L’ultima volta vi avevo raccontato come ci eravamo preparati ad andare sull’isola di Minorca con la nostra bambina di due anni. Ora vediamo quali sono i posti più incantevoli da visitare, a cominciare dalle spiagge.

Al primo posto, sicuramente la spiaggia di Son Bou. È la più estesa dell’isola, larga 4 chilometri, ed è anche la più frequentata, prevalentemente da famiglie con bambini, con tendine da mare e ombrelloni al seguito. In questa spiaggia sono presenti dei lidi attrezzati e bar con servizi, anche se la via prevalente per trascorrere la giornata è l’organizzazione fai da te. Anche noi abbiamo optato per il vivere la spiaggia liberamente e, in questo senso, molto utile è stato l’acquisto di una tendina parasole, che unita all’ombrellone prestatoci dalla struttura dove alloggiavamo ci ha permesso di riservarci ogni giorno una piazzola di ombra per riparare la nostra piccola, permetterle di sonnecchiare lontana dal caldo e dal sole e di tenere al riparo gli zaini, comprese le provviste di acqua e cibo.

Minorca, Spagna

Questa spiaggia, essendo la più vasta, è anche quella in cui, in altissima stagione, si soffre meno l’affollamento. E per quanto riguarda l’aspetto paesaggistico e naturalistico, il mare qui è sempre stato trasparente, privo di meduse, quasi sempre calmo e dunque perfetto, sia dal punto di vista di chi ama trascorrere giornate intere in spiaggia con splendidi panorami, sia per i più piccoli.

Minorca, Spagna

A seguire, sempre nella costa sud, la cosiddetta “cala vergine” di Son Saura ha sicuramente fatto breccia nei nostri cuori per diversi motivi. Tra le spiagge totalmente incontaminate dell’isola, questa è quella più grande. Circondata da una fitta pineta e ricoperta di vegetazione, è un luogo dove far respirare occhi e anima. In agosto è indispensabile raggiungerla in prima mattinata, per non trovarla totalmente occupata. Noi siamo riusciti ad arrivare abbastanza presto, in modo da godercela per circa mezz’ora in quasi totale solitudine e ciò è valso decisamente la sveglia poco tarda.

Minorca, Spagna

Anche qui l’acqua cristallina rifletteva il verde della rigogliosa macchia mediterranea che avvolgeva la lingua di sabbia, un vero spettacolo della natura. Qui si può percorrere un breve tratto del rinomato Camì de Cavalls – itinerario che delinea il perimetro di tutta l’isola per un totale di 185 chilometri – camminando, in mountain bike o a cavallo. L’ombra offerta dalla pineta è stata utilissima per riparare la nostra bimba e ci ha evitato di aprire tenda e ombrellone. È consigliabile munirsi di acqua e panini, per trascorrere l’intera giornata in questo splendido angolo dell’isola e per provare a raggiungere a piedi, magari nel pomeriggio, la vicinissima e meravigliosa spiaggia di Es Talaier. E per gli escursionisti più appassionati c’è anche l’ambitissima e inflazionata Cala en Turqueta.

Minorca, Spagna

Un piccolo consiglio per chi scelga di visitare queste cale abbastanza piccole e voglia evitare la presenza di alghe e mare mosso: è bene informarsi in anticipo sulle condizioni del vento. Se le correnti soffiano da nord, una caletta a sud si rivela un’ottima scelta. Se, in caso contrario, il vento soffia da sud, è meglio prediligere le spiagge della costa opposta, quella settentrionale.

Cambiando genere di spiaggia, pur rimanendo sulla costa meridionale, Cala Galdana è riuscita a regalarci una splendida esperienza, pur essendo tutt’altro che incontaminata. Sul promontorio che abbraccia l’arenile, infatti, sono stati costruiti degli alberghi molto imponenti – degli ecomostri secondo alcuni– che poco hanno a che fare con il rispetto dell’ambiente originario. Per molti rimane comunque la spiaggia più affascinante di Minorca. Nonostante queste artificiali presenze, la cala riesce infatti a mantenere un enorme fascino grazie alla sua struttura e all’ambiente che crea. Acqua cristallina, sabbia bianca e, anche in questo caso, una non piccola pineta che aiuta a respirare – e a ripararsi – nonostante il grande caldo estivo.

Minorca, Spagna

Cala en Porter ci ha permesso di godere di bel mare, sabbia soffice e relax, nonostante l’affollamento caratteristico di agosto. Anche questa cala è molto turistica e certamente poco vergine, ma è attrezzata e comunque ideale per chi viaggia in famiglia. Anch’essa situata a sud, circondata da un alto promontorio, permette di fare qualche bella passeggiata in salita, costeggiando le svariate ville private per godere di una vista davvero mozzafiato sulla baia. Da qui, all’ora del tramonto, è quasi obbligatoria la visita – con aperitivo – alla suggestiva e leggendaria Cova d’en Xoroi. Grotta a strapiombo sul mare che regala una vista irripetibile sullo splendido mare minorchino, la cova permette di rivivere la romantica e tragica leggenda del pirata turco Xoroi e della sua famiglia. La storia è scolpita in lingua spagnola su lastre di legno all’interno del locale, da qualche tempo adibito a lounge bar e discoteca, visitabile anche con bambini fino all’ora del tramonto.

Minorca, Spagna

L’isola di Minorca non offre solo uno splendido mare e spiagge incantevoli, ma anche caratteristici paesini, città e zone dell’entroterra che valgono assolutamente una visita. Noi abbiamo deciso di dedicare due giornate poco soleggiate alla scoperta di Alaior, storica città nei pressi della costa meridionale, che nell’immaginario comune dei cittadini minorchini occupa il terzo posto per importanza, dopo Ciutadella e Mahòn.

Alaior ottenne vera indipendenza, che difese nel tempo molto fortemente, grazie alla sua istituzione quale città universitaria. Molto vicina ai centri di Son Bou e Cala en Porter, ha sempre goduto di una certa attenzione da parte delle agenzie di turismo. Vale una visita sicuramente il centro storico, caratterizzato da tipiche abitazioni bianche e strutturate su pochi piani. Qui svetta, imponente dall’esterno e più cupa dall’interno, la Chiesa di Santa Eularia, dove è possibile partecipare ad una facile e gratuita escursione – anche per bambini – ai suoi sotterranei, intrisi di storia in quanto ex rifugi antiatomici. Nel primo fine settimana posteriore al 10 agosto, il paese è in fermento per le feste dedicate a San Lorenzo.

Non avremmo potuto, poi, salutare Minorca senza aver visitato il suo capoluogo, Mahòn, centro urbano ricco di attività e spunti adatti a grandi e piccoli. Un bell’itinerario parte dal Museo di Minorca (Museu de Menorca) in Piazza del Monastero (Pla del Monestir), passando per il Municipio e raggiungendo Piazza della Costituzione (Pla de sa Parròquia) dove si trovano il Principal de Guàrdia e la Chiesa di Santa Maria. Stretti vicoli, come quello intitolato ad Alfonso III, conducono poi a Plaça de la Conquesta.

Minorca, Spagna

Se è ora dell’aperitivo, il consiglio è di fermarsi in un tavolino di un bar all’aperto del centro storico e godersi il piacevole e lento andirivieni degli abitanti del posto, molto distanti come andatura rispetto ai frenetici abitanti di metropoli. Merita uno sguardo o forse, meglio ancora, una pausa relax, il Porto di Mahòn che segna la divisione geologica di Minorca in due parti molto differenti ed è stato motore economico del progresso dell’isola nella storia. Si dice che venne inaugurato dal cartaginese Magòn, fratello di Annibale, dal quale la città prende il nome. Un luogo dove la storia si respira al solo leggerne il passato su una buona guida di viaggio. E anche il colpo d’occhio non è meno affascinante, soprattutto se si ha la fortuna di visitarlo in una limpida giornata estiva. Diverse compagnie locali propongono escursioni e visite in barca nel porto, di diverso genere e durata.

Altro punto di interesse della zona è sicuramente la Mola, ovvero la Fortezza di Isabella II, costruzione militare dal grande valore storico e architettonico, recentemente restaurata.

Minorca, Spagna

In conclusione, Minorca sa rivelarsi, nella sua semplicità, un’esperienza dal variopinto colore e sapore. Un’isola molto adatta ad essere vissuta e scoperta sia in famiglia che in coppia e, sicuramente, anche in gruppo, tanto varia è l’offerta di attività che propone. Ricorderemo, insieme alla nostra piccola viaggiatrice, i paesaggi bucolici che si intravedevano dalla nostra macchina, negli spostamenti tra una spiaggia e l’altra, con le mucche e i cavalli a fare capolino, tra un mulino a vento e macchie fitte di ricca vegetazione. Ricorderemo un posto vicino, ma per molti aspetti lontano. Cadenzato da ritmi lenti, lunghe giornate di sole e sale del mare. Un posto, sicuramente, dove tornare.

A proposito dell'autore

Federica Curcio

Giornalista e studentessa di giurisprudenza, travel writer e appassionata di fotografia. L'amore per il viaggio come scoperta, ricerca e ispirazione. E per la scrittura, come linfa energetica. Sportiva nell'animo e curiosa per indole.

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