Il focolare alto due metri era stato acceso al mattino, prima ancora che i primi visitatori arrivassero. L’aria odorava di soffritto di carote, e guardando nel pentolone al centro del focolare, il mio stomaco ne ebbe conferma. La stanza iniziava a riempirsi di voci e clic di macchine fotografiche. La guida ci fece prendere posto sulle grandi panche disposte ai lati della sala, ricoperte di pelli di renna. Siamo a Lofotr Vikingmuseum di Borg, a quindici chilometri da Leknes, sull’ isola di Vestvågøy, nell’ arcipelago delle Lofoten, in Norvegia.

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Ci troviamo all’ interno di una casa vichinga, una delle più grandi del paese, risalente al VI° secolo dopo Cristo. Posizionata su di una collina in linea coi venti, questo faceva sì che le abbondanti nevicate la nascondessero alla vista. Gli inverni qui non sono così rigidi come potremmo immaginare, almeno sulla costa, soggetta all’ influenza della corrente del Golfo, che fa sì che le temperature non scendano mai troppo sotto lo zero, soprattutto in febbraio, il mese più freddo dell’ anno, quando il termometro arriva a segnare meno dieci gradi centigradi.

Il salone delle feste è rettangolare, con tetto spiovente ed una singola apertura sul soffitto, usata sia per far entrare la luce che l’ aria. Enormi pilastri in legno sostengono la struttura. In nessuna delle stanze visitate, su una superficie di 83 metri di lunghezza per nove metri di larghezza, ci sono finestre. Le mura sono di spesso legno, isolato dall’ esterno da uno strato di torba ed altro legno, così come il tetto, costruito nella tradizione scandinava, con erba a fare da ottimo isolante. La guida iniziò il suo discorso illustrando come era la vita all’ interno della casa del capo del clan.

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I Vichinghi erano un popolo molto ben organizzato, suddiviso in clan, ognuno dei quali aveva un suo reggente, identificato all’ interno di un gruppo di persone tra le più capaci e carismatiche. Ogni anno i capo clan si riunivano in consiglio per discutere delle leggi e tutti i cittadini liberi vi prendevano parte. Il salone ospita il trono del reggente, dove i padroni di casa sedevano con i loro ospiti. Per i Vichinghi era molto importante poter dimostrare di avere degli avi illustri, degli Dei come capostipiti della famiglia. Nell’ abitazione di Borg sono stati infatti rinvenuti sottili foglietti d’ oro raffiguranti una coppia, che si pensa possano essere Odino e Skade, in un angolo del salone centrale, vicino al trono del reggente della casa.

Le stanze seguenti dell’ abitazione raccolgono oggetti o sue riproduzioni risalenti sia all’ uso quotidiano che alla cosmologia norrena. Da ultimo, nello spazio che era occupato dalle stalle, una sorta di fucina dei mestieri coinvolge direttamente i visitatori, che oltre a vedere come venivano realizzati gli abiti di quel tempo, possono partecipare in prima persona, unendosi al personale presente, vestito coi costumi d’ epoca.

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Tracce dei Vichinghi sono visibili anche sulle cime del monte Dalsnibba, che sovrasta la valle del Geirangerfjord. Aguzzando la vista è possibile vedere i varden, torri che venivano incendiate in caso di avvistamento di nemici, come avvertimento, poiché erano visibili fino a fondo valle. Ricordate la scena de Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re, in cui Gondor, tramite Pipino, chiede aiuto ad Edoras, tramite un sistema di torri incendiate di cima in cima, fino a coprire l’ intera distanza tra i due regni? Il funzionamento dei varden era lo stesso.

Consigli di viaggio

Noi siamo arrivati in nave con una crociera organizzata al porticciolo di Leknes, da cui ci si impiega più o meno mezz’ ora per raggiungere il sito. Per chi invece stesse visitando la Norvegia in automobile, arrivati alle isole Lofoten, di cui vi ricordiamo raggiungibili via mare con traghetti che effettuano la tratta Bodø – Moskenes, e Melbu – Fiskebøl, seguite la E10 direzione tra Narvik – Sortland – Svolvær, che passa di fronte al museo vichingo. Ampio parcheggio disponibile per automobili e camper. Se invece state seguendo l’ Hurtigruten, il traghetto approda due volte al giorno sia a nord che a sud, fermandosi a Stamsund – dista 28 chilometri da Borg – e Svolvær.

Per chi viaggia in aereo, gli aeroporti più vicini, in ordine crescente di distanza dal museo, sono quello di Leknes a 15 chilometri, Svolvær a 60 chilometri ed Evenes a 260 chilometri.

Il biglietto di accesso costa 140 NOK, circa 15 euro dal primo gennaio a metà giugno e da metà agosto al 22 dicembre; 160 NOK, circa 17 euro dal 16 giugno al 15 agosto.

Immagine di copertina: Nord Norge

A proposito dell'autore

Silvia Paparella

La mia passione per i viaggi è iniziata da adolescente quando a 15 anni sono stata a Londra per una vacanza studio. Una volta maggiorenne, e con qualche soldo in più nelle tasche, ho iniziato a porre le mie bandierine sui luoghi visitati e sui "prossimamente", aggiungendo a questa la mia passione per la fotografia.

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