Quando si è in viaggio da tanti mesi come lo sono io c’è sempre la possibilità di rimanere bloccati in un autobus in mezzo al nulla. Gli spostamenti in autobus che ho fatto nel corso di questo viaggio hanno avuto una durata compresa tra le due e le venticinque ore, e non sapevo mai con precisione quando partivo e quando arrivavo con precisione.

Viaggiare con un budget limitato ti porta a fare molti sacrifici e a scegliere l’opzione più economica che la maggior parte delle volte non è la più comoda, né la più rapida. Considerando che non ci sono treni che viaggiano per il Centro e il Sud America, l’opzione più comune è viaggiare in autobus.

Mi sto abituando ai lunghi tragitti e cerco sempre d’intrattenermi con un buon libro o ascoltando dei podcast e pensando al futuro. In questo episodio vi mostro cosa significa viaggiare in autobus senza sapere cosa succede attorno a noi. Dopo qualche ora dalla partenza il viaggio si trasforma in un piccolo incubo e non c’è una logica spiegazione per quello che accade. Scopro più tardi che il motivo è molto serio e il viaggio prende una prospettiva diversa.

Sto viaggiando dalla Colombia con l’obiettivo di arrivare in Ecuador. Dopo diverse ore riesco a superare la frontiera e arrivo a Quito. Adesso la nuova sfida è trovare un posto per dormire. Generalmente vado da un ostello ad un altro, è l’opzione più economica e offre l’opportunità di incontrare altri viaggiatori e fare nuove amicizie. Ma quando arrivo a Quito questa semplice operazione si trasforma in una piccola avventura, ma grazie all’aiuto di tre poliziotti riesco a trovare il posto più economico della città: una stanza in un “hotel” al costo di 5 dollari a notte.

Quito però è una città spettacolare, amo le sue architetture e le strade piene di venditori, mercati e le bellissime piazze. E adesso è arrivato il tempo di condividere questa esperienza con voi: venite con me a vivere questa città e ad assaporare l’arte del backpacking!

Per prendere parte al progetto e decidere del destino del protagonista registratevi sul sito di Superjab e seguite la sua avventura su Facebook.

Foto di copertina: un chicken bus in Nicaragua, di John Solaro

A proposito dell'autore

Angelo "Superjab" Lo Presti

Mi chiamo Angelo Lo Presti e sono nato in un piccolo villaggio Siciliano. Sognava di lavorare a Hollywood. Trent'anni dopo, ha visitato gran parte di Europa, Australia, Sud-Est asiatico, Cina, Russia, Stati Uniti e Canada. Attualmente sono a spasso per il Centro e il Sud America in un viaggio... controllato da voi! Hollywood può aspettare.

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