Si può credere che il mare sia sempre da preferire alla montagna solo se non si è mai stati in Alto Adige. Basta un fine settimana in queste terre per cambiare idea, ma anche per trovare un’infinità di ragioni per tornarci. La mia ultima visita è avvenuta tra la Val D’Ultimo e la Val Di Non, un territorio che si snoda poco distante dalla meravigliosa cittadina di Merano.

Alla scoperta delle delizie autoctone, dei prodigi dei masi e della vita contadina, ho aggiunto nuove prospettive e ulteriori sfumature ad un Alto Adige tutto da amare. Qui la semplicità diventa arte: con i prodotti della terra e dell’allevamento si producono leccornie di qualità elevatissima. Nel silenzio di rituali che si tramandano di padre in figlio e con le nuove tecnologie che abbracciano antichi saperi sempre in punta di piede.

Le prime coccole mi aspettavano nel paesino di Lana. Qui i filari sconfinati di meli e le vigne si alternano tra le casette basse, e l’atmosfera è davvero fatata. Il traffico è pressoché inesistente e la natura è rigogliosissima. Per il riposo post viaggio ci aspettavano nell’Hotel Schwarzschmied.

Lana, Alto Adige

Decisamente indicato per un’accoglienza di grande qualità, l’hotel ha un design accattivante, con una  nota scandinava rivisitata Tutta la struttura si snoda attorno a una bellissima piscina e il comfort delle stanze è confermato nella SPA aperta agli ospiti. Da provare assolutamente anche il ristorante interno, La Fucina. Del menù della prima sera ricordo con particolare piacere le patate che accompagnavano l’entrecote – nulla a che vedere con le comuni patatine fritte – e una mousse di cioccolato bianco e mango, affiancata da un mignon croccante, a dir poco divine.

Hotel Schwarzschmied - Lana, Alto Adige

Trascorsa la notte e dopo una vera colazione da campioni, ci siamo spostati nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio diretti verso la prima tappa: il maso Ultnerhof. Un piccolo paradiso per chi cerca un soggiorno a contatto con la natura: vedrete le mucche il cui latte biologico è offerto a colazione agli ospiti della struttura e toccherete la genuinità di speck, pane e formaggi prodotti in loco. Ci siamo deliziati anche con un mini corso di cucina ed è stata un’esperienza bellissima. Abbiamo preparato dei ravioli a mezzaluna con formaggio ed erbe locali, canederli e infine il più tipico dei dolci in zona, il Kaiserschmarrn, guidati da un’anziana signora dal sorriso disarmante.

Schlutzkrapfen - Cucina dell'Alto Adige

Per scoprire il secondo maso della giornata, nel primo pomeriggio, siamo saliti a quota 1700 metri fermandoci nel paesino di San Nicolò (Sankt Nikolaus). Parte del circuito Gallo Rosso – che seleziona l’eccellenza tra i masi trentini – il maso biologico Unterschweig è la possibile cornice di una fiaba ancora non scritta ma di sicuro a lieto fine.

Qui è tutto perfetto. Il maso produce yogurt, latte, burro, carne, formaggio, speck, sale alle erbe, pane, patate, uova ed erbe aromatiche da cucina e utili per tanti preparati cosmetici. Tutto è rigorosamente biologico oltre che delizioso. Ho acquistato qui un formaggio spalmabile sott’olio e volutamente ho fatto in modo che mi durasse a lungo a Milano, per conservare più vivo che mai il “sapore” di quel maso incantato. La struttura, insieme alla fattoria e al mini supermarket, comprende una casa vacanza studiata nei dettagli e adatta a persone allergiche: il legno di abete rosso, larice e soprattutto il pino cembro – con cui sono realizzati i letti – facilita il relax e favorisce il sonno. La struttura dispone di due appartamenti (75 metri quadrati ciascuno) composti rispettivamente da due camere matrimoniali, un bagno e una cucina abitabile. Una vera perla è il balconcino che guarda la vallata. I prezzi variano in base alla stagione (da 70 a 90 euro per 2-4 persone al giorno) e in questo piccolo paradiso non mancano neanche connessione internet e televisione.

Salutato questo luogo incantato ci attendeva un maso diverso dai precedenti: Weigleit – Ricco di Erbe, a Santa Valburga (Sankt Walburg), è un maso che sfugge alle classificazioni. “Vedere, odorare, toccare, assaporare” è l’invito agli ospiti. Questo è un maso familiare che ha fatto delle erbe una risorsa infinita: miscele di tè, sali alle erbe, oli e aceti oltre a un ampio assortimento di cosmetica naturale. Ma non è tutto qui. Quel che più stupisce  al secondo piano della struttura principale, è il negozio con numero infinito di referenze in lana di pecora sudtirolese. Corone decorative, fatte anche di fiori, pantofole, scialli e tanti capi di abbigliamento per adulti e bambini. Poi cosmetici e accessori. Tutto dal sapore fiabesco. Un artigianato di qualità eccellente ed estremamente originale realizzato dai sempre più numerosi ex alunni della Scuola di Inverno. Fondata da Waltraud Schwienbacher e da altre donne del luogo, la scuola valorizza al meglio le risorse della montagna e, grazie ai corsi professionali impartiti, insegna le antiche tecniche artigianali e i metodi di coltivazione alpini. Il passato a Weiglet si fa presente in modo sorprendente.

Per la nostra ultima cena, presso il ristorante albergo Zum Hirschen ci aspettavano ben cinque portate accomunate dal tarassaco, tanto presente e amato in valle a tal punto da dar vita a un festival culinario ad esso dedicato tra aprile e maggio. Menù eccellente, con memorabili gnocci di patate crude.

La domenica invece l’abbiamo trascorsa in Alta Val di Non. Prima tappa nella casa dello speck Speckkeller del maso Widumhof di Senale (Schnalstal). Profumo a dir poco inebriante nel negozio ricco di speck (trai migliori del territorio) e di altri prodotti autoctoni. In sede si producono salumi, ma anche alcuni tipi di formaggi e succhi di frutta. Gli animali sono allevati con massima cura ed estrema attenzione è riservata all’intera filiera produttiva. La stagionatura delle carni necessita locali e tempi ad hoc e nulla è lasciato al caso lungo i sei mesi che portano il prodotto sulle tavole.

Cucina dell'Alto Adige

Nulla meglio del pane accompagnerebbe queste delizie e per trovarne uno eccellente, rigorosamente biologico, potreste fare sosta nel maso Roatnocker di Senale. Altra piccola struttura familiare dedita a eccellenze gastronomiche. Ci viene mostrato il mulino dove il capo famiglia, una volta alla settimana, produce il pane di segale secondo l’antica ricetta. Lo stesso mulino produce svariati tipi di farine grezze rigorosamente biologiche. Come in ogni maso ne approfittiamo per far merenda e ci immergiamo poi nei campi della vallata dove i profumi si intrecciano in magiche sinfonie.

Pane di segale - cucina dell'Alto Adige

Rimaniamo a Senale per l’ultima tappa gastronomica al Buschenschank Weiss’n Sepp. Qui ci attende Il saluto ai “padroni” di casa dell’Alto Adige: canederli e kaiserschmarren. Li sogno ancora di notte. Li assaporiamo per l’ultima volta mentre lo sguardo si perde nel panorama della vallata e le chiacchiere tra i colleghi blogger si fanno ancora più piacevoli.

Canederli - Alto Adige

C’è un unico modo per parlare di tanta meraviglia senza una nota nostalgica: cercare il primo fine settimana possibile per tornarci. Lo farò presto con la mia piccola Matilde, perché il suo viaggio nel mondo inizi laddove cielo e terra si incontrano divinamente.

A proposito dell'autore

Mara Stragapede

Digital PR e Web Editor con una smodata passione per i viaggi (e per la pizza). Dopo una decina di diari segreti si è aperta al web e oggi condivide in rete esperienze e pensieri. Esperta di moda, scrive di lifestyle per TheOldNow.it e di viaggi per NonsoloTuristi.it.

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