Ci sono state delle tappe dei miei due primi viaggi in Marocco che mi tornano come ricordi più di altri. Oltre il deserto, oltre Marrakech e le architetture delle città imperiali, oltre i mercati, quello che ho percepito di questo paese credo di averlo avuto dall’incontro con la gente e nelle piccole località, spesso tappe intermedie o meno famose per i più.

Se chiudo gli occhi, questo é il mio Marocco.

Muolay Idriss

Muolay Idriss, Marocco

Questo piacevole paese merita una visita. È una città arroccata, la cui connotazione religiosa è ancora molto forte e abbastanza tradizionalista tanto da delimitare la parte visitabile solo dai mussulmani. Il centro ricco di negozi e bancherelle colora le strade di accesso alla salita verso i quartieri del paese. Asini, persone, macchine e carretti si succedono in queste stradine dove i bambini giocano e portano al forno pubblico il pane appena impastato dalle donne di casa. La piazza, é la via di accesso verso il paese alto ed il limite per chi non é mussulmano. É infatti vietato ai non mussulmani anche il cortile esterno della moschea. Percorrendo in salita, scalinate e stradine raggiungiamo uno splendido punto panoramico da cui ammirare il centro, i campi che lo circondano, la vegetazione tipica, le case di calce bianca, le moschee e i minareti. La salita e la discesa ci permettono di osservare le facciate delle case, i loro portoni colorati e la gente che vi abita. Il minareto, verde e circolare é unico nel suo genere in Marocco.

Essaouira

Essaouira, Marocco

Una località sull’oceano. Sul suo perimetro il mare, la spiaggia, i bastioni, il porto, la potenza dell’oceano impetuoso e scuro. Attraversata la piazza del porto, i cui muretti sono stati coperti da ordinati e allegri graffiti, superati i primi locali inizia il cuore di Essaouira. Ho adorato il poco tempo trascorso in questo luogo, un misto di Francia, di Portogallo e di paese arabo che si affaccia verso l’oceano. Qui cio che è passato è diventato traccia e vita nel presente, in un’attualità pulsante, fatta di turismo ma anche di vita, fra botteghe con artigianato di tutti i tipi, ristoranti di pesce, mercati rionali e viuzze strette palcoscenico di gatti e bambini.

Valle del Draa

Valle del Draa, Marocco
Per arrivare da Marrakech al deserto si può attraversare questa valle dagli incredibili colori. Nei suoi 100 chilometri circa si percorrono vallate e paesi, la campagna coltivata, montagna, vegetazione marittima e deserto, in un connubio particolare e unico. Attraversando i paesi si incontrano le donne che lavano i panni nei fiumi, bambini che giocano liberi per strada o che vanno a scuola in fila a piedi. Molte le bancherelle improvvisate con minerali e fossili dalle montagne, ceramiche ed artigianato, punti di ristoro e tante cooperative di donne che producono olio di argan.

RissaniRissani, Marocco
Alle porte del Sahara, entrando in questa città si respira l’atmosfera di un luogo attivo: edilizia da completare, muli e biciclette tra macchine, gente a passeggio, bambini che giocano. I banchi si susseguono, uomini e donne di ogni età tra porri, carote e insalata e carretti trascinati da bambini o animali. Qui ho capito che il modo di vivere di questa gente, i loro lunghi saluti, il commercio, le relazioni, è più naturale, con meno filtri e in fondo più coerente con la natura umana di quanto sia il mio.

La Valle delle Rose

Skoura, Marocco
Valle alternativa a quella del Draa per giungere a Ouarzazate dal deserto o da Marrakech. Qui, grazie alle rose coltivate, è nata una famosa produzione di tonico, creme, prodotti di cosmesi, tutto a base di rose. Nel paese di Skoura, famoso per il suo palmeto, si trova la kasba Amridil che si trova ritratta nelle banconote da 50 dirham. Nel palmeto arrivavano le carovane dal Mali, passavano lì le merci sugli asini che poi venivano usati per trasportarle oltre il monti dell’atlante.

Amridil - Skoura, Marocco
Il Marocco è per me tutto questo e molte altre immagini sovrapposte: le botteghe con la carne appesa, i tostatori di mandorle e i venditori di latte nelle buste trasparenti, i sarti e le ferramente, i conciatori e i tintori, le donne con i loro vestiti che nascondono i capelli e le forme e le insegne dei negozi di lingerie, la gente cordiale, i gatti liberi nel quartiere, gli stucchi dei palazzi, il cous cous e le arance con la cannella, la terra rossa, i cesti con i petali dei fiori, le palme, la magnificenza delle case apparentemente umili all’esterno, i riad, il té alla menta e tanto tanto altro…

A proposito dell'autore

Barbara Ciccola

Insegnante di professione, turista per passione, fotografa per diletto. Amo sognare e progettare i miei viaggi come un modo per conoscere e scoprire me stessa. Parecchi i viaggi fatti, molti di più quelli ancora da fare e da raccontare.

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