Ad una settimana dal mio rientro da Zanzibar ancora guardo fuori dalla finestra con sguardo trasognato e la mia mente inizia a ripercorrere i chilometri di spiaggia sulla quale ho fatto incantevoli passeggiate, a rivedere tutti i blu del mare il cui numero diventa incalcolabile viste le mille tonalità che l’acqua assume, ad incontrare i sorrisi per le strade…. Zanzibar è questo, anzi no, Zanzibar è molto più di questo, troppo difficile da descrivere in poche righe. Quello che posso limitarmi a fare è dare qualche dritta perché il soggiorno possa risultare ancora più indimenticabile.

Come raggiungere Zanzibar?

C’è la possibilità di volare direttamente sull’isola, oppure, come ho fatto io, volare sulla capitale della Tanzania, Dar Es Salaam, e poi da qui prendere il traghetto per Zanzibar. Questa seconda soluzione ha 2 vantaggi: in primo luogo, durante l’alta stagione, permette di risparmiare parecchio sul costo del volo e, in secondo luogo, permette di provare la bella emozione di vedere Stone Town (capitale di Zanzibar), materializzarsi davanti agli occhi con il procedere veloce dell’imbarcazione.

Dove soggiornare?

L’isola non è molto grande ma, nonostante questo, offre una grande varietà di luoghi. Il mio consiglio è sicuramente quello di trascorrere almeno una notte nella città di Stone Town, le cui diverse influenze sono visibili nelle interessanti architetture dei suoi palazzi. Un’esperienza unica è quella di intrufolarsi nel coloratissimo e affollatissimo mercato del pesce.

La sera è poi possibile cenare all’aperto al mercato di Forodhani, scegliendo il proprio pesce fresco e facendoselo cuocere sul momento. Per la sua importanza storica e architettonica Stone Town è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Una volta visitata la capitale bisogna scegliere in quale località proseguire il soggiorno. Se come me siete curiosi e amate muovervi vi consiglio di girare tutta l’isola spostandovi lungo la costa e cambiando la vostra base ogni 3/4 giorni.

Se preferite rilassarvi e soggiornare in un solo posto allora potrete optare per il nord-ovest (Kendwa o Nungwi), parte un po’ più turistica ma dove il fenomeno delle maree è meno forte e dove è quindi possibile la balneazione ad ogni ora del giorno.

Oppure la costa a nord-est, più sensibile alle maree e dove si collocano i principali villaggi turistici (Kiwenga). Oppure ancora si può scegliere di soggiornare a sud-est, zona più tranquilla e un po’ meno affollata di turisti anche perché fortemente interessata dal fenomeno delle maree, ma che proprio per questo offre ogni giorno paesaggi incantevoli.

Escursioni

L’isola offre molto attrattive di cui imperdibili sono: Prison Island per vedere la colonia di tartarughe giganti delle Seyshelles, la foresta di Jozani che ospita molti esemplari di colobo rosso (scimmie dal pelo rosso) endemici dell’isola, lo snorkeling intorno all’isola di Mnemba e, se resta del tempo, il tour delle spezie nella parte centrale dell’isola e il bagno con i delfini sulla costa a sud.

Aggiungo inoltre una meta di cui purtroppo io non posso riportare una testimonianza diretta, e non perché non mi ci sia recata ma perché l’ho fatto nella giornata sbagliata, ovvero con l’alta marea, ma di cui mi hanno parlato davvero molto bene: il tramonto sulla spiaggia di Michamvi.

Come spostarsi all’interno dell’isola?

Il modo più avventuroso è sicuramente quello di utilizzare i dalla dalla, ovvero gli autobus locali. Bisogna però considerare che sono sempre super affollati e che i tempi di percorrenza di tragitti anche brevi possono rivelarsi eterni poichè spesso non caricano solo persone ma anche merci e il processo di caricamento di quest’ultime può richiedere molto tempo.

Il consiglio è quindi quello di contrattare gli spostamenti con i taxisti locali che di solito si radunano tutti insieme nelle principali piazze o di fronte ai grandi resort. Se si riesce a condividere il viaggio con altri turisti può risultare anche una soluzione comoda ed economica, se lo si prende da soli non ha comunque costi proibitivi.

Dove pernottare?

I grandi villaggi turistici non mancano sicuramente sull’isola ma, per chi non amasse il genere, le alternative sono comunque molte. Si va dai resort di lusso solitamente collocati in spiagge più appartate, a strutture più adatte a viaggiatori zaino in spalla, semplici e pulite spesso organizzate con bungalow che si affacciano direttamente sulla spiaggia.

In alta stagione è comunque difficile riuscire a spendere meno di 40$ per camera a notte. Non è necessario prenotare in anticipo perché l’offerta è ampia, ma per chi preferisse comunque farlo consiglio il sito Agoda.it, tra tutti quelli consultati è quello che presenta la scelta maggiore di strutture in questa zona.

Dove mangiare?

Dalle bancarelle di Forodhani ai ristoranti di Nungwi, le differenze sul menù che vi verrà presentato non saranno comunque molte. Molta varietà di pesce (il King Fish la fa da padrone incontrastato), tra cui anche l’aragosta a prezzi abbordabili, pollo e, in pochi casi, anche vitello. La maggior parte dei ristoranti inserisce nel proprio menù anche la pasta ma, non avendone fatta esperienza diretta, non posso garantire sulla qualità.

Come pagare?

Pochi i posti che accettano la carta di credito e comunque, nei posti dove la accettano, richiedono un incremento del  5% per pagare la commissione. Per quel che riguarda i contanti sono accettati sia i dollari che gli scellini tanzaniani. Io ho visto che c’era sempre una convenienza maggiore a pagare con la valuta locale. Importante è ricordarsi che gli unici sportelli ATM sono a Stone Town per cui conviene fare un unico prelievo una volta che si è lì onde evitare di dovercisi recare apposta.

[divide]

Posso ancora aggiungere che le persone sono cordiali e disponibili e che non si avverte nessun segnale di pericolo, tanto nella città quanto nei villaggi della costa. Anche alcuni europei che vivono da mesi sull’isola ci hanno garantito di non aver sentito nessun episodio di violenze o anche solo scippi.

Adulti e bambini sono bramosi di imparare l’Italiano, molto utile per chi si dedica al turismo. Proprio per questo vorrei fare una richiesta: per favore non portate caramelle che servono solo a far litigare i bambini tra di loro e che in più raggiungono l’unico scopo di far cariare più in fretta i loro denti, ma piuttosto portate libri per bambini in italiano, farete loro un regalo molto più intelligente e comunque maggiormente gradito.

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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1 risposta

  1. Barbapapa'

    Ciao Ele, sono appena tornato anche io da Zanzibar dove sono stato con famiglia per due settimane. Sono pienamente d’accordo con te: vale la pena spostarsi ogni 3/4 giorni e, a mio avviso, non commettere l’errore di prenotare per due settimane un villaggio turistico (peggio ancora se italiano…). Zanzibar va vissuta, è piena di contrasti e diversa tra nord e sud.
    Senza volere fare spam ti lascio anche la “nostra” recensione (se pensi che non possa essere utili rimuovila pure): http://www.bravibimbi.it/a-ruota-libera/zanzibar-la-nostra-recensione/

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