Quando si parla di Florida si pensa subito ai parchi divertimenti di Orlando, ai tramonti a Key West o le spiagge e le notti a South Beach a Miami. Pochi però conoscono la costa occidentale di questo meraviglioso Stato, meno ancora ne parlano.

Se nella costa orientale le spiagge sono più esclusive con hotel più costosi e la sabbia più grossa, nella costa opposta vi troverete ad avere a che fare con località meno lussuose ma non per questo meno belle. La costa che da Everglades City si estende fino a Clearwater è caratterizzata da un mare cristallino, il mare del Golfo del Messico, un mare chiuso con sabbia bianca molto fina e con una temperatura dell’acqua più alta rispetto all’Atlantico. E soprattutto delle cittadine che non hanno nulla da invidiare a quelle che si trovano sulla costa opposta.

Everglades City

Forse la città simbolo della palude delle Everglades, è un tipico villaggio di pescatori, dove le case sono costruite su delle specie di palafitte, dovute all’innalzamento del mare che allagava strade e pavimenti delle case in passato. È una cittadina sonnolenta ma non per questo poco affascinante. Potete assaporare la vera vita della comunità girando per le sue vie. Le barche dei pescatori sono attraccate al porto in attesa dell’alba, pronte a uscire in mare per la pesca. Merita una visita in giornata.

Everglades, Florida, USA

Naples

Una via lunghissima di negozi e bar collega il centro cittadino alla spiaggia. I negozi sono molto eleganti, la zona è molto curata. Le auto, rigorosamente di grossa cilindrata, passano rispettando i limiti con precisione anglosassone. Percorriamo tutta la via fino ad arrivare quasi alla spiaggia. Ville lussuose, anche qui senza recinzione, si fanno osservare come delle modelle in passerella. Poco prima di imboccare il ponticello di legno che dalla strada conduce ad una spiaggia di sabbia bianchissima e mare cristallino, un giardiniere ci saluta. La gente, sebbene ci siano 15 gradi a gennaio, non rinuncia alle passeggiate lungo mare con giubbottino e pantaloncini corti.

Dopo le foto di rito ritorniamo verso il centro per andare a mangiare. Lo stesso giardiniere di prima ci saluta nuovamente e si avvicina con un tosasiepi. Non credo abbia intenzioni da “non aprite quella porta”, anche perché ci sorride. Evidentemente vuole solo chiacchierare per distrarsi dal suo lavoro. Quando gli diciamo che siamo italiani dice che ne vede pochi da quelle parti. Allora gli chiedo a chi appartengano queste ville. “Sono tutti medici, avvocati, imprenditori”. Ma come mai qui a Naples e non a Miami? “Perché Naples gode del clima invernale più bello di tutta la Florida e non è un posto caotico, anzi.”

Effettivamente è vero, mare e spiaggia del Golfo del Messico sono molto più belli dell’Oceano Atlantico, e questi fattori, combinati con il clima tropicale del golfo, fanno di Naples la zona ideale per l’invernata. Il giardiniere ci suggerisce di andare a fare un giro verso Marco Island, un’ora di auto più a sud. Lo faremo, gli diciamo. Non ci arriveremo mai, ma ci dirigiamo comunque verso quell’isola. La strada che percorriamo è tutto un susseguirsi di ville che di civico in civico diventano sempre più grandi e più sfarzose, tanto da lasciarci a bocca aperta. Anche qui, nonostante si vede che ci sia gente di un certo livello economico, le case non hanno recinzioni, ma semplicemente un giardino che inizia ai lati della strada.

Sarasota

Siamo in viaggio verso il nostro alloggio e siamo ben oltre mezzogiorno. Decidiamo di fare un salto a Sarasota, luogo anche questo di villeggiatura. Il centro città è più sviluppato in verticale, ci sono meno case e più palazzi. Stranamente fa più caldo che a Naples e la gente cammina per le strade e per le spiagge in tenuta estiva. Noi ci dirigiamo sull’isola che sta in fronte alla città, dove una darsena ospita una miriade di barche, dai pescherecci agli yacht ai semplici motoscafi.

Al di là delle spiagge e dei locali che noto mentre sono in macchina, c’è una ragione ben specifica perché siamo qui. Devo assolutamente seguire i consigli di Adam Richman, noto protagonista del programma “Man vs Food”, il quale si proponeva di sfidare le pietanze più pesanti d’America. Purtroppo il locale che volevo visitare io è chiuso – volevo provare le cinque alette di pollo super piccanti – ripieghiamo quindi verso l’Old Salty Dog, dove comunque mangiamo un panino che fatico a finire. Richman ha dato molta popolarità a questa cittadina – sicuramente meno carina di Naples – visitando tre locali, e la gente in vacanza viene qui a sfamarsi.

Madeira Beach

La notte la passiamo a Saint Petersburg, poco distante da Tampa e visiteremo entrambi i centri. Il primo non ha nulla di particolare, il secondo un piccolo skyline di qualche grattacielo. Ma la vera perla secondo noi è Madeira Beach, questa località dal nome portoghese che richiama alla famosa isola. Si trova a metà di una lingua di terra che va da sud di Saint Petersburg fino a Clearwater.

Qui è tutta zona turistica, ma Madeira Beach ha la particolarità che, oltre alla spiaggia lunga e bianca, il suo centro principale con locali, ristoranti e negozi, si sviluppa su delle strutture in legno tipo palafitte. Sembra quasi un antico villaggio di pescatori, con le antiche taverne a costeggiare il mare – che poi le taverne non sono altro dei locali dove si mangia, si beve e si balla – mentre le barche dei pescatori e degli escursionisti, sono pronti a salpare per il Golfo del Messico. Oltre ai turisti che passeggiano per il pontile, ci sono degli spettatori un po’ particolari: dei pellicani che attendono gli avanzi del pesce dai pescatori.

Terminata la passeggiata lungo la spiaggia, prendiamo la macchina. È pomeriggio inoltrato, ci aspettano due ore di auto per arrivare a Orlando, terra di parchi… che noi non vedremo, ma qui in Florida avremo comunque modo di divertirci!

Foto di copertina: Chris Fane

A proposito dell'autore

Luca Pery

Sono nato nel Veneto ma scappo dalla mia terra due o più volte l’anno. Le mie compagne di viaggio inseparabili sono la mia compagna e mia figlia. Amo la pizza, il caffè e soprattutto i viaggi... e quando ritorno non sono mai triste perché so che è già ora di ripartire per una nuova destinazione. Seguitemi anche su Instagram.

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