A poco più di un’ora di viaggio dalla città di Boston (circa 40 miglia) si trova  la cittadina storica più importante degli Stati Uniti d’America: Plymouth. Il primo punto di attracco della Mayflower, la nave che ha trasportato i padri pellegrini nel nuovo mondo.

La cittadina e’ il luogo ideale per una gita fuori dal caos delle grandi città. Essendo meta turistica, inoltre è possibile effettuare un  tour chiamato: Plymouth Plantation che prevede la visita di due importanti attrazioni: la Mayflower II (fedele ricostruzione dell’originale) e il primo villaggio coloniale.

Mayflower II - Plymouth, USA

Prima tappa la Mayflower II. Una volta saliti a bordo si viene trasportati all’interno della storia coloniale. I visitatori, infatti, grazie anche alle numerose comparse travestite con costumi d’epoca, vengono catapultati senza accorgersene nel 1600 e una guida, introducendo la storia dei padri pellegrini, conduce i turisti lungo tutte le sale della nave.  Man mano che si procede nel percorso, ci si può fermare a parlare con ogni personaggio facendo ogni genere di domanda sulla vita a bordo e sul viaggio. Tra i personaggi con cui è possibile parlare ci sono: il capitano della nave, il mozzo, un anziano pellegrino e una donna che mentre fila la lana intona canti coloniali.

Una volta sbarcati dalla nave, io e Luca decidiamo di proseguire lungo la costa della baia. Ad un certo punto ci imbattiamo in una sorta di tempio greco. Incuriositi ci avviciniamo e guardando sulla spiaggia troviamo la Plymouth Rock, una vera e propria roccia che rappresenta il punto esatto in cui la Mayflower  ha toccato terra nel 1620.

Plymouth Rock - Plymouth, USA

Seconda tappa del tour è la Plymouth Plantation, ossia il luogo in cui i padri pellegrini fondarono il loro primo villaggio coloniale. Anche qui si incontrano le comparse in costume. Camminando nel parco, il primo villaggio che si incontra è quello dei Wampanoag, la tribù indigena che abitava la zona prima dell’arrivo dei padri pellegrini. Grazie alla loro conoscenza della natura, i Wampanoag insegnarono ai nuovi arrivati come sopravvivere nella nuova terra: cacciando cervi e bisonti, pescando, coltivando mais e orzo, ad estraendo il succo d’acero oltre cucinando tutti i prodotti  derivanti da queste attività.

Il secondo luogo, che non può non affascinare, è la ricostruzione del primo villaggio coloniale con case in legno, orti, torri di osservazione… Qui le comparse si occupano di mostrare ai turisti come si svolgeva una tipica giornata coloniale: costruendo per esempio un muro con paglia e argilla, producendo  birra, mostrando come passava la giornata una “casalinga coloniale”.

Alla fine del tour, ci siamo chiesti che cosa accomunasse i due popoli e lo abbiamo scoperto in un pannello informativo del museo coloniale. Si narra infatti che, nel 1621, il capo dei pellegrini invitò, in segno di gratitudine per tutti gli insegnamenti ricevuti, il capo dei nativi a festeggiare per tre giorni consecutivi. A ricordo di questo episodio, si decise di festeggiare ogni anno il “Giorno del ringraziamento” (Thanksgiving Day) che a partire dal 1863, terminata la guerra civile, fu fissato dal presidente Lincoln  nella data del quarto giovedì di novembre.

A proposito dell'autore

Michela Crosa

Impiegata di professione, runner per passione. Laureata in Lingue e Culture per il Turismo, amante incondizionata dei paesi anglofoni , attirata dal mito del “Sogno Americano”. Amo viaggiare, andare alla scoperta di nuove città, luoghi, culture e tanto altro ancora. La mia parola d’ordine in viaggio: curiosità.

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