Abbiamo approfittato di una parentesi di cambiamento nella nostra vita (un cambio di lavoro e città) per prenderci una pausa e una volta tanto, godercela davvero! Da quando è nata la bambina nel 2008, Giulia Luce, abbiamo sempre cercato di non rinunciare mai alla nostra passione per il viaggiare e, data la mancanza di nonni a cui appoggiarsi, abbiamo scelto con tenacia di portarcela sempre dietro, viaggi inclusi.

Fino ad oggi abbiamo sperimentato un po’ di tutto:

  • il primo anno vacanze al mare a casa di amici, villaggi strutturati con baby-club, noleggio di un appartamento, trasporto in macchina, traghetto, aereo ma sempre in Italia;
  • il secondo anno abbiamo provato il primo vero viaggio in tre in Cornovaglia affittando un cottage che ci è servito come base per i ns giretti;
  • il terzo anno finalmente liberi da pannolini e amenità varie ci siamo lanciati in un bel giro itinerante in Portogallo, cambiando hotel quasi ogni sera;
  •  nel 2012, quando si è presentata l’occasione giusta per fare finalmente un “signor” viaggio abbiamo preso la palla al balzo e prenotato tre posti sull’aereo destinazione Australia e Nuova Zelanda.

A qualcuno si sono drizzati i capelli in testa! Quasi 40 giorni di viaggio, tre voli per arrivare Bologna-Francoforte-Bangkok-Melbourne all’andata e tre al ritorno Auckland-Bangkok-Frankfurt-Bo, 12 ore di fuso orario, un pacchetto di voli interni + noleggio auto in Australia e noleggio camper in Nuova Zelanda.

Insomma un vero tour autogestito con una bambina di soli tre anni e mezzo! È vero, ci vuole tanto spirito di adattamento a viaggiare con i bambini, ma sapevamo benissimo a cosa andavamo incontro per le esperienze di viaggio passate e un’occasione così si presenta come le vere comete, una ogni millennio… quindi meglio prendere la palla al balzo e approfittarne.

Il 1° Gennaio 2012 eravamo tutti e tre all’aeroporto Marconi di Bologna. Fatto il check-in e lasciati i borsoni e il passeggino, avevamo con noi due zainetti e una valigia-cilindro magico per tutte le necessità di Giulia, igieniche, ludiche, alimentari, persino il lettore dvd portatile e il latte artificiale nel caso non avessero quello liquido.

Il primo volo THAI FranKfurt-Bangkok era sbombato, abbiamo dormito zero e anche la nana solo 2 orette su 11, si e’ stordita (per fortuna) di dvd di Barbapapa’ e giochini/sorpresa che le avevo preparato …. arrivati a Bangkok cambio volo e i km di nastri trasportatori sembravano non finire mai.

Il secondo volo Bangkok-Melbourne era vuoto, con sorpresa eravamo 4 gatti, per lo piu’ mamme con bambini, e’ scattata la solidarieta’ tra genitori, Giulia si e’ fatta una micro-amichetta indiana fino a quando e’ iniziato l’arrembaggio alle file vuote, tutti sdraiati alla bellemeglio nana compresa… in men che non si dica dagli oblo’ vedevamo la sospirata terra australiana! Non mi sembrava ancora vero.

Noi ci siamo già stati nel 2002 in viaggio di nozze e abbiamo girato il Queensland, quindi questa volta abbiamo puntato a Sud, al Victoria, per partire da Melbourne, fare la Great Ocean Road, visitare Kangaroo Island, poi Sydney e infine un po’ di relax su un’isola della barriera corallina, Heron Island, prima di affrontare il tour naturalistico della Nuova Zelanda, da Queenstown fino a Auckland. Insomma un viaggio impegnativo.

I primi due giorni sono passati nel “minestrone multietnico” di Melbourne downtown … qui vedi veramente di tutto, la cosa piu’ impressionante e’ proprio la strada, fiumi di mondo con facce, occhi, vestiti, acconciature, lingue diversissimi e l’architettura rispecchia questo caleidoscopio umano con edifici moderni alternati ad angoli salvati della vecchia city come villette in stile vittoriano, chiesette english, il tram originale, l’avanguardia dei docks si affianca alla chinatown, il quartiere italiano di Carlton a quello greco, a quello vietnamita.

Pero’ in tutto questo casino dall’altra partre del fiume Yarra c’e’ un paradiso verde, i royal botanical gardens, una vera sorpresa dove tra olmi centenari, laghetti e tartarughe, fiori stupendi di ogni tipo e colore la nana si e’ potuta sbizzarrire e correre a volontà 🙂

Il jat-lag su di lei si è fatto sentire eccome, i primi giorni alle 4 del pomeriggio si addormentava in stato catatonico e non c’era verso di svegliarla, un crollo totale che abbiamo aspettato passasse, senza opporre nessuna resistenza.

Da Melbourne siamo partiti alla volta della rinomata Great Ocean Road, abbiamo noleggiato un’auto che la nana ha subito inaugurato con una vomitata da manuale (sara’ contenta la Europecar)… che dire? e’ un paradiso per i surfisti, e’ un paradiso per i turisti, ma soprattutto per chi ha la fortuna di viverci!! dopo una marea di curve a strapiombo sull’oceano abbiamo avuto l’onore di vedere i 12 Apostoli e tante altre bizzarrie della costa che lasciano davvero senza fiato, poi la Tower Hill Riserve una riserva naturale all’interno di un vulcano spento che definire “magica” e’ pochissimo, e incontri ravvicinati con koala liberi e cassowary, Giulia non voleva piu’ venir via (e neanche noi).

Insomma sarà l’oceano prorompente, sarà la natura selvaggia, saranno le cittadine sonnolente, saranno gli incontri con gli animali liberi… questa parte d’Australia ci piace parecchio!

Dopo una traversata in traghetto con mare e vento forza 7 abbiamo passato tre gg a Kangaroo Island… qui la natura e’ remota e sovrana, un angolo d’Australia intatto, dove la giornata e’ scandita dagli appuntamenti con gli animali. Alle 16 si presentano in laguna i pellicani, alle 19 escono nelle radure i canguri, alle 21.30 sbucano dalle tane i pinguini… sara’ che sono cresciuta a pane e Superquark, ma questo animal-watching mi ha emozionato un casino!

È una continua full immersion di foche, leoni marini e otarie…. ti manca il fiato, la forza dell’oceano, il vento costante, la pacatezza di questi bestioni quieti a due passi da te, tutto l’insieme ti fa sentire piccolo, piccolo e soprattutto un viaggiatore felice 🙂

Continua…

A proposito dell'autore

Monica Nicoliello

Mamma in primis, architetto frelance, dicono sempre allegra e sorridente e colla battuta pronta. Ma anche fragile, timida, sincera, presuntuosa, spiritosa. Un pò testarda, sgangherata, qualche volta inopportuna, arrabbiata, innamorata della sua famiglia e con i ricci sempre in divenire. Inutile dire che amo la natura, i viaggi, la moleskine e le foto, altrimenti non sarei qui!

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4 Risposte

  1. Costanza

    Ciao Monica!!
    Il tuo viaggio mi ha illuminato…
    L’anno prossimo io e il mio fidanzato ci sposiamo, noi abbiamo un bimbo di 4 anni e io vorrei portarlo con noi.
    Ovviamente a casa, la notizia ha scatenato le peggio reazioni da parte di tutti.
    E’ vero, avrei la possibilità di lasciarlo con i nonni, la zia, l’asilo, gli amici, in tranquillità… Ma io non riesco ad andare via 22 giorni dall’altra parte del mondo e lasciarlo lì. E lui come prenderà tutto questo distacco? Non starebbe meglio col babbo e la mamma? O è solo un mio atto egoistico? Tu lo consiglieresti ad una coppia di portarsi dietro il bambino?
    Puoi darmi qualche dritta?
    Grazie mille
    Costanza

    Rispondi
  2. monica

    Ciao Costanza,
    posso solo dirti che la scelta è strettamente personale… ti dico la mia opinione, per quello che può valere.
    Affrontare un lungo viaggio con un bambino piccolo ha un unico inconveniente, lo spostamento, perchè una volta arrivati in loco, soprattutto in una paese civilissimo e attento ai bambini come l’Australia non c’è alcun problema, davvero. Il volo è lungo e dovete valutare voi se vostro figlio è abituato a starsene tranquillo coi nonni e non ha mai affrontato viaggi importanti, quindi potrebbe reagire male, oppure avete già provato a portarlo con voi, magari in viaggi più brevi e vicini, ma comunque sapete già a cosa andate incontro. Ogni bambino fa storia a sè e solo i genitori possono scegliere cosa è meglio. Nostra figlia l’abbiamo scarrozzata fin dall’inizio (non avevamo aiuti) ovunque, in Italia e In Europa, anche viaggi itineranti, e non ha mai sofferto mal d’auto, nave, aereo, mangia un pò di tutto, certo però è sempre stata molto impegnativa nella gestione per il suo carattere… cmq sapevamo di potercela fare con molto spirito di adattamento.
    Io, dalla parte di quelli che hanno sempre sognato un viaggio da soli dopo la nascita di un figlio (anche solo un week-end), forse prenderei al volo la possibilità di fare un viaggio in due invece che in tre… ma questa ovviamente è un’altra storia! 🙂
    se posso esserti utile chiedimi pure
    Monica

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