In questi ultimi mesi la mancanza di tempo per fare un viaggio all’estero mi è venuta a mancare per varie ragioni. Ma appena mi capita di riuscire a ritagliarmi un po’ di tempo libero, da qualche anno a questa parte, prendo la macchina stabilisco un breve itinerario e via. Così, con qualche giorno libero, ho deciso di dedicarmi a vedere le meraviglie di “casa Italia”: il Lago di Garda.

Ci ero già stato una giornata l’anno precedente, per la precisione a Torbole e Riva del Garda, ma mi ero promesso che avrei dovuto vedere anche tutto il resto, non solo la punta estrema. E così ho fatto. Mi sono dedicato in particolare a quattro città.

Sirmione

Era da tempo che volevo visitare Sirmione e ammetto che ne è valsa la pena. Una lingua di terra che sembra l’ultimo baluardo intento a resistere alla lenta azione erosiva dell’acqua, una piccola penisola che ospita forse una delle città medievali più belle d’Italia. Arriviamo a Sirmione nel tardo pomeriggio. Le mura segnano un netto stacco tra il mondo di oggi e quello che è stato il passato. Mi sembra quasi di tornare a Rodi con la mente. Il cancello ci fa passare e ci permette di visitare la città in tutto il suo splendore antico. Ritmi molto più lenti, gente col naso all’insù ad ammirare i bastioni del castello scaligero o gli scorci di alcune case che mantengono intatti i lineamenti di una volta, escludendo quasi del tutto le auto. A riportarci ai giorni d’oggi, le decine di gelaterie nel giro di pochi metri, e i tanti ristoranti che offrono buon cibo a prezzi non proprio economici ma alcuni con una stupenda vista lago. Iniziamo una lunga passeggiata lungolago accompagnati dai cigni per poi proseguire internamente sotto gli alberi in fiore, fino alla punta estrema per vedere le grotte di Catullo, ma arriviamo quando è ormai tardi e queste sono chiuse. Una bella cittadina davvero. E per concludere la nostra visita, ci concediamo una cena in Riva la Lago al tramonto.

Limone sul Garda

Il cartello che annuncia Limone sembra quasi messo in mezzo al nulla. Ci si guarda intorno e la città pare non esistere. Si parcheggia l’auto e la città si trova subito sotto, ai piedi delle montagne, in riva al Lago. Per la conformazione del Lago e il tipo di clima che si trova in questo punto del Garda, Limone sul Garda è il punto più a nord dove crescono e vengono coltivati limoni e cedri. Vie strette e tutte in ripida discesa dove si passa solamente a piedi o al massimo in bici, una cittadina che porta ancora i segni del tempo e che sembra riposare pacifica. Anche qui ristoranti sul lungo lago ma soprattutto negozi in cui si vendono creme, superalcoolici e marmellate, il tutto a base di limoni coltivati rigorosamente sul posto. Vi sono degli alberi che mostrano limoni di un giallo intenso ma soprattutto ci sono dei cedri grandi quasi come dei palloni da calcetto. Un dettaglio simpatico lo si nota sui nomi delle vie e sui numeri civici: le piastre che indicano nome e civico, portano sempre un simbolo. Vi lascio indovinare quale.

Gardone Riviera

La quantità di hotel che ci sono e soprattutto la loro categoria, mi fanno pensare che il posto sia abbastanza esclusivo. Il vero motivo però per cui siamo qui è il Vittoriale degli Italiani, la casa di d’Annunzio, una costruzione a cui dedicare almeno mezza giornata. Il parco è veramente grande e ben tenuto, quasi un labirinto con un’immenso giardino verde e ben curato. All’interno del museo, i suoi effetti personali, tra i quali scarpe, vestaglie, abiti e penne, solo per citarne alcuni. Oltre a questo, un teatro all’aperto, una nave militare, la Puglia, costruita su uno spuntone di roccia dalla quale prua si riesce a vedere una buona fetta di Lago. Un’altra nave militare, il Mas 96, adibito a nave museo ma che in mare avrebbe potuto essere stato un pericolo per chiunque – veniva armata con due siluri -. All’interno della sua casa, dove si narra anche la storia mediante una proiezione video, il suo aereo con quale volò su Vienna, l’Ansaldo S.V.A. . Purtroppo non vi è modo di vedere l’Istta Franceschini, la sua auto, che per chissà quale motivo quel giorno non era presente.

Lazise

Ultima tappa, ma non meno importante delle altre, è Lazise. Affacciata sul lago, il suo castello dà il benvenuto ai visitatori che vogliono visitare la città. Lasciamo l’auto e ci avviamo verso il centro. Passati a fianco al castello, si percorre la via fino a Piazza Vittorio Emanuele, una lunghissima piazza a scacchi che termina verso il lago dove si trova il Porto Vecchio. Qui, le imbarcazioni attendono pacificamente di uscire, mentre la gente cammina al loro fianco per recarsi sul lungolago che, se percorso o a piedi o in bicicletta vi permetterà di arrivare fino a Bardolino e anche oltre. Infatti qui la quantità di biciclette è molto alta, specie di mountain bike, adatte per percorrere la ciclabile. Lazise comunque conserva ancora una parte di atmosfera medievale che si respirava anche a Sirmione. Credo sia per questo che Lazise mi dà l’idea di una cittadina che riposa pacifica aspettando il tramonto del sole sul lago.

A proposito dell'autore

Luca Pery

Sono nato in Veneto ma scappo dalla mia terra due o più volte l’anno. I miei inseparabili compagni di viaggio inseparabili sono la mia compagna e i nostri due figli. Quando ritorno non sono mai triste perché so che è già ora di ripartire per una nuova destinazione. Seguitemi anche su Instagram.

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1 risposta

  1. iviaggidimonique

    Appena tornata da questi luoghi che adoro e dove amo rilassarmi quasi ogni anno! Questa volta poi ci siamo messi anche a guardare gli annunci delle case in affitto, non si sa mai 😉 Dolci passeggiate, turismo gradevole e tanta natura, ecco perchè amo il Lago di Garda. Buoni Viaggi. Monica I Viaggi di Monique

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