Se è certo vero e accettato in ogni parte del mondo che la conoscenza dell’inglese sia ormai un requisito fondamentale per viaggiare, comunicare e, soprattutto, entrare nel mondo del lavoro, non è però altrettanto vero che la padronanza di tale lingua sia un requisito imprescindibile nel CV di ognuno di noi.

Escludendo i fortunati che nascono in paesi anglosassoni, dove la mother tongue è l’idioma in questione, o gli altri numerosi stati in cui l’inglese è parlato come seconda lingua, nel resto del globo dobbiamo impegnarci nello studio approfondito, in maniera da ottenere competenza di livello sempre più alto.

Secondo l’EF English Proficiency Index, l’Italia ha un coefficiente che la pone al penultimo posto tra tutti i paesi europei e un ulteriore sondaggio dell’Unione Europe, nel quale veniva richiesto ai partecipanti di valutare il proprio livello di inglese solo il 10% degli italiani ha dichiarato di avere una conoscenza avanzata della lingua, autoetichettandoci da questo punto di vista come il peggiore dei paesi UE.

Certe nazioni si distinguono per i metodi di insegnamento delle lingue straniere e riescono, pertanto, grazie a scuola e università, a formare giovani con un’ottima padronanza dell’inglese e delle lingue studiate, tanto da essere tranquillamente in grado di affrontare un colloquio o un lavoro all’estero. In Italia, invece, la situazione è un po’ diversa: sebbene il mio giudizio personale non sia assolutamente critico ma per molti aspetti positivo nei confronti di scuola e università, è però indubbio che nel Belpaese sapere l’inglese a livello scolastico equivalga a non saperlo o semplicemente ad avere sì una conoscenza base di regole e grammatica, la quale però non permetta poi di parlare, interagire, comprendere.

Aspettando quindi tempi migliori in cui anche noi italiani saremo brilliant e outstanding nell’apprendimento delle lingue straniere, vorrei suggerire che, oltre ad emigrare o fare esperienze all’estero che sono fondamentali per acquisire una buona padronanza linguistica, una soluzione possibile, economica e alla portata di tutti è la piattaforma Brickster, una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda corsi di lingua online.

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Brickster si basa sul semplice principio che l’apprendimento debba essere progressivo, partendo dall’assimilazione dei concetti più semplici che rendono l’apprendente in grado di acquisire, col tempo, i concetti linguistici più complessi. Il metodo innovativo è quindi quello di segmentare la lingua in unità singole, piccoli mattoncini (o “bricks”, da cui il nome “Brickster”) che possano creare delle solide fondamenta linguistiche. Si parte da una parola o regola per volta, in modo da infondere nello studente sicurezza e fiducia, per poi unire più nozioni, giungendo così all’apprendimento di strutture complesse.Il tutto articolato in unità didattiche mirate a formare un corso omogeneo e adatto ai singoli studenti.

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Ogni lezione (per un totale di 50 per corso) introduce nuovi argomenti ma riutilizza anche tutti gli argomenti già affrontati nelle lezioni precedenti, permettendo di tenere a mente le strutture linguistiche già acquisite e superando così le possibili difficoltà di memorizzazione. Lo studio è ben strutturato, consolidato e integrato, gli apprendenti possono monitorare i propri progressi in maniera unica ed efficiente, divertendosi con il nuovo sistema dai contenuti multimediali e videogame di verifica per ottenere punti e feedback istantanei.

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Gli studenti possono accedere alla piattaforma quando e dove vogliono e tutti i corsi online Brickster sono acquistabili nella formula “soddisfatti o rimborsati” (con rimborso totale fino a 90 giorni). Già 50.000 iscritti formano la community di apprendenti di lingua inglese e il numero è in continuo aumento.

Se non siete ancora del tutto convinti, sarà utile allora sapere che Brickster ha vinto il prestigioso “Lovie Award”, il maggiore premio online che un sito di lingua inglese possa ricevere, insieme ad altri vincitori del calibro di BBC, Skype, TripAdvisor e The Guardian; e che la versione italiana ha, inoltre, ricevuto altri due premi come “Migliore Web New Entry”.

Brickster ridefinisce quindi gli orizzonti e il futuro dell’apprendimento dell’inglese.

A proposito dell'autore

Francesca Tantussi

Negli ultimi 8 anni ho vissuto in Germania, Spagna, Australia, Italia, Argentina e Irlanda, ma continuo a pensare che il meglio debba ancora venire. Scrivo di viaggi perché è una delle poche cose che so fare e perchè sono loro che scrivono me, giorno per giorno, avventura dopo avventura.

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4 Risposte

    • Marco
      Marco

      Grazie Domenico, sempre utile per i lettori avere dei riscontri anche da parte di altri utenti che hanno provato il servizio.

      Grazie per il tuo feedback.

      Rispondi
  1. Roberto Sanna

    Ciao Francesca, in che modo Brickster è più coinvolgente rispetto agli altri corsi online? In questi anni ne ho provato tanti e ho un buon ricordo di English town ma anche di altri.

    Rispondi
  2. Francesca

    Ciao Roberto, secondo me Brickster riunisce un po’ tutti gli aspetti positivi che si sviluppano nel corso dell’apprendimento linguistico di una lingua: a parte la struttura delle lezioni che prevede una parte di review per permette di ripetere e fissare regole e sintagmi precedentemente già visti, Brickster va oltre, se così si può dire, cercando comunque in generale di individuare i bisogni formativi dei singoli studenti. Ci sono poi molti altri corsi ben fatti e coinvolgenti, come hai detto anche te, a mio avviso questo rimane uno dei più avanzati e moderni nel mercato attuale 🙂 spero di esserti stata utile!

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