Questa mattina la nostra idea è quella di recarci alla baia Dos Golfinhos prima di colazione, così da goderci un lungo bagno con i delfini e poi tornare alla pousada. Sveglia quindi alle 6.30 e partenza per la spiaggia. Peccato che, una volta scese, scopriamo che c’è ancora l’alta marea che ci impedisce di proseguire. Risultato: abbiamo dormito solo 3 ore per niente!

Torniamo un po’ deluse alla pousada ma, con la solita colazione rifocillante, ci riprendiamo subito. Scendiamo alla spiaggia e ci godiamo il relax tanto agognato. Nel pomeriggio invece saliamo nel paese e ci dedichiamo allo shopping. Infatti anche qui c’è solo l’imbarazzo della scelta perché i negozi sono davvero tanti e di ogni genere. L’altra mission della giornata è trovare i biglietti per l’onibus che, il giorno seguente, ci porterà a Fortaleza. Non abbiamo purtroppo calcolato che è sabato e che le agenzie turistiche sono chiuse. Per fortuna, dopo aver girato a vuoto per un po’, ci indicano l’unica agenzia aperta a Pipa (Olà Brasil) dove riusciamo a fare i biglietti. Nell’agenzia lavora, insieme al compagno brasiliano, una ragazza italiana che si dimostra molto gentile e disponibile anche nel darci informazioni e consigli circa i luoghi che raggiungeremo nei giorni a venire.  

Ore 8.00, partenza con una navetta che collega Praia da Pipa a Natal per un totale di 2 ore di viaggio. Ho ancora negli occhi la scena della proprietaria della pousada Xamà che, per non lasciarci partire a stomaco vuoto, ci insegue con i vassoi di frutta. Quanto calore umano trasmettono questi brasiliani!

Attendiamo 2 ore la coincidenza per Fortaleza. Alle ore 12 parte infatti l’onibus della Nordeste che in 8 ore ci porta a Fortaleza (80 reais). Di tutte le compagnie utilizzatela Nordeste è quella con la quale ci siamo trovate peggio, soprattutto per la scarsa pulizia dei mezzi, sempre molto accurata invece sui mezzi delle altre compagnie.

Appena arrivate a Fortaleza ci facciamo portare con un taxi alla pousada Aquarius (100 reais la tripla), suggeritaci da Giovanni, la persona che, attraverso un fitto scambio di e-mail, mi ha aiutata molto nell’organizzazione di questo ultimo tratto di viaggio. Lasciati gli zaini in camera usciamo per la cena ma, nonostante la pousada sia in pieno centro, non ci sentiamo per niente tranquille. E’ la prima volta, da quando siamo qui in Brasile, che avverto la sensazione di pericolosità e che una città mi fa questa brutta impressione. Per fortuna passeremo qui solo una notte e domani mattina andremo via. Concordiamo poi con un taxista il costo della corsa per l’aereoporto: già, perché oggi è il gran giorno, andiamo a prendere Cesco che, dall’Italia, ci ha raggiunte qui a Fortaleza. A mezzanotte il nostro amico atterra a Fortaleza. Da adesso, anche se purtroppo per pochi giorni, proseguiremo il viaggio in 3!

 Nonostante il povero Cesco sia stremato dal viaggio (Torino –Madrid; Madrid – Rio; Rio – Fortaleza), dopo poche ore di riposo si riparte! Alle 9.20, proprio davanti all’agenzia Velas Tour dove abbiamo acquistato i biglietti, parte la navetta che, in 8 ore, ci porterà a Jericoacoara (38,50 reais). Purtroppo abbiamo scoperto solo successivamente che, circa un’ora prima, esattamente dallo stesso posto, partiva una “navetta rapida” che in sole 5 ore arrivava a “Jerì” e costava solo 12 reais in più. Comunque, dopo 6 ore di viaggio, la nostra navetta ci scarica in un paese chiamato Santa Cruz per cambiare tipo di veicolo. Ho qualche difficoltà a trovare una definizione per questo secondo mezzo: è una sorta di furgoncino aperto che monta ruote da fuoristrada.

Capiamo presto il perché: il percorso da qui in poi si snoda su tracciati sterrati, per lo più direttamente sulla spiaggia. Siamo ammutoliti. Il paesaggio intorno a noi è magnetico e la luce del tramonto non fa che aumentarne il fascino.

Alle 17 arriviamo a Jericoacoara. Ho letto e sentito parlare talmente tanto di questo posto che mi emoziona l’idea di essere giunta qui e l’emozione aumenta nel realizzare di aver percorso già così tanti chilometri dall’inizio di questo viaggio.
Nel piazzale principale troviamo Mary che è venuta a prenderci per accompagnarci alla sua pousada “Peixe D’ouro” (154 reais la tripla). Con Mary e Giovanni, proprietari della pousada, sono in contatto da marzo. Mi hanno aiutata molto a capire come organizzare il mio viaggio da qui a Sao Luis e mi sono affidata a loro anche per l’acquisto del volo interno che Cesco ha utilizzato da Rio per raggiungerci a Fortaleza. Insomma, persone molto disponibili e affidabili.

Mi rendo subito conto che Jericoacoara è più bella ancora di come l’avessi immaginata. Non è molto grande ma è sicuramente unica. Non c’è traccia d’asfalto e la sabbia è l’unica forma di pavimentazione anche di molti negozi e ristoranti. Il mezzo a motore dominante è il dune-buggy…se ne trovano parcheggiati ovunque! La pousada che abbiamo scelto è molto carina. Ci sono solo 6 camere e la nostra è una di quelle organizzate su 2 piani (un lusso che ci permetteremo solo per questi 4 giorni!). Dopo aver fatto due chiacchiere con Gianni e Mary usciamo alla scoperta del paese e, dal momento che siamo molto affamati, cerchiamo il ristorante consigliatoci da Mary “Sabor da Terra” che si trova nella Rua do Forrò. Raccomando vivamente questo ristorante poiché, senza spendere molto abbiamo mangiato benissimo e tantissimo (so che scrivo sempre che le dosi in Brasile sono enormi ma, se è possibile, in questo ristorante lo sono ancora di più…).
In particolare suggerisco di provare il piatto tipico, la peixada. Passeggiando dopo cena veniamo fermati da diversi ragazzi che organizzano escursioni in buggy e decidiamo di programmare la prima già per il giorno seguente anche se scegliere a chi affidarsi non è per niente semplice. I giri che offrono sono gli stessi e i ragazzi tutti ugualmente convincenti. Ne prenotiamo due, una per il giorno seguente e una per due giorni dopo al costo totale di 360 reais.

La notte di Jerì si svolge sulla rua principale e sulla spiaggia ma noi siamo davvero troppo stanchi e con troppe ore di viaggio alle spalle per fare serata.

Continua…

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Dove si trovano Fortaleza e Jericoacoara?

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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