“Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima.”

Sono dovuta tornare con i miei pensieri a questa frase di sant’Agostino quando, alcuni giorni, fa sono stata invitata ad un breve tour a Vignola, in provincia di Modena, in occasione dell’inaugurazione della storica Rocca di Vignola restaurata. Un lancio turistico e culturale che non avrei pensato mi portasse così lontano nei pensieri.

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Sulla suggestione del tempo mi ha condotto questa cittadina, nel cuore della grassa Emilia, i borghi limitrofi di pietra arenaria, i suoi prodotti alimentari DOP che hanno bisogno della necessaria lentezza di maturazione e la sua rocca, monumento che quasi imperturbabile sosta nel suo centro da secoli.

Vignola, cittadina operosa, conosciuta per il lambrusco, l’aceto balsamico, la torta Barozzi – dalla ricetta segreta che si assaggia (autentica) solo nella Pasticceria Gollini in Piazza Garibaldi – le ciliegie, la sua rocca, dominio estense del Quattrocento dal cuore ferito dal terremoto del 2012.

Il 5 settembre 2015 la Rocca di Vignola è tornata a vivere ancora più bella, dopo l’opera di rinforzo e restauro della Torre del Pennello che ne ha svelato altri segreti, nuove metafore, nuovi volti fra cui gli originali colori dell’intonaco. Ma quella torre che svetta sui tetti, le mura fatte di pietre di fiume e mattoni, le sue antiche prigioni, le stanze affrescate, i suoi segreti difensivi, la sua cappella Contrari perfettamente conservata e dalle allegorie che sfidarono le lotte iconoclaste e dagli episodi apocrifi, non dialogano solo con il passato da cui provengono, ma anche con l’uomo moderno.

Mi sono così chiesta: “Che cos’è il tempo davanti ad un monumento che torna nuovamente a vivere?”

I restauri hanno permesso di avviare un lavoro di studio e di ricostruzione storica e virtuale di quello che la rocca è stata nel passato. Le mura esterne, ora cromaticamente nude, un tempo erano ricche di affreschi che raccontavano il potere ed erano evidenza sul territorio. L’occhio degli storici sul passato e le nuove tecnologie hanno permesso di rivestire di colori e delle sue forme antiche la rocca, attraverso proiezioni per un’intera settimana che si concluderà il 12 settembre. Gli studi che hanno portato a ciò si leggono attraverso la mostra Tracce di luce nelle stanze affrescate fino al 18 ottobre.

Un monumento così carico di storia riconsegnato al suo antico splendore, o quasi, non induce infatti solo alla riflessione attorno al passato, ma sul tempo in senso ampio. Immaginando di muovere le lancette dell’orologio in avanti, proiettandola verso il futuro, quasi in uno sforzo di immortalità, la Rocca di Vignola è diventata non solo luogo di riflessione su come essa fosse, ma fonte di ispirazione per le fantasie dell’uomo moderno.

Proiettando gli antichi simboli affrescati si è permesso di rivivere virtualmente il passato sulle attuali pareti esterne e, in chiave contemporanea, le stesse pareti trasformate hanno offerto spunti per pensieri onirici, a volte inquietanti, all’uomo moderno. Le immagini degli artisti contemporanei che hanno animato i suoi muri in quelle serate, e raccolte poi nella mostra Tracce di luce, hanno provato ad interpretare la rocca come un edificio storico per l’uomo del presente, seguendo una linea del tempo che va dall’umanesimo all’epoca contemporanea. Quello degli antichi edifici non è un tempo cronologico finito, ma un tempo umanizzato che cresce, trasforma e accompagna i pensieri nelle diverse epoche.

Questo valore Vignola non ce lo ricorda solo con la rocca, ma anche attraverso i suoi prodotti alimentari, che necessitano di stagioni, di clima, di amore e passione, come l’aceto balsamico, che non ha fretta e fermenta nelle botti in una dimensione dilatata, fatta di gusti intensi e della passione della gente che lo produce.

Acetaia - Vignola

Poi una scala, elicoidale, quella del Barozzi, dal nome dell’architetto del palazzo omonimo, la cui forma avvolta su se stessa può ricordare il trascorrere dei giorni e degli anni, i suoi apparenti ritorni, attraverso un movimento ciclico e mai rettilineo che scorre su se stesso. Una possibile metafora della vita, fatta di punti di vista, nuove prospettive e angolazioni nello spazio e nel tempo.

Scala di Palazzo Barozzi – Vignola (MO)

Vignola può essere letta dunque come una meta turistica dove trovare monumenti, buon cibo e bei paesaggi, ma anche dove soffermarsi, qualora se ne sentisse il richiamo, su alcune profonde metafore e sui pensieri su cui non si è spesso soliti sostare, magari ispirati dai profumi di un’acetaia oppure osservando i suoi pregevoli tesori artistici.

Vignola

Informazioni pratiche

Il territorio attorno a Vignola è ricco di interessanti piccoli borghi e bellezze artistiche e paesaggistiche.

Parco regionale di Rocca Malatina: in uno splendido scenario, rocce dall’insolito profilo, un giardino botanico, percorsi didattici e la Pieve del Trebbio, chiesa e cripta con gradevoli tesori.

I paesi di Levizzano e Castelvetro il cui centro sono dei piccoli gioielli.

Dove dormire: La Vedetta – un B&b di gusto e autenticamente familiare. Piscina, relax e ottima ricettività in un angolo paesaggisticamente superiore.

Agriturismo e vendita di prodotti tipici: Azienda Santa Chiara.

Dove mangiare: Enoteca Tondelli – un’esperienza culinaria superiore!

Foto di copertina: Rocca di Vignola, di Gabriele Bernagozzi

A proposito dell'autore

Barbara Ciccola

Insegnante di professione, turista per passione, fotografa per diletto. Amo sognare e progettare i miei viaggi come un modo per conoscere e scoprire me stessa. Parecchi i viaggi fatti, molti di più quelli ancora da fare e da raccontare.

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