Il mare, anche quando soffia forte il Maestrale, è sempre di una bellezza incommensurabile. Ma sarebbe riduttivo andare in Sardegna solo per una vacanza balneare. Nelle giornate in cui il sole si diverte a nascondersi tra le nuvole o il vento è troppo forte per rimanere in spiaggia, e non ve la sentite di affrontare una tempesta di sabbia o di litigare con gli ombrelloni, vale la pena andare a scoprire la storia e la natura di questa grande e affascinante isola.

Se soggiornate nel nord-ovest, ad Alghero e dintorni, non perdetevi la visita del centro storico della città, un gioiellino fatto di stradine acciottolate, di palazzi antichi, di chiese imponenti e di mura un tempo inespugnabili. E assaporate anche un tocco di modernità e di mondanità entrando nei negozi “grandi firme” e nelle botteghe di artigianato sardo dove il rosso del corallo la fa da padrone.

A una ventina di chilometri da Alghero si scopre il sotterraneo mondo fiabesco delle Grotte di Nettuno, un monumento naturale creato nel corso dei millenni. Alle grotte si può arrivare via mare partendo dal porto turistico di Alghero o via terra da Capo Caccia percorrendo la Scala del Capriolo, oltre seicentocinquanta gradini scavati nel costone del promontorio: un impresa è fattibile anche se non siete degli atleti, basta calibrare la velocità – soprattutto in salita – fermarsi di tanto in tanto per riprendere fiato, contemplando le bellezze del paesaggio, e portare sempre con sé una bottiglia di acqua per dissetarvi e rinfrescarvi. All’interno lo spettacolo è stupefacente, tra stalattiti e stalagmiti che per bellezza e maestosità niente hanno da invidiare alle colonne di una cattedrale.

Una volta riemersi in superficie vi consiglio di cambiare totalmente scenario e di addentrarvi in un’altra meraviglia della natura: il Parco Naturale di Porto Conte. Lungo la strada che conduce ad Alghero ci si imbatte nell’ingresso del parco e da lì, seguendo le indicazioni, si possono scegliere vari itinerari. Senza il minimo equipaggiamento escursionistico e con ai piedi un paio di comode ciabattine da passeggio mi sono avventurata senza alcuna fatica né alcun rischio di rovinosi capitomboli fino a Punta Giglio, fermandomi spesso ad ammirare la variegata e rigogliosa vegetazione e a far perdere il mio sguardo nell’azzurro del mare.

Una piccola deviazione dal percorso indicato mi ha condotto a una caletta solitaria dove l’acqua era più trasparente del vetro. L’unico rumore era quello delle onde che arrivavano a riva e in lontananza si scorgeva una piccola imbarcazione a vela. E dentro di me si è insinuata una sensazione di beatitudine che mi ha riappacificato – anche se solo temporaneamente – con il mondo.

Foto di copertina: Porto Conte, di Tristan Ferne

A proposito dell'autore

Annamaria Colombo

Sono nata nella verde Brianza ma non posso fare a meno dell’azzurro del mare. Le mie passioni sono scrivere, leggere e viaggiare. Il viaggio più bello lo devo ancora fare ma il paese che da sempre mi cattura il cuore e l’anima è la Grecia dove, se potessi, trascorrerei ogni mia estate e, magari, anche una parte dell’inverno.

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