Uno dei posti di montagna che più amo è il Parco Naturale Veglia Devero, tra le Valli Antigorio, Divedro e Formazza (siamo in Piemonte, in provincia di VB). Il percorso che vi suggerisco, ovviamente se amate camminare in montagna, va dal Devero (1630 metri) al Veglia (1750 circa) attraverso incantevoli boschi di larici, abeti rossi, mirtilli e rododendri a perdita d’occhio.

Devero1

Passeggiare tra pascoli di bovini e di capre curiose che si abbeverano nei numerosi ruscelli che s’incontrano rende il percorso meno faticoso, ma soprattutto cala in una magica armonia con la natura.

Caprette

L’itinerario è segnalato (H99), quindi adatto a tutti (adulti, sconsiglio cani), è necessario munirsi di pranzo al sacco e acqua fresca (anche se è disponibile lungo il percorso).

Buscagna

Partendo da Devero (girando a sinistra tenendo a fianco il campeggio), si fa fin da subito pieno di bellezza raggiungendo l’Alpe Buscagna (1967 metri); mentre si sale, basta voltarsi per vedere il verde del Lago Devero stagliarsi in lontananza, mentre il verso delle marmotte accompagna il cammino (non è così difficile individuarne qualcuna).

Lago Devero

Gli occhi annaspano nel tentativo vano di abbracciare tutto il panorama nella salita fino alla Scatta d’Orogna (2461 metri), in cui si ha l’illusione di dominare il mondo. Da lì si scende in una bucolica cornice adatta al pranzo al sacco (a meno di non trovare come noi dei maleducati che urlano alle caprette), dove è possibile rinfrescarsi nel gelido fiumiciattolo che sembra dipinto da un pittore romantico.

Traversata

Da lì si risale al Passo di Valtendra (2431 metri), dove in alcuni passaggi franati è opportuno attaccarsi alle catene corrimano. Dal passo si scende rapidamente a Pian di Sass Mor a quota 2070 metri, lo si costeggia sulla sinistra fino a una fontana e si cammina tra i faggi fino alla piana del Veglia, dominata dal profilo austero del Monte Leone (3355 metri).

trekking

La conca glaciale dove sorge la piana del Veglia è un incanto: la semplicità di chi ci abita e la disarmante bellezza dei profili montani e del verde dei pascoli rendono questo luogo autentico, lontano dalle velleità turistiche di molte altre valli. Questo nel bene e nel male: manca la capacità di far apprezzare ai turisti le specialità locali, come le ottime tome, il burro, le confetture di mirtilli. Per un’amante del cibo a km zero è un peccato far colazione con le marmellatine confezionate della Hero e con il burro monodose della Conad…

A causa della chiusura momentanea del Rifugio CAI Città di Arona, conviene prenotare la notte all’Alpe Veglia: le strutture non sono molte e hanno poche camere a disposizione. Noi dormiamo all’Albergo Monte Leone, dignitoso nella sua semplicità.

Delusione per la cena: sognavo una bella polenta e formaggio, ma l’unica trattoria disponibile, Alla Fonte, invece che proporre piatti di montagna si lancia in un menù senza senso che comprende la parmigiana di melanzane e le farfalle al pomodoro. Risultato mediocre

La mattina, dopo la colazione triste cui accennavo prima, ripartiamo per tornare a Devero. La discesa rapida del giorno prima si tramuta in una salita piuttosto dura, almeno per me che non ho particolare allenamento. Ma la giornata serena e leggermente ventilata ci regala delle cartoline uniche ripercorrendo a ritroso questo splendido tragitto.

A Devero, molto più frequentato anche da famiglie per un turismo di giornata, vale la pena fare una deviazione al villaggio di Crampiolo, dove nell’omonimo agriturismo si può assaggiare il pregiato Bettelmatt, il formaggio walser che è prodotto solo da sette alpeggi.

Segnaletica TraversataALCUNI DATI

Da Devero a Veglia sono circa 14,5 Km., con numerose soste spuntino e chiacchiere ci abbiamo messo 7 ore circa; totale del dislivello circa 1050 metri.

COME RAGGIUNGERE DEVERO

Con l’austostrada A26 si raggiunge la Val d’Ossola, si esce a Crevoladossola, si prende la strada statale fino a Baceno, si gira a sinistra per la Valle Devero. Esistono due parcheggi: quello vicino all’Alpe si riempie presto la mattina, altrimenti si piò parcheggiare a pagamento più giù e usufruire del bus o salire a piedi lungo un percorso segnalato (circa 40 minuti).

Per chi non se la sentisse di rifare la strada al ritorno, c’è la possibilità di prendere un autobus che da Veglia riporta a Devero.

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Grazie ai miei eccellenti compagni nonché fornitori di foto: Lorenzo, Alberto, Anna, Michela ed Elio.

A proposito dell'autore

Barbara Franco

Viaggiare, come leggere, mi permette di vivere numerose vite. Ad accompagnarmi sono gli stimoli che vengono dall’arte, il piacere che deriva dalla buona tavola, la meraviglia che provo per tutto ciò che non conosco e mi affascina. Troppo sensibile, molto suscettibile. Innamorata della natura e degli animali.

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2 Risposte

  1. Simona

    Grazie Barbara.
    Utile sia per chi ha già effettuato la traversata, perchè leggendo è possibile rivivere le emozioni dell’escursione, sia per chi l’affronterà a breve per avere indicazioni relative non solo al percorso, ma soprattutto ad alberghi, rifugi e ristorazione.
    Simona

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