Incastonata in una laguna da sogno, ricca di avifauna e costellata da piccoli isolotti, la città millenaria di Grado – nel sud della provincia di Gorizia, in Friuli Venezia Giulia – è un vero piacere per gli occhi e lo spirito. Le sue ampie spiagge dorate esposte a sud e per questo sempre baciate dal sole, il suo centro storico composto da piccole case di pescatori e attraversato da suggestive calli, le sue terme talassoterapiche che sfruttano le proprietà benefiche del mare, e la sua cucina a base di pesce freschissimo e sapientemente cucinato, sono solo alcuni punti di forza di questa località turistica adatta non solo ai giovani e alle coppie, ma anche alle famiglie con bambini.

Grado, GO, Friuli

Conosciuta come l’Isola del Sole – per il suo microclima particolarmente piacevole – io l’ho scoperta per la prima volta pochi giorni fa, in una giornata primaverile paradossalmente uggiosa. Ma nonostante ciò, il suo fascino mi ha contagiata: pace, solitudine, paesaggi quasi lunari, il vento forte che trasporta il profumo del mare e della terra bagnata non possono che emozionarmi.

E partire alla scoperta della sua laguna, a bordo di una piccola imbarcazione coperta, mentre fuori si scatenava la bora “nera” – così è stata definita dal nostro imponente capitano – è stata un’esperienza davvero unica.

Grado, GO, Friuli

In tutte le isolette della laguna, potrete ammirare i cosiddetti casoni – tipiche costruzioni fatte di pali, paglia e vimini in cui anticamente vivevano i pescatori. Oggi alcune, sono adibite a trattorie, in cui si può assaggiare ottimo pesce: freschissimo e preparato in modo semplice ma gustoso. Una di queste è la Trattoria “Ai Ciodi” che si trova sull’Isola di Anfora.

Altra isoletta che vi segnalo è Valle del Moro, la più vicina a Grado, in cui sorge l’albergo diffuso Laguna D’oro: un luogo unico in cui assaporare il piacere del silenzio e rilassarvi in compagnia delle persone care.

Infine, merita una visita anche l’Isola Barbana in cui si trova l’antico Santuario mariano di Santa Maria di Barbana, meta di pellegrinaggio per la comunità gradese durante la prima Domenica di Luglio. Questa festa religiosa si chiama “Perdon di Barbana” e prevede una processione verso l’Isola di Barbana, a bordo di barche addobbate a festa, per il rinnovo  dell’antico voto alla Madonna che avrebbe salvato il paese dalla peste.

Ma ritorniamo sulla terraferma a Grado, perché mi aspetta una sorpresa. Quando la bora soffia forte, spazza via le nuvole e il cielo si apre su Grado dando spazio al calore e alla luce del sole, ecco che viene fuori un altro volto della cittadina.

Prendete una bicicletta e pedalate sul lungomare, ammirando la distesa d’acqua della laguna che brilla al sole e che si perde all’orizzonte. Oppure godetevi il tepore dei raggi di sole primaverili, respirando l’aria del mare, che fa bene al corpo e allo spirito. Per chi ha già voglia di estate, si può arrivare fino alla spiaggia: bellissima perché ancora poco frequentata.

E poi tornate indietro ed esplorate il centro storico dal sapore veneziano, ma da una storia che affonda le radici in tempi molto più lontani. Perdersi nelle sue deliziose calli e piazzette è davvero emozionante. Perdersi nel vero senso della parola intendo, visto che durante una visita guidata sono rimasta a bocca aperta davanti a un vaso decorato con conchiglie e ho perso il gruppo.

Una testimonianza delle antichissime origini di Grado, la potrete ammirare in Piazza Biagio Marin: si tratta di un mosaico pavimentale al centro di un importante complesso ecclesiale di origine paleocristiana.

Se vi spingete verso il porto, poi, potrete immergervi nella vera atmosfera marinara. Il Porto Mandracchio è uno dei luoghi più suggestivi di Grado, voluto dagli austriaci nel XIX secolo con la caratteristica forma a Y. Qui, soprattutto la mattina, potrete vedere i pescatori di rientro dalla pesca sistemare le reti tra i gabbiani euforici in cerca di qualche scarto di pesce.

E dopo la pedalata, in fondo al porto troverete uno dei migliori ristoranti di pesce, non solo di Grado, ma di tutta la regione del Friuli Venezia Giulia: si chiama Zero Miglia ed è annesso alla Cooperativa di Pescatori di Grado, da cui, ogni mattina, prende la materia prima freschissima e la trasforma in alta cucina coniugano tradizione e innovazione.

Dire che ho mangiato divinamente qui e che solo i sapori di questo ristorante valgono una visita a Grado non è un’esagerazione. E poi come si fa a non innamorarsi di un ristorante di pesce che ha un menù a forma di barchetta?

Scusate la digressione, ma se non si fosse ancora capito, io amo perdermi nei dettagli! Ritornando a noi… visitate Grado, anche ora, in primavera, non solo in estate. Perché l’ “Isola del Sole” è bella sempre, anche quando il sole non c’è. #tbnet #followgrado

A proposito dell'autore

Valentina Macciotta

Sono orgogliosamente sarda e milanese di adozione. Lavoro come SEO Copywriter e Community Manager Freelance, coltivando le mie più grandi passioni: i viaggi, la scrittura e la fotografia. Ho un diploma da sommelier e un blog personale in cui parlo dell'Italia da vedere e da gustare: www.enogastronovie.it. Amo l'Italia, ma ho la valigia sempre pronta per viaggiare e scoprire nuovi luoghi di cui innamorarmi! Collaboro da tempo come blogger e PR per Non Solo Turisti.

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