Sono partiti da Brescia il 12 giugno 2014 e a Brescia sono ritornati un anno dopo. Erano usciti da un lato della piazza, ieri sono rientrati dall’altro, perché per tornare nella città lombarda hanno prima attraversato l’intero globo. Due macchine, sempre le stesse, e sette equipaggi per sette tappe: due guidatori, due fotografi, uno scrittore e un video maker. Sette tappe attraverso cui sostenere altrettante associazioni umanitarie che nei territori percorsi si sforzano di alleviare le sofferenza dei meno fortunati. Fondazione ANT, Emergency, Casa delle Donne, Amici della Zizzi, Coopi, CESVI e Centro aiuti per l’Etiopia. A loro i soldi raccolti tramite l’acquisto delle “miglia” tramite il sito dell’associazione e i la visibilità prodotta dai racconti di viaggio degli impavidi avventurieri.

Con questa formula l’associazione culturale 7 Mila Miglia Lontano, fondata nel 2009 dal fotografo bresciano Giuliano Radici, ha messo a segno la sua terza impresa da quando è giunta al mondo, la più clamorosa di tutte fino ad oggi, non di quelle a venire promette lui. Mettere insieme le risorse e le professionalità per concludere con successo un’impresa simile non è stata una passeggiata. Lo sa bene Radici che ormai il progetto se lo portava nei sogni anche di notte. Lo so un pochino anch’io che ho avuto l’onere e l’onore di partecipare ad una della tappa come guidatore, quella partita da Città del Capo il 10 febbraio e giunta a Malindi, in Kenya, il 20 marzo.

7MML Around the World 2014-2015 - Festa finale a Brescia, 11 giugno 2015

Viaggiare con cinque sconosciuti per oltre un mese, affrontare gli ostacoli, la fatica, il sonno, la sete, gli imprevisti e le sfide burocratiche con persone appena conosciute è forse la sfida più grande di una simile avventura. Il fatto che in qualche modo ci siamo riusciti senza lamentare perdite né traumi insuperabili indica che la voglia di arrivare alla meta successiva era più forte di ogni ostacolo. E naturalmente i paesaggi e le culture che facevano da cornice alle nostre piccole crisi isteriche quotidiane hanno agito come un balsamo efficace su ogni frustrazione.

Ieri sera alle 20.30 le due “ragazze” (così i team si riferivano alle macchine durante il viaggio) hanno fatto il loro ingresso trionfale in Piazza Duomo (o Piazza Paolo VI) a Brescia. Tutti i viaggiatori coinvolti, gli amici, i curiosi e i rappresentanti delle associazioni umanitarie partner hanno brindato alla felice conclusione dell’impresa. E ce ne era ogni ragione. Arrivati alla frontiera tra Sudan ed Egitto, infatti, i componenti dell’ultimo equipaggio hanno rischiato di dover abbandonare i mezzi a causa di un contenzioso tra la motorizzazione italiana e le autorità egiziane che non riconoscevano il carnet de voyage necessario all’importazione di veicoli stranieri. Sembrava la batosta finale, quella che costa la partita all’ultimo minuto, e invece i ragazzi hanno superato anche questa e le macchine – dopo le dovute revisioni meccaniche – hanno fatto bella mostra di sé dopo essere sbarcate a Salerno e aver percorso tutto lo stivale.

7MML Around the World 2014-2015 - Festa finale a Brescia, 11 giugno 2015

Ma per ogni viaggio che finisce ce n’è sempre uno all’orizzonte che attende di avere inizio. E così negli sguardi di quanti si rallegravano per la conclusione dell’impresa si è cominciato a intravedere anche una certa irrequietezza, un silenzioso ma inarrestabile desiderio che accomuna tutti i tipi di viaggiatori: la voglia di ripartire. Per dove? Quando? Per scoprirlo dovremo attendere la prossima edizione di 7 Mila Miglia Lontano. Nel frattempo però ancora due appuntaementi incombono per coronare definitivamente quella appena conclusa: l’asta delle fotografie e delle attrezzature (il cui ricavato sarà distribuito anch’esso tra le sette organizzazioni umanitarie), la mostra itinerante dei lavori prodotti e il loro confezionamento in un prodotto editoriale cartaceo.

Sì, bello il ritorno… ma quando si riparte???” (Valeria Lo Meo, driver e video maker)

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Le tappe del viaggio

A proposito dell'autore

Flavio Alagia

Laureato in Giornalismo, il mio limbo professionale mi ha portato dagli uffici stampa alla carta stampata, per poi approdare al variopinto mondo della comunicazione digitale. Ho vissuto a Verona, Zurigo, Londra, Città del Capo, Mumbai e Casablanca. Odio volare, amo lo jodel e da grande voglio fare l'astronauta.

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