C’è il Trentino delle piste innevate e degli aperitivi in baita. C’è il Trentino dei musei e delle gallerie d’arte. C’è il Trentino delle tavole imbandite con pietanze montane d’ogni forma e sostanza. E poi c’è il Trentino che ogni bambino – piccolo o grande – sogna, quello di leggiadre dame che sospirano dai balconi dei castelli, degli audaci cavalieri lanciati in battagli sui loro destrieri e delle fortezze abbarbicate sulle alture, decise a resistere alle ondate di invasori con pentoloni di olio bollente pronti da rovesciare sugli sprovveduti attaccanti.

Quest’ultimo Trentino, purtroppo, non è mai esistito. O almeno non così come me lo sognavo io, perché, mi è stato riferito nel corso di un fine settimana a pedali a Rovereto e dintorni, “con quel che valeva l’olio anche allora, col cavolo che lo buttavano in testa ai nemici!”.

I castelli, invece, quelli c’erano. E ci sono ancora, almeno in parte. Solide fortezze che vegliano sul passare del tempo e degli uomini. Nell’area di Rovereto e dei borghi vicini sono sette i castelli che ancora raccontano storie di battaglie e di corteggiamenti regali, di feroci assedi e spietate esecuzioni. Tra questi ci sono il Castello di Avio, che con la sua imponenza è una delle testimonianze più significative del Medioevo trentino, e Castel Pietra, oggi riconvertito a cornice d’eccezione per eventi e serate indimenticabili.

#roveretobike - Castello di Avio, Trentino

Castello di Avio

Situato in località Sabbionara di Avio, sulla sommità di un’altura posta tra i vigneti di Marzemino da cui saluta per primo i visitatori del Trentino, questo castello è Bene del FAI dal 1977. Il Fondo Ambiente Italiano lo ha restaurato dopo averlo ricevuto dalla famiglia Castelbarco che lo ha difeso da Scaligeri e Veneziani per secoli. La parte più antica è quella del mastio e risale al XII secolo.

Passando oltre le mura perimetrali si rimane subito avvinghiati dal sistema a ridotti che con strette salite gira in senso orario intorno al corpo della fortezza. In questo modo si cercava di stancare gli aggressori – e in seguito i visitatori come noi – e di farli esporre agli attacchi degli arcieri (lo scudo si teneva abitualmente con la sinistra). La torre Picadora svetta funesta in ricordo degli impiccati che vi venivano appesi, mentre tra le sale riecheggia il ricordo di Maria Tondina, l’ultima strega condannata nel castello nel Settecento, “graziata” perché confessò sotto tortura e quindi decapitata prima di essere messa sul rogo.

All’interno del castello sono ancora ben visibili gli affreschi nella Sala delle Battaglie e nella Sala dell’Amore, mentre quelli più sbiaditi della Sala delle Guardie si dice nascondano un indovinello, lettere sparse che se ricombinate correttamente avrebbero salvato la vita al condannato di turno.

Castel Pietra

Siamo a Calliano, a nord di Rovereto. Il castello che fu conquistato solo da Napoleone deve il suo nome ai massi caduti dal monte noto come Cengio Rosso, massi su cui la fortezza è stata edificata e poi ampliata nel corso dei secoli. La sua importanza storica è dovuta soprattutto alla sua posizione strategica: fino alla sconfitta della Repubblica di Venezia nel XVI secolo, il castello era sul confine tra Tirolo e la Serenissima, e le sue mura si protendevano fino all’Adige, consentendo un controllo accurato sulla strada imperiale.

Appena entrati dal portone principale i visitatori si trovano subito nella parte più antica della nobile dimora, dove venivano convogliati i tre elementi fondamentali per resistere agli assedi: il fuoco dei forni, l’acqua della cisterna piovana e la farina impiegata dal mulino. Stili artistici e strutturali si alternano visibilmente attraverso i vari ambienti, che passano a volte con eleganza, altre con stridente contrasto, dal Gotico, al Romanico, al rinascimentale.

Non poteva certo mancare una “torre degli impiccati”, costituita da un silos per il grano, mentre su una delle pareti esterne fanno bella mostra di sé le palle di cannone sparate durante così quale scontro e oggi inglobate dalla struttura muraria. Le sale interne sono decisamente più scarne rispetto al Castello di Avio, ma nella Stanza del Giudizio sono ancora visibili degli affreschi che ritraggono alcuni elementi femminili.

Maggiori informazioni sui castelli del Trentino: Visit Trentino.

A proposito dell'autore

Flavio Alagia

Laureato in Giornalismo, il mio limbo professionale mi ha portato dagli uffici stampa alla carta stampata, per poi approdare al variopinto mondo della comunicazione digitale. Ho vissuto a Verona, Zurigo, Londra, Città del Capo, Mumbai e Casablanca. Odio volare, amo lo jodel e da grande voglio fare l'astronauta.

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