L’idea di oggi è quella di portarvi a passeggio in quello che è il capoluogo della provincia dove sono nata e cresciuta: Vicenza.

Quando si pensa al Veneto si immagina subito Venezia, seguita da Verona e Padova. Vicenza, assieme a Treviso, resta un po’ lì in disparte. Per non parlare poi di Belluno e Rovigo che neppure noi veneti spesso ci ricordiamo di citare.

Vicenza è una città che porto nel cuore perché ci ho passato gli anni delle superiori e perché tra le sue vie sono cresciuta e ho imparato ad amare il mondo. Vicenza ha il pregio di non essere una città immensa e il suo centro storico è ricco di cose che sapranno conquistarvi.

Per apprezzare in pieno Vicenza, vi invito a cominciare la visita dall’alto. Non dovete noleggiare un elicottero o un aereo e nemmeno scalare una montagna. Per godere di una vista pari a quella indicata qui a fianco nella foto, vi basterà raggiungere il piazzale che sta davanti alla Basilica di Monte Berico. Come molti edifici che troverete in giro per la città, la Basilica è opera (tarda) di Andrea Palladio, che viveva proprio nel centro di Vicenza. La sua casa ora è quasi un rudere ed è abbandonata ma una targa ricorda l’architetto che, forse molto più di altri, ha reso famosa la mia provincia d’origine. Il panorama dal piazzale è magnifico e, con una bella giornata limpida, ammirerete anche i monti dell’Altipiano di Asiago. Non potrete confondervi nell’osservare la Basilica Palladiana, con il suo tetto in rame a forma di nave rovesciata.

Badate bene: non è una chiesa. E’ una basilica nel senso romano antico del termine: un luogo pubblico per assemblee cittadine. Partendo proprio da Monte Berico vi invito a scendere la via porticata che vi porterà quasi in centro. I vostri punti di partenza per vedere al meglio il centro città sono due: Palazzo Chiericati o Piazza Castello. Noi partiamo ora da quest’ultima. La piazza e il torrione che vedrete sono ciò che rimane di una Vicenza trecentesca. La città infatti è come se giocasse a nascondino con le varie epoche che l’hanno composta.

Il Trecento è rappresentato dalla porta del castello, attraversando la quale vi ritroverete in Corso Palladio. Questo corso è il centro totale della vita e dello “struscio” citttadino. Non si tratta però di un luogo fatto di soli negozi: ci sono palazzi antichi che richiamano il gotico fiorito tipico della dominazione Serenissima. Ci sono le facciate rinascimentali e quelle del ‘700. Ad ogni metro troverete un palazzo diverso, capace di raccontarvi una Vicenza diversa. A metà corso troverete una piccola viuzza sulla destra, all’altezza del Palazzo del Comune. Pochi passi dopo sarete in Piazza dei Signori al cospetto di quella Basilica col tetto a nave rovesciata di cui vi parlavo prima. Non sempre è aperta ma se così fosse entrate ed ammiratela. Guardatela bene anche da fuori perché il Signor Andrea Palladio fu uno dei primi ad utilizzare “moduli a ripetizione” nel rinascimento, creando un ritmo e una sorta di dialogo tra gli elementi costitutivi di una costruzione.

Sul fondo della piazza trovetete due colonne: mai passare in mezzo alle colonne della Serenissima! In tutte le città venete sentirete questa leggenda. Ovunque ci sono le colonne della Serenissima, si deve transitare ai lati  e mai in mezzo e questo perché, ai tempi della Repubblica di Venezia, tra quelle due colonne venivano appese i corpi di condannati a morte. Nel dubbio, meglio non sfidare la sorte!

Pochi passi dopo le colonne, la strada vi porterà a sinistra; Seguitela e tornare in Corso Palladio e proseguite. Da lì a poco arriverete vicino a Palazzo Chiericati, pinacoteca cittadina e altro magnifico capolavoro del Signor Palladio: il Teatro Olimpico.

Questo non è solo un teatro. E’ la trasposizione moderna del teatro classico. E’ l’Idea propria che il rinascimento porta con sé e Palladio ha saputo tradurla in mattoni, mura e gradinate. Il teatro è aperto al pubblico (a pagamento) e merita una visita soprattutto per ciò che il palco vi mostrerà.
La scenografia che impera eternamente on stage altro non è che la scenografia originale disegnata da Andrea Palladio per la prima rappresentazione dell’Edipo Re di Sofocle. La scena è un esempio perfetto di studio della prospettiva rinascimentale e rappresenta le sette vie di Tebe, nella quale la tragedia greca è ambientata. Anche se non amate il teatro classico o l’architettura, il Teatro Olimpico è un’esperienza che va fatta per toccare con mano il genio umano.

Palladio ce lo copiano tutti e noi ce l’abbiamo qui! La Casa Bianca a Washignton o il Congresso degli USA sarebbero così se non fosse esistito Andrea Palladio? Probabilmente no. Vicenza è proprio una città silente, una sorta di bella addormenta capace di stupire e stregare. Ed è per questo che mi piace raccontarla.

Quando avrete finito con il Teatro le possibilità sono molteplici ed io ve ne indico una. Tornate verso piazza dei Signori. Lì vicino c’è una piccola via che vi porterà a Ponte San Michele. E’ qui che il Veneto che tutti pensano si mostra e si fa vedere. E’ qui che si può riconoscere l’impronta della dominazione Veneziana e quel mondo fatto d’acqua che si trova in ogni grande città veneta e che spesso viene dimenticato.

Vicenza è piena di canali che un tempo erano navigabili e che portavano direttamente alla Serenissima. Parte di questo passato è visibile a Ponte San Michele che, per mia personale opinione, resta uno dei luoghi più belli e più romantici del centro.

Il mio itinerario vuole solo essere un suggerimento per una giornata alla scoperta di un Veneto che molti pensano sia minore ma che in realtà non è così. Se a questo aggiungete poi dell’ottimo vino e del baccalà alla vicentina il gioco è fatto.

 

 

A proposito dell'autore

Giovy Malfiori

Travel blogger e scrittrice freelance: classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole. Nasco e cresco in Veneto, divento grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Mi piace viaggiare con i mezzi pubblici, con gli occhi ben aperti e con il cuore curioso. Ho una passione sfrenata per le Isole Britanniche e per i piccoli luoghi che non aspettano altro che essere raccontati.

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2 Risposte

  1. WYW

    Bellissimo itinerario e foto Giovy !! Io non ci sono ancora stata stamperò questo bell’articolo, grazie!! Mio padre direbbe sempre meglio Rovigo che Padova 😉 una grande faida 😉

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    • Giovy Malfiori
      Giovy

      Mi fa piacere che ti piaccia! Le faide provinciali sono davvero parte dell’atto costitutivo dell’Italia. Pensa che io ho rischiato di nascere a Rovigo. I miei stavano per traslocare ma poi sono rimasti nell’alto vicentino. 🙂

      Rispondi

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