Ho sempre ammirato le fotografie in technicolor di Castelluccio di Norcia e così ho deciso di andare a vedere se era così bello come sembrava.

Castelluccio è un piccolo paese in provincia di Perugia, nel mezzo dei monti Sibillini, 1.452 m, otto residenti in inverno, qualcuno di più in estate. La meravigliosa fioritura che tutti gli anni colora di viola, giallo e rosso la vallata è dovuta alla piantagione di lenticchie che, mescolata ai fiori di campo che crescono spontanei, crea uno spettacolo ammirato da migliaia di turisti ogni estate.

A Castelluccio si arriva da un’unica strada che, nel giro di qualche decina di chilometri e un tot di tornanti, ti fa percorrere un migliaio di metri di dislivello. Lungo la strada, come una Bubba Gamp Gamberi Corporation locale, si incontrano vasche di allevamento di gamberi, singolari perché in mezzo ai boschi dei monti Sibillini.

Appena arrivati in paese ci sistemiamo alla Taverna Castelluccio, molto pulita e accogliente, con camera vista prati fioriti e tendina di pizzo uguale a quella di mia zia. Dopo un giro per il paese – antico, vissuto, consumato dalle intemperie – si cena all’osteria Lu Socciu dove mangiamo salumi, farro con funghi, salsiccia, mozzarella, tartufo, lenticchie, ricotta e miele. Mentre siamo seduti a mangiare arrivano un signore anziano con una sporta di funghi appena raccolti che entrano direttamente in cucina e un ragazzo più giovane che porta ricotta fresca che entra direttamente nel mio piatto con il miele.

Oltre a diverse altre taverne che offrono anche alloggio, all’inizio del paese si può gustare una semplice merenda in una piccola salumeria dove puoi farti fare un panino da mangiare nei tavoli esterni, al fresco. Passeggiando, passiamo davanti ad un negozietto molto carino anche se abbastanza spartano nell’arredo, gestito da una signora che vende biscotti fatti in casa. Io ne assaggio fatti con la farina di ceci e sono davvero buoni, molto simili ai frollini da the.

Castellucci di Norcia

La mattina c’è sole e fresco e la colazione è servita in una specie di balcone panoramico quasi sul ciglio della strada: dolci fatti in casa e ancora ricotta fresca con il miele. Partiamo prima di pranzo malvolentieri, con la promessa di tornare ancora per una passeggiata a cavallo nei prati fioriti.

A proposito dell'autore

Paola Coluzzi

Sono nata e vivo a Ferrara e amo moltissimo la mia città. Dopo anni da educatrice ho cambiato tutto: ho preso il patentino da accompagnatrice turistica e ho iniziato a scrivere raccontando i miei viaggi e le mie esperienze. Ora organizzo escursioni e viaggi, preparo Road Book e...sono soddisfatta!

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