Quando l’Islanda chiama, l’unica cosa da fare è preparare la valigia. Sentivo il bisogno di visitare questo luogo da molto tempo, un bisogno talmente forte che mi ha spinto a fare il mio primo viaggio in solitaria.

Appena atterrato, mi dirigo immediatamente a Reykjavìk, purtroppo a causa del ritardo di otto ore del volo, ho potuto godere della bellezza di Reykjavìk solo per mezza giornata, ma è stata sufficiente per capire quanto sia accogliente questa città, colorata e con un’anima molto calorosa, a differenza di quello che si possa pensare di una città nordica. La chiesa di Hallgrìmskirkja è la prima attrazione che vado a visitare, la quarta struttura più alta d’Islanda, poi procedo verso la Sun Voyager collocata sul lungo mare, una struttura a forma di nave che simboleggia un’ode al sole.

Un altro punto di interesse è la sala da concerti Harpa, composta da più di 10.000 vetri di forme diverse che sia all’esterno che all’interno creano giochi di luce incredibili. Se dopo una lunga passeggiata vi viene fame e non volete spendere molto, vi consiglio di mangiare un hot-dog da Bæjarins Beztu Pylsur, il migliore che abbia mai mangiato, infatti la fila fuori dal chiosco lo dimostra.

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La vera Islanda però si trova fuori dalla città, incomincio il vero viaggio visitando il Circolo d’Oro , dove troviamo il parco nazionale Þingvellir – sede del primo parlamento al mondo- , il geyser Strokkur che erutta ogni 4-8 minuti e la cascata Gullfoss.

Gullfoss è solo una delle innumerevoli cascate che l’Islanda ci offre, nella costa Sud possiamo tovare Seljalandsfoss dove tramite un sentiero possiamo ammirare a 360° gradi il suo getto, poi c’è Skògafoss e la magica Svartifoss caratterizzata dalla presenza di colonne di basalto di forma esagonale di origine vulcanica. Nel Nord troviamo Selfoss e l’imponente Dettifoss con i suoi 100 metri di larghezza, la forza con cui l’acqua si getta nella gola non può altro che farvi restare a bocca aperta, poi troviamo Godafoss, la cascata degli Dei.

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Ci sono molti altri luoghi da vedere, come la scogliera di Dyrhòlaey, la spiaggia di Reynisfjara con le sue colonne di basalto e la sabbia nera, la laguna glaciale di Jökulsárlón, i fiordi orientali e la penisola di Snaefellsness. Molto suggestivo è anche il luogo dove si trova la carcassa dell’aereo DC-3, precisamente nella spiaggia di Sólheimasandur, per raggiungerlo ci vogliono 45 minuti di camminata sia all’andata che al ritorno. Se si intende fare whale watching consiglio le città di Húsavík e di Akureyri, vi anticipo che saranno visibili solo il dorso e la coda di queste creature, vederle completamente è molto improbabile. Per vedere l’aurora boreale è consigliabile il periodo tra la fine di agosto e inizi maggio, l’importante è avere un cielo sereno, sfortunatamente io sono riuscito a vederla solo per una notte sul lago di Myvatn.

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Degne di nota sono le Guesthouse, strutture all’avanguardia e molte pulite gestite da persone gentili disponibili e calorose come per la maggior parte degli Islandesi. Una grossa sorpresa è stata la cucina islandese, non è poco invitante e disgustosa come spesso viene descritta, almeno per alcuni piatti.

Post di Giacomo Mancinelli

Foto copertina emy de lema

A proposito dell'autore

Manuel Giannantonio

Giornalista, blogger e scrittore. Ma anche grande appassionato di viaggi e desideroso di vedere il più possibile di quanto questo mondo ha da offrire. Da New York a Istanbul, da Londra al Nepal, da Roma a Mumbai, ogni posto merita una visita.

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