché è poco conosciuta ha conservato ancora un aspetto selvaggio e intenso, fuori dagli assediamenti turistici e dai paesini tutti uguali! Si trova all’altezza di Oristano, costa occidentale, quasi esattamente a metà! Noi siamo partiti con il traghetto da Genova venerdì 18 luglio, siamo sbarcati a Porto Torres e da lì in circa 1 ora e mezza siamo arrivati a Cabras, base per i nostri quasi 10 gg di vacanza.

Cabras trovo sia un ottimo punto perché molto molto vicina alla Carlo Felice qualora voleste fare qualche gita in altri luoghi in Sardegna, e comodissima per accedere a tutte le meravigliose spiagge di questa penisola.

Facendo una ricerca su Subito.It abbiamo affittato un appartamentino molto carino, comodo e funzionale, ad un prezzo davvero competitivo: 300 euro per 10 gg, di meno c’era forse solo il campeggio! Il paesino non brilla per bellezza, ma è molto comodo e tranquillo, le persone sono squisite (dopo 2 gg avevo già fatto amicizia con la panettiera), ci sono 4 o 5 supermercati a prezzi contenuti e soprattutto .. C’è la bottarga! Cabras è la patria della bottarga di muggine, non per niente viene definita l’oro di Cabras: se vi piace fatene scorta perché qui è davvero deliziosa! 1° giorno: sistemazione in casa e riposino! Sono vacanze dopotutto, no?? Ma il nostro angolo di paradiso ce lo siamo comunque ricavati, andando in spiaggia a Is Arutas a vedere un tramonto spettacolare alle 20.30, proprio davanti alla spiaggia. Da brividi! Is Arutas è stata da noi scelta come la spiaggia preferita, Is Arutas in sardo vuol dire qualcosa tipo ‘chicchi di riso’ e a ragione, visto che è costituita da milioni e milioni di piccoli chicchi di quarzo bianco, frutto dell’erosione dell’antistante Isola di Mal di Ventre: lo spettacolo è assicurato, spiaggia bianca a perdita d’occhio e mare cristallino!

2° giorno: gita a Flussio, punto di riferimento dell’artigianato dell’asfodelo, di salice e canna, per realizzare bellissimi cestini bianchi e neri. Sono gli stessi abitanti che lavorano ed esibiscono i manufatti lungo la strada principale! Carinissimi i cartelli scritti in sardo, l’ufficio postale diventa UFITZIO POSTALE! Rientrando da Flussio ci fermiamo a S’Archittu, paese famoso per il suo Arco naturale che potrete attraversare a nuoto o noleggiando il kayak dalla spiaggia. E’ uno spettacolo davvero emozionante! S’Archittu è accanto a Santa Caterina di Pittinuri, 2 paesini turistici ma deliziosi e poco caotici! Al pomeriggio, spiaggia di Is Arenas: come dice il nome (arenas = sabbie), è caratterizzata dalla presenza, alle sue spalle, di una distesa dunale, ora però poco visibile dato che è stata rimboschita con varie essenze arboree (soprattutto pini ed acacie saline) per contrastarne l’erosione che rischiava di farla sparire. Nelle vicinanze c’è un campo da golf con lo stesso nome, e trovare la spiaggia per noi non è stato così facile! Alla fine ci siamo arrivati seguendo le indicazioni del percorso riservato ai fornitori del campo da golf: una volta arrivati in prossimità dell’ingresso secondario ci sono i cartelli che indicano la Pineta di Is Arutas, quando la strada sterrata finisce si può parcheggiare la macchina e attraversare la pineta a piedi fino alla spiaggia. E’ una piccola oasi tranquilla, con il mare trasparentissimo e adatto anche ai bambini perché digrada molto dolcemente.

Al ritorno ci siamo fermati in un agriturismo a prendere una ricotta .. Una delizia!

3° giorno: rovine di Tharros, sito archeologico situato nella propaggine sud della penisola del Sinis, che termina con il promontorio di Capo S.Marco. Prima dell’ingresso, sulla destra, c’è una spiaggia molto ampia, chiarissima e con il mare trasparente, dove abbiamo fatto il bagno dopo aver visitato il sito. Dalla torre spagnola sul promontorio si può godere di una vista splendida: Capo San Marco è collegato ad un istmo che divide i due mari, quello che i sardi chiamano il ‘mare morto’, calmissimo (il golfo di Oristano) e il ‘mare vivo’ più agitato (il mare di Sardegna)! Al pomeriggio visitiamo un’altra spiaggia delle penisola, Mari Ermi. Informazione di servizio: tutto il litorale è costeggiato da sterrati dove parcheggiare comodamente, ma il parcheggio si paga (4 euro tutta la giornata) .. Potrà sembrare una netta contraddizione con il carattere ‘selvatico’ della zona, ma se questo modico contributo permette di continuare a gestire questa area marina protetta senza farla invadere da stabilimenti, bar, ristoranti, etc.. Lo si fa con molto piacere! Anche Mari Ermi è un lungo arenile di quarzo bianco, con tratti di sabbia ocra molto fine. La spiaggia è racchiusa tra alte dune ed una vegetazione bassa e rasente al suolo. Molto carine le passerelle in legno che permettono di superare la salina che è alle spalle! Prima del tramonto siamo arrivati fino a Su Tingiosu, una falesia alta intorno ai 25 mt lunga circa 2 km. A picco sul mare, offrono uno spettacolo davvero emozionante .

4° giorno: al mattino andiamo a visitare le miniere di Montevecchio, uno degli insediamenti minerari più antichi della Sardegna. Siamo stati accompagnati nella visita, con tanto di caschetto e torcia, da un minatore ancora in attività (in pensione dal prossimo settembre!) che oltre alla storia della miniera ci ha raccontato anche molti aneddoti sulla vita in miniera, sull’esperienza degli anziani, etc.. ! Per fare la visita dovrete arrivare fino al paese di Montevecchio: noi ci siamo fermati direttamente alle miniere che si trovano sulla strada sulla destra tra Guspini e Montevecchio, ma la sede della biglietteria è a Montevecchio, dove ci sono le palazzine della Direzione (sulla sinistra entrando nel paese).

Consiglio: per pranzo l’offerta a Montevecchio non è vastissima, magari conviene organizzarsi con panini! Dopo pranzo abbiamo proseguito fino a Piscinas, a vedere le dune, tra le più grandi in Europa, patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO. Si spingono nell’entroterra per circa 2 chilometri raggiungendo un’altezza massima di 100 metri, continuamente rimodellate dai venti occidentali che insistono sulla zona lungo tutto l’arco dell’anno. Da Montevecchio ci sono due strade, una diretta che scende su Piscinas ma che credo sia interamente sterrata, e una più lunga che però diventa sterrata solo nell’ultimo tratto: scegliete quella che preferite magari anche sulla base del mezzo che avete! Il percorso è piuttosto lungo, ma vi permette di godere anche di un panorama mozzafiato, ne vale la pena! Nell’ultimo tratto prima della spiaggia, completamente sterrato, vi troverete ad affrontare anche un paio di guadi, di piccoli ruscelli di acqua rossa data la presenza ferrosa nel territorio. Qui un consiglio è d’obbligo: anche se avete un fuoristrada, seguite la strada per guadare il ruscello, non azzardate attraversamenti in altri punti che sono decisamente più alti e nei quali si affonda facilmente! Al ritorno abbiamo assistito all’odissea di un fuoristrada ‘impantanato’ fino a metà portiera perché aveva azzardato il passaggio in un punto diverso: neanche un camper riusciva a trascinarlo fuori, e sono dovuti andare a cercare qualcuno nel paese più vicino! Le dune di Piscinas sono uno spettacolo unico, nessuna foto che farete riuscirà a rendervi la sensazione che provate lì in mezzo! La spiaggia è molto molto grande, e ha una piccola parte attrezzata con lettini e ombrellone (due lettini e un ombrellone 6 euro ..). Ci sono anche dei bar direttamente sulla spiaggia, e c’è un unico hotel dal nome evocativo ‘Le Dune’ ideale per una fuga romantica lontano dal mondo! Il giorno che siamo andati noi c’era molto vento per cui non facevano aprire gli ombrelloni e la balneazione non era consentita per le forti correnti .. Purtroppo in zona può capitare, ma una gita è d’obbligo se siete nei paraggi! 5° giorno: mattinata a Cagliari. Dista solo 90-100 km e con la Carlo Felice si raggiunge velocemente. A dispetto della latitudine, il caldo è sopportabile, con una brezza piacevole che rinfresca soprattutto all’ombra. La città (quartiere Castello) ha un centro storico molto grazioso, degno di nota soprattutto il bastione St. Remy e la terrazza Umberto I.

Pomeriggio in spiaggia a Is Arutas a crogiolarsi al sole! 6° giorno: destinazione Giara di Gesturi: altopiano basaltico di origine vulcanica di 42 Kmq a circa 600 m. Sul livello del mare. Qui vivono i famosi “cavallini della Giara” che vivono allo stato brado, perfettamente integrati nell’ambiente, una specie tra il normale cavallo ed il pony, hanno il manto scuro e l’altezza che in media raggiunge il 1.20 mt al garrese. Negli anni 60 il numero era intorno ai 250 esemplari, oggi sono oltre 700! Nella Giara troverete un silenzio quasi assordante e un paesaggio formidabile: vi capiterà di sentirvi voi degli intrusi, tra cavallini che vi passano accanto, caprette arrampicate sugli alberi! All’interno della Giara ci sono degli angoli pic nic : attenzione che all’interno non c’è nessun locale o bar, per cui dovrete portarvi da mangiare e da bere! Gli alberi tipici della Giara sono le sughere, gli alberi del sughero. La corteccia viene incisa e ‘sfogliata’ per togliere il sughero che verrà poi mandato alla lavorazione, si riformerà sull’albero nell’arco di 10 anni.

Dappertutto nella Giara anche le capanne dei pastori, le pinnetas, costruzioni circolari in pietra con il tetto di frasche.

Sulla strada per la Giara siamo passati da Villamar, paese-museo di murales realizzati da esuli cileni e da gente del luogo. Lungo la strada verso Gestori è grazioso Las Plassas, dove svetta una collina conica alla cui sommità ci sono i resti del castello.

Abbiamo trovato la zona decisamente verdeggiante e i vari paesini ricordano per certi versi i borghi medioevali della Toscana, tutti in pietra!

7° giorno: intera giornata di mare!

8° giorno: Mattino a Bosa Marina, sul fiume Temo, con un graziosissimo borgo medioevale e il castello dei Malaspina che la domina dall’alto del colle. Passeggiando nei vicoli del borgo medioevale non fate i timidi e gettate un’occhiata nelle porte aperte: troverete sicuramente un sacco di signore sulla soglia che ricamano, e contente della vostra curiosità vi racconteranno cosa stanno facendo! Un accorgimento se passate da Bosa nell’ora di pranzo: è carissima! Se non potete o volete spendere più della media di altri posti, forse potrebbe essere una buona idea prepararsi dei panini .. Noi dopo aver girato un po’ abbiamo scelto una gastronomia decisamente semplice sulla via principale, e nonostante l’aspetto ‘dimesso’ non vi dico il salasso ..

Al pomeriggio rientro e relax in spiaggia.

9° giorno: mattinata in spiaggia a salutare il Sinis, dato che al pomeriggio ci toccherà partire alla volta di Olbia! Oggi per la prima volta abbiamo sperimentato il sole della Sardegna in assenza di vento …Mamma mia!! E quindi si parte, tristi come ogni volta che finiscono le vacanze, felici come ogni volta che scopriamo un posto meraviglioso e una terra magica …

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iFioriDiLisbeth

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