Forse non tutti sanno che fino al del XIV secolo il riso non veniva ancora coltivato in Italia, dove era conosciuto principalmente come prodotto medicamentoso importato dall’Asia e con cui preparare un decotto che veniva impiegato per curare diverse malattie. Fu nell’attuale territorio della Lombardia che si vide la prima risaia inaugurata nel 1468, ma ben presto tutta la pianura padana, paludosa e adatta alla coltivazione del riso, si ricoprì di questa coltivazione.

Mondine pontogliesi negli anni Cinquanta – Biella e Vercelli, il riso

Oggi è il Piemonte a detenere il primato di maggiore produttore di riso in Italia, e le provincie di Vercelli e Biella sono le capofila con ben 170.000 ettari di terreno coltivato a riso di qualità indica e tondo. Dal 1992 questo territorio si condivide l’unica filiera DOP europea del riso, quella del riso di Baraggia biellese e vercellese coltivato nella Baraggia (un tipo di area pianeggiante tipico di queste zone) tra le due provincie.

Con oltre 1100 aziende agricole questo territorio vive letteralmente di agricoltura, tant’è che negli ultimi anni gli istituti superiori di agraria hanno visto una sorprendente crescita del numero di studenti iscritti.

Risaia vercellese – Il riso di Biella e Vercelli

L’unicità di queste zone sono state ampiamente raccontate lunedì 11 settembre, sulla terrazza del padiglione di Federalimentare a Expo 2015, durante un esclusivo evento dedicato a giornalisti, blogger e acquirenti organizzato e promosso dall’Ente Nazionale Risi al quale ho avuto il piacere di prendere parte. Una serata interessante, ricca di ospiti di riguardo e di autorità impegnate nel mantenere e nello sviluppare ulteriormente il patrimonio agroalimentare di questo territorio.

Coordinata dalla simpatia del Turista per Caso Patrizio Roversi, la serata si è aperta con un aperitivo a base di prodotti tipici del Biellese e del Vercellese; Salamino Valsessera, Lardo di Guardabosone e Paletta Biellese, Toma Valsesia e un formaggio Misto Capra, il tutto accompagnato da ottimi vini piemontesi.

Patrizio Roversi, Expo 2015 – Il riso di Biella e Vercelli

Ma è stato il riso, sapientemente cucinato dagli chef Christian e Manuel Costardi dell’omonimo ristorante di Vercelli, a riempire la serata per il piacere di tutti i presenti. Riso Venere per l’antipasto, Riso Carnaroli DOP di Bareggia per le altre portate, fino al dolce nella sua divertente versione crunchy. Una cucina tradizionale, quella dei fratelli Costardi, con note sperimentali e a volte piacevolmente azzardate come l’aggiunta del caffè in polvere nello speciale risotto Taglio Sartoriale Expo Limited Edition, servito all’interno di una lattina che richiama la famosa confezione di zuppa Campbell’s tanto amata da Andy Warhol.

Risotto speciale per Expo 2015 –  Il riso di Biella e Vercelli

Prima della conclusione a base di bicciolani di Vercelli e canestrelli di Biella, l’Associazione Donne & Riso di Vercelli ha consegnato “virtualmente” a Samantha Cristoforetti il premio “Risottiera d’Argento”, edizione speciale Expo 2015, quale riconoscimento per il suo impegno nel mondo della scienza, della ricerca e della tecnologia spaziale.

Foto di copertina: risaia nel vercellese, di Matteo Leoni

A proposito dell'autore

Sara Perico

Life Coach, mi occupo di crescita personale e di educazione emotiva e il viaggio è la massima espressione della crescita. Se non si torna da un viaggio almeno un po' cambiati, vuol dire che si è mai partiti.

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