La mia immagine dell’Alto Adige è composta da prati e masi, percorsi attrezzati e rifugi, piacevoli cittadine e montagne la cui bellezza toglie il fiato. Fiori, terrazzi, affreschi alle pareti e giardini sono i particolari delle immagini da cartolina, nati dai miei ricordi dei soggiorni in Val Gardena e Val Badia. Pensare a una vacanza qui vuol dire immaginare paesaggi e relax, servizi e sport, buona cucina e armonia. Senza mai troppo rifletterci, in questi giorni mi sono resa conto che le mie immagini su questi luoghi erano ricche di un’arte che apparentemente non è fra gli aspetti più evidenti di queste valli: l’architettura.

In realtà, questa è un linguaggio che plasma il nostro modo di vivere, ci condiziona, identifica e caratterizza più di quanto immaginiamo. Così, come nel pianificare un viaggio in un posto lontano, magari un altro continente, la voce “architettura” ha un capitolo importante, perché fa parte della ricerca personale che attraverso di esso siamo pronti a compiere, anche per una vacanza in Alto Adige questo elemento lo è altrettanto.

Giornate dell'Architettura - Bolzano, Alto Adige

Nella due giorni delle Giornate dell’Architettura in Alto Adige, in cui quaranta opere architettoniche sono state aperte a visite guidate da architetti e committenti, tra cui masi, cantine, alberghi e strutture pubbliche e private, ho provato a immaginare le stesse cartoline impresse nella mia mente di questi luoghi private degli elementi architettonici, e ho realizzato quanto essi ne siano un aspetto fondamentale. Forse questa può sembrare una cosa ovvia, ma in questa occasione, nel mio breve soggiorno mirato sull’architettura sudtirolese, mi sono resa conto di quanto il piacere delle forme di questi luoghi tanto armoniosi, non sia dato solo da una natura generosa e stupenda, ma anche dagli edifici, gli spazi antropomorfi che l’uomo ha pensato e messo in dialogo con essa. In questi due giorni ho avuto occasione di vivere l’Alto Adige leggendo spazi, mobili e interni non solo osservati ma raccontati, dentro un pensiero di comprensione, evoluzione e benessere.

Le Giornate dell’Architettura mi hanno dato l’occasione di entrare dentro a strutture e percorsi guidati di scoperta delle scelte che, architetti del luogo, hanno fatto per rendere lo spazio dell’Alto Adige, già molto bello per sua natura, anche vivibile ed abitabile: uno spazio di vita.

Un’esperienza come Giornate dell’Architettura è da pensare come un possibile arricchimento culturale e personale, da realizzare in occasione di una vacanza fatta di sport, gastronomia e relax. Essa ha la capacità di togliere dubbi, far capire nessi e aprire al dialogo con la gente del luogo e lo stile del proprio ambiente di vita.

Grazie a questa iniziativa si possono visitare città come Bolzano e andare oltre ai marchi monomarca delle sue strade commerciali del centro, per accedere e capire le gallerie, i segni che la storia ha lasciato sui portoni, le facciate dei palazzi che raccontano, e i monumenti. Visitare palazzi e locande, capire le loro trasformazioni o distillerie avveniristiche e monasteri che si aprono alla modernità. Grazie a essa si possono conoscere scuole di piccoli paesi, i cui spazi moderni raccontano didattiche inclusive il territorio, il bisogno di insegnanti, bambini e famiglie.

Ma il grande valore di una iniziativa come questa sta nel poter riflettere su quello che l’architettura e l’interpretazione dello spazio rappresenta nella vita di ciascuno di noi. Anche di chi, come me, non ha mai avuto la necessità di discutere di lavoro con un architetto e scoprire, così quasi per caso, quanto inconsapevolmente io ogni giorno faccia crescere il mio pensiero nel personale spazio di vita e il mio spazio grazie al pensiero.

Giornate dell'Architettura - Atelier Haidacher, Alto Adige

La casa nel bosco di Atelier Haidacher, ad esempio, per me è stata un’esperienza di crescita culturale in tal senso. Questa casa nel bosco, grezza all’esterno e minimal ultramoderna all’interno, è un luogo dove l’architettura progetta, attraverso l’uomo, luoghi come ambienti di vita. Nel breve tempo che vi ho trascorso ho sentito sulla mia sensibilità, attraverso il racconto di chi ha pensato questo spazio, la forza con cui materia, luce e colori entrano ed escono dal vissuto della gente, si animano, si intrecciano e diventano sensazioni su cui costruire spazi fisici di benessere. Qui, per la prima volta, ho pensato e compreso quanto l’architettura sia un linguaggio filosoficamente dinamico e personale, che si evolve nei passaggi di sensazioni e immaginari di gente che si incontra. Qui, e solo qui, in un ambiente nero che stranamente emana luce, qui fra la natura e il silenzio, l’architettura è in grado di offrire soluzioni di trasformazione: dal pensiero alla materia.

Giornate dell'Architettura - Atelier Haidacher, Alto Adige

“Le giornate dell’Architettura” compongono un’esperienza di un progetto triennale in dinamica evoluzione e, a breve, si arricchiranno di un’applicazione che svelerà tutti i contenuti raccolti nell’hashtag #architetturaaltoadige.

A proposito dell'autore

Barbara Ciccola

Insegnante di professione, turista per passione, fotografa per diletto. Amo sognare e progettare i miei viaggi come un modo per conoscere e scoprire me stessa. Parecchi i viaggi fatti, molti di più quelli ancora da fare e da raccontare.

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