Ultima giornata a Rio. Il sole che finalmente splende ci suggerisce che oggi potremmo goderci il piacere della spiaggia. Assaporiamo, infatti, il vero spirito di Copacabana e Ipanema che possono essere considerate a tutti gli effetti appendici della città. La spiaggia a Rio non è solo vissuta come luogo in cui prendere il sole e fare il bagno ma è anche utilizzata per svolgere tutta una serie di attività di vita quotidiana. Basti pensare al fatto che tantissime squadre di calcio giovanili utilizzano questo spazio per gli allenamenti.

Camminiamo a lungo e, una volta arrivate ad Ipanema, scegliamo la spiaggia prediletta dai surfisti. Quando il sole sparisce dietro le montagne (intorno alle 3 del pomeriggio) proseguiamo per le vie interne curiosando tra i vari negozi.

Anche per questa sera scegliamo un ristorante su Copacabana, salvo scoprire, una volta entrate, che è gestito da un italiano. Per la serata optiamo per il mercatino di Copacabana nel quale iniziamo a spendere i primi soldi in souvenir. Essendo la nostra ultima sera decidiamo di fare il giro completo del lungomare e, a riprova che questa città non è pericolosa come in molti vogliono far credere, nonostante fossimo due ragazze sole, non ci siamo in alcun modo trovate in situazioni spiacevoli o che potessero anche solo far presagire del pericolo.

Questa è una delle cose che ci porteremo sicuramente a casa di questa città: per quella che è stata la nostra esperienza ma che, leggendo molti altri racconti, mi sembra ormai l’esperienza di tanti, non mi sento di definire Rio de Janeiro pericolosa. Sicuramente bisogna prestare attenzione, ma del resto, in quale altra metropoli del mondo non è così?

Con un aereo della Web Jet arriviamo alle 12.40 a Salvador de Bahia, seconda meta del nostro viaggio.

Appena sbarcate e recuperato il bagaglio, prendiamo un taxi che ci conduce alla pousada contattata il giorno prima e scelta tra le proposte economiche della Lonely: pousada Hillmar, carina, abbastanza pulita e soprattutto in un’ottima posizione, visto che è situata proprio alle porte del Pelourinho (80 reais a notte).

Dal terrazzo della pousada si gode una bellissima vista del porto di Salvador.

Lasciamo gli zaini in camera e partiamo subito alla scoperta del Pelourinho, centro storico della città dichiarato patrimonio dell’Unesco.

In sole 2 ore di volo ci ritroviamo catapultate in una realtà completamente diversa da quella di Rio. Qui, innanzi tutto, dominano i colori. Il Pelourinho è un sali-scendi di vie con case coloratissime e una miriade di negozi d’artigianato, di abbigliamento, di strumenti musicali.

La musica è ovunque. L’influenza della cultura africana è tangibile.

Giunte alla piazza principale troviamo un gruppo di ragazzi che pratica la Capoeira. Come ci spiegherà un ragazzo conosciuto poi la sera stessa, Salvador è considerata “La Mecca” per gli appassionati di questa disciplina che si radunano qui da ogni parte del mondo. Le scuole di capoeira sorgono infatti ad ogni angolo della città.

Dopo aver girato un po’ per queste vie decidiamo di scendere nella parte bassa della città utilizzando l’Elevador Lacerda, un ascensore molto rapido che in pochi secondi unisce le due parti della città.

Nella parte bassa ci perdiamo tra le bancarelle del Mercado Modelo, il mercato d’artigianato più famoso della città. Pervasa dallo spirito bahiano decido di farmi fare le treccine da una delle tante ragazze che si offrono di farle. In 40 minuti e all’esiguo costo di 25 reais, il mio look è rivoluzionato! La città bassa è molto meno affascinante del centro storico della città alta, ma noi siamo dell’idea che tutto vada visto e per questo ci facciamo un lungo giro anche per le vie della “Salvador bassa”.

Stanche dalle tante ore spese a girovagare (considerate che nel Pelourinho le strade sono ripidissime e quindi molto stancanti), torniamo in pousada per prepararci per la serata.

Ci era stato detto che il Pelourinho non era molto sicuro di sera ma anche in questo caso, non so se per una questione di fortuna, non abbiamo avuto nessun tipo di problema.

Scegliamo un ristorantino molto vicino alla piazza principale e ceniamo accompagnate dalle note di una samba suonata dal vivo. E’ vero che con un’atmosfera di questo tipo tutto può sembrare meglio di quello che è, ma il nostro pesce è davvero ottimo e, come sempre qui in Brasile, la porzione per una persona sfama entrambe.

Appena iniziato il nostro giro serale vediamo un piccolo corteo di persone che segue un uomo dai lunghi dread bianchi. Incuriosite ci accodiamo e notiamo che a capo di questo corteo, oltre all’uomo dai capelli bianchi, ci sono altri musicisti che suonano percussioni e birimbao. Il corteo si ferma nella piazza principale dove iniziano esibizioni di capoeira che vedono sfidarsi le persone partecipanti al corteo.

Continua…

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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3 Risposte

  1. Manuela

    Purtroppo spesso capita che si faccia del vero e proprio terrorismo psicologico, blaterando che determinate località sono mooolto pericolose. Tuttavia con le dovute precauzioni gran parte del mondo è visitabile senza correre pericoli!

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  2. Eletrotter

    Sono d’accordo con te Manuela. Con le dovute accortezze un posto meraviglioso come il Brasile è visitabile senza correre pericoli.

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