Essere genitori alle prime armi non significa dover rinunciare alle proprie passioni. Noi, da buoni amanti delle escursioni nella natura e all’aria di montagna, abbiamo deciso di svezzare la nostra piccola di un anno in attesa che anche lei impari a camminare. Ecco qualche consiglio che è servito a noi per trascorrere qualche pomeriggio in libertà tra sentieri montani e boschetti scoscesi.

Trekking con bebé

Zaino porta-bebè

Senza questo fondamentale supporto le escursioni con bimbi che ancora non camminano sarebbero davvero difficoltose. Noi ne abbiamo uno particolarmente tecnico e provvisto di fibbie, rivestimenti impermeabili, tasche, punti d’appoggio che sicuramente aiutano, ma ne basta anche uno più modesto, purchè regga bene il peso del bambino scaricando al meglio sul busto del genitore. Utile perché il bambino riesce a guardarsi intorno senza annoiarsi, perché la testa del papà è un ottimo giocattolo con cui intrattenersi tra pizzicotti e carezze.

Creme solari ad alta protezione, bandane, cappelli

Era agosto, e in montagna il sole picchia. Munirsi di questo tipo di protezioni per il bimbo, oltreché per i grandi non immuni a scottature, evita il nefasto evento di scottature e permette di trascorrere la giornata in serenità. Spesso per un genitore la consapevolezza di avere i rimedi, soprattutto in vacanza, è tutto.

Escursioni a portata di mamme

Va da sé che, a meno che siate delle guide alpine o dei fanatici della ripidità, la scelta di un trekking molto facile, non troppo ripido e molto sicuro è quella migliore. Prima di tutto, perché il peso sulle spalle esercitato dal piccolo escursionista non è da trascurare, in secondo luogo perché un percorso difficile potrebbe portarvi a vivere un pomeriggio di stress, invece che di relax. Preferite un bel bosco rigoglioso ad una salita scoscesa nella roccia. Il bimbo gioirà nel guardare le foglie muoversi col vento, del poter stanare con lo sguardo gli uccellini sugli alberi, e anche voi riscoprirete la magia della semplicità.

baby in spalla

Merendine

Un detto popolare suggerisce di non recarsi mai in montagna senza cibo o acqua. A maggior ragione, si pensa, se si porta un bimbo con sé. Può essere un ottimo modo per spezzare il ritmo, per disperdere un momento di noia del piccolo o, più semplicemente, per placare sul nascere la furia della fame.

Il rifugio giusto

C’è rifugio e rifugio, da raggiungere. Un’idea astuta può essere quella di scegliere un rifugio – qualora nel posto in cui vi trovate esista – più adatto ai bambini rispetto agli altri. Un esempio? In Valtellina, abbiamo conosciuto il Rifugio Tartaglione, che ha come peculiarità quella di servire ottime frittelle appena sfornate. Non a caso, il più gettonato della zona dai bambini di tutte le età.

Abbigliamento “pronti a tutto”

In montagna, il tempo può variare con grande velocità. Da sole a pioggia, da pioggia a vento. Ci si può aspettare ogni tipo di sorpresa. Ma per evitare di farsi trovare sprovvisti, il consiglio è di portare uno zaino – possibilmente idrorepellente – carico di cambi e diversi tipi di abbigliamento. Noi portavamo per la nostra bimba circa un capo per tipo diverso di meteo. Quindi, nel nostro caso, una t-shirt, una maglia a manica lunga, una felpa, un k-way e un giubbotto imbottito. Di solito i capi dei bambini hanno il pro di non pesare troppo, quindi è una precauzione più che sostenibile.

Pazienza, pazienza e poi ancora pazienza

Questo consiglio non vuole essere solamente ironico. Se siete appassionati di trekking e il vostro pupo si dimostra nevrastenico alla prima prova, pazientate. Riprovate, sicuramente può andare meglio. Oppure rimandate di qualche tempo, in modo che il bambino possa crescere e trovare maggiori stimoli. Un trekking con urla al seguito non sembra l’idea migliore per trascorrere il tempo insieme.

Trekking con bebé

Essere genitori amanti del viaggio e della natura è un binomio di fattori complementari, che possono – e devono – lottare per non annullarsi a vicenda. Mostrare fin dai primi mesi di vita al proprio figlio che il mondo è bello ed è bello conoscerlo insieme è un approccio sicuramente sensato e sano. Certo, senza correre il rischio di trascurare le esigenze e i tempi dei più piccoli, in modo che del viaggio o delle escursioni nella natura possano iniziare fin da subito a godere anche loro, con tutto il tempo e l’aiuto che serve.

A proposito dell'autore

Federica Curcio

Giornalista e studentessa di giurisprudenza, travel writer e appassionata di fotografia. L'amore per il viaggio come scoperta, ricerca e ispirazione. E per la scrittura, come linfa energetica. Sportiva nell'animo e curiosa per indole.

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