Ho pensato che il modo migliore per raccontarvi il mio ultimo viaggio tra Perù e Bolivia sia quello di andare esattamente in ordine cronologico, ovvero accompagnarvi nel mio tragitto nell’ordine in cui l’ho fatto io così che possa essere di maggiore aiuto per chiunque organizzi il suo viaggio in modo simile al mio.

Atterrati a Lima (Peru) la mattina molto presto, con una navetta privata accordata preventivamente con il tour operator al quale mi sono affidata per questo viaggio (peruresponsabile.it) in circa 3 ore abbiamo raggiunto Paracas, una piccola cittadina porta d’accesso alla visita della Riserva di Paracas.

La Riserva Nazionale di Paracas è uno degli ecosistemi marini più ricchi al mondo. Si trova a breve distanza dalle cittadine di Pisco e di El Chaco. Si estende per una vasta area di circa 335.000 ettari ed è composta da una parte costiera, insulare e da una parte desertica interna. I primi due giorni del nostro viaggio li abbiamo dunque trascorsi qui e devo dire che non potevamo scegliere modo migliore visto che sin dalle prime ore abbiamo fatto il pieno di panorami mozzafiato, contatti ravvicinati con diverse specie animali e adrenalina che, chi mi segue lo sa, difficilmente manca nei miei viaggi.

Riserva di Paracas

Ecco quindi tre cose che, a mio parere, vanno assolutamente fatte nella riserva di Paracas

  • Un tour della penisola di Paracas

Quest’area che si affaccia sull’Oceano Pacifico, è ricca di punti panoramici che consentono di godere della bellezza dei paesaggi circostanti.

Riserva di Paracas

I punti da non perdere sono, prima di tutto, la spiaggia di Yumaque e La Catedral, chiamata così per la forma che l’oceano ha dato agli scogli della costa, che però purtroppo oggi altro non è che un faraglione poiché fortemente danneggiato dal terremoto del 2007.

Riserva di Paracas

La vista è comunque mozzafiato e l’incontro tra deserto e mare, mediato da alte scogliere, trova in questo luogo il suo picco di splendore. Ci si può poi spostare alla spiaggia El Raspon, bellissima perché protetta da un anfiteatro roccioso che le dona un fascino speciale per poi finire a Lagunillas, una tranquilla baia con sabbia bianca.

Riserva di Paracas

  • Isole Ballestas

Forse le avrete sentite anche chiamare Galapagos peruviane, fatto sta che, sebbene io, le vere Galapagos, non le abbia ancora visitate, queste isole vanno assolutamente esplorate anche solo per la straordinaria presenza di differenti specie animali che offrono: uccelli (tra i quali cormorani, gabbiani, avvoltoi, sule e starne), i pinguini Humboldt, otarie e leoni marini.

Isole Ballestas

Isole Ballestas

Il tutto lo si può vedere solo tramite un’escursione in barca di circa due ore che parte tutte le mattine alle 8. Nel corso di questo tour in barca è anche possibile avere un’angolazione privilegiata per la vista del famoso Candelabro di Paracas, un geoglifo lungo 150 metri che prepara alla successiva tappa alla visita delle linee di Nasca.

Isole Ballestas

Una delle scene che ho ancora impressa negli occhi è la moltitudine di uccelli che ha accompagnato il nostro rientro al porto con un volo rasente l’acqua proprio a pochi metri dalla nostra imbarcazione: come sentirsi dentro un documentario!

Isole Ballestas

  • Jeep Surfing e sand boarding all’Oasi di Huacachina

Come vi anticipavo, da brava ricercatrice irrefrenabile di adrenalina, non potevo certo farmi mancare la tappa a Huacachina, un’oasi nel deserto a soli 4 km da Ica. Proprio per questo, dopo il tour in barca alle Isole Ballestas, ci siamo diretti qui, luogo molto turistico e meta privilegiata dai backpackers.

Oasi di Huacachina

Io vi consiglio di lanciarvi in entrambe le attività proposte, ovvero un giro in dune buggy per provare l’ebrezza dei vuoti di stomaco saltando tra una duna e l’altra e il sand boarding, attività praticabile davvero da chiunque ma che io ho trovato molto divertente. Distesi su una tavola di legno, ci si lancia dalla cima di una duna raggiungendo il fondo in pochissimi secondi a forte velocità.

Oasi di Huacachina

In questi due giorni abbiamo soggiornato a Paracas che ha una posizione strategica per muoversi comodamente nei vari luoghi sopra descritti. Io ho soggiornato nell’hotel Santa Maria che mi sento di consigliare vivamente per l’ottimo stato della struttura e l’attenzione nella pulizia.

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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2 Risposte

    • Eletrotter

      A dirti la verità io di punti di ristoro non ne ho visti ma non ci ho fatto molta attenzione perché noi abbiamo poi pranzato altrove

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