Il mio viaggio verso Koh Phangan è iniziato nel sud dell’India, dove avevo trascorso due settimana in Kerala per beneficiare dei trattamenti ayurvedici. Con un volo aereo da Trivandrum ho raggiunto Bangkok. L’aeroporto Suvarnabhumi è moderno, molto diverso dal secondario Don Mueang utilizzato da compagnie low cost. Quando ci sono stata c’erano migliaia di bandierine colorate che pendevano dal soffitto.

Bangkok, Tailandia

Da Suvarnabhumi partono autobus per Pattaya. In circa due ore si arriva in questa città costiera, purtroppo molto segnata da prostituzione, abusi e ogni sorta di attività illecita. Ma io non sono arrivata a Pattaya per visitare la città o dedicarmi ad attività balneare ,bensì per incontrare i bambini e lo staff di Take Care Kids.

Take Care Kids è una onlus italiana che offre rifugio e protezione a bambini con situazioni familiari molto difficili, ragazzi che hanno vissuto forti drammi personali e conducono un’esistenza dolorosa. Molti sono figli di cambogiani che clandestinamente raggiungono la Tailandia in cerca di lavoro e vengono sfruttati nell’industria edile, altri hanno genitori che non  possono occuparsene, altri ancora sono figli di sieropositivi.

Vivono in case fatiscenti, baracche in lamiera con un letto e poco altro, sopravvivono ogni giorno. I bambini spesso subiscono violenze, non ricevono istruzione e cure mediche per mancanza di soldi. Il centro grazie alle donazioni offre vitto, alloggio, retta e materiale scolastico, cure mediche, svago, amore. Il personale è in parte italiano e in parte tailandese. Si crea un ambiente familiare e i bambini vengono seguiti con attenzione, spesso lottando con  la burocrazia tailandese.

Alcuni bambini lasciano il centro quando la situazione familiare si stabilizza. Come ogni bimbo al mondo sono di una dolcezza disarmante, piccole creature con ferite già così profonde. Con un po’ di magone, dopo una settimana prendo lautobus notturno e lascio Pattaya in direzione Donsak. Al mattino successivo mi aspetta la coincidenza in barca fino all’isola di Koh Phangan via Koh Samui.

Koh Phangan, Tailandia

Siamo in un arcipelago nel Golfo della Tailandia formato da tre isole: Koh Tao, Koh Samui e Koh Phangan. I mesi migliori per visitare questa zona della Tailandia sono da gennaio a settembre, a differenza della costa nel Mare delle Andamane che gode di un clima favorevole durante i nostri mesi autunnali e invernali.

Kho Samui è la più affollata, commerciale, dispone di un aeroporto. Koh Tao è un paradiso per gli appassionati di immersioni. Koh Phangan la si associa spesso alla Festa della Luna Piena, una festa di musica elettronica, spettacoli e colori che si svolge sulla spiaggia di Haad Rin una volta al mese in coincidenza con la luna piena. Vi partecipano fino a 10.000 persone provenienti da ogni parte del mondo e con molta voglia di trasgredire. Fiumi di alcol e droghe nonostante siano illegali sono sempre presenti.

In realtà, e aggiungo per fortuna, rave a parte l’isola è un’oasi di tranquillità, con molti  centri yoga, possibilità di praticare attività olistiche, meditazione e godere di tramonti e punti panoramici mozzafiato. L’entroterra è montagnoso e ammantato dalla foresta, ci sono cascate, l’isola è molto verde e una strada a tratti impervia l’attraversa da nord a sud.

I centri abitati principali sono Thongsala, Haad Rin e i villaggi di Chaloklum, Baan Tai e Thong Nai Pan. Si possono trovare ristoranti e bar spesso gestiti da espatriati, centri massaggio, negozi di souvenir, agenzie viaggio, banche, cambio valuta, lavanderie, tatuatori e molto altro.

Koh Phangan, Tailandia

A Thongsala, punto di approdo dell’isola, si trovano anche un’ottima gelateria, un paio di supermercati e un mercato alimentare serale piuttosto frequentato, mentre a Chaloklum ci sono ottimi ed economici ristoranti di pesce.

Per muoversi si può noleggiare uno scooter oppure utilizzare i songthaew taxi, pick up collettivi con due panche nella parte posteriore. Un servizio di barche longtail boat collega le spiagge della costa orientale, spesso raggiungibili solo via mare.

Koh Phangan, Tailandia

Per quanto riguarda gli alloggi ci sono varie opzioni che possono soddisfare tutti i gusti: hotel, guest house, bungalow… in particolare a Srithanu si possono affittare case per lunghi periodi. È importante scegliere in quale zona fermarsi in base alle proprie preferenze, se alloggiare a stretto contatto con la confusione oppure circondati dalla vegetazione lussureggiante, vicino al mare oppure all’interno.

Per chi è alla ricerca di un’esperienza più profonda si può partecipare a ritiri yoga, oppure rivolgersi ai templi buddisti che offrono alloggio in cambio di aiuto nelle attività quotidiane. Sono occasioni preziose di condivisione in un clima di pace e amore.

Koh Phangan, Tailandai

A Koh Pangan ci sono molte spiagge, alcune più frequentate, altre molto appartate. Sulla costa ovest c’è la barriera corallina, quelle a est sono le più selvagge. Sono troppe per nominarle tutte, ma di sicuro dovete andare a Bottle Beach: per molti è la spiaggia più bella, un paradiso tropicale, una mezzaluna di sabbia fine incontaminata, circondata da montagne e un mare turchese. C’è qualche bungalow a conduzione familiare, ma permane comunque una forte sensazione di isolamento. La spiaggia è raggiungibile in barca da Chaloklum.

Un’escursione che raccomando è il parco marino Mu Ko Ang Thong formato da 42 isole. Speroni calcarei altissimi e ricoperti di vegetazione spuntano solenni dal mare creando una scenografia molto suggestiva. Ricordano vagamente la Baia di Ha Long in Vietnam, l’arcipelago Bacuit nelle Filippine o la favolosa anche se affollata Maya Bay, Phuket.

A proposito dell'autore

Anna Ragazzoni

Sono Anna, un'instancabile e insaziabile viaggiatrice convinta che la vita vada vissuta al 100 per cento. Paesi visitati fino adesso oltre 80, ma non ho ancora esaurito l'entusiasmo, l'energia e la curiosità di esplorarne altri, spesso in solitaria.

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