Simbolismo. Spiritualismo. Primitivismo.
La mostra “I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia” , in scena nell’austero Palazzo Roverella a Rovigo, è un incontro da non perdere per chi ama il racconto emozionale dei Nabis e di grandi artisti quali Gino Rossi, Felice Casorati, e il livornese Oscar Ghiglia, amico di Modigliani.

In un percorso che si snoda tra sale decorate da grandi pannelli dai colori saturi, il visitatore scopre un’arte fatta di gesti comuni, di quotidianità, il tutto descritto e raccontato con pennellate mirate a restituire l’anima delle cose, e l’essenza delle persone. Un viaggio fatto di colori ed emozioni, partendo dalla Bretagna di fine Ottocento dove uomini e donne in costumi folkloristici e impegnati nel lavoro, diventano soggetti perfetti per le tele di Charles Cottet: è così che i volti di donne imponenti, incorniciati dalle tradizionali cuffie bianche, spiccano in opere dai colori cupi e drammatici, che rievocano una fatica quotidiana a cui cornice fa il colore del mare di Pont-Aven.

Da “Nei pressi del mare” di Cottet, alla “Sant’Anna di Bretagna” dello scozzese Robert Brought, è evidente la ricerca di un nuovo linguaggio artistico che si allontani con forza dall’impressionismo di Manet, Monet e Renoir. Anche nelle opere dello svizzero Cuno Amiet – ad esempio nel dipinto intitolato “Paesaggio estivo con tre alberi”, realizzato nel 1905 – vi è il rifiuto della verosomiglianza e del naturalismo.

I colori dunque si fanno piatti, sintetici, delimitati da linee nette sulla scia del cloisonnisme, una tecnica diffusa nel medioevo che vedeva i colori delle vetrate contornati da piombo scuro. Non vi sono sfumature cromatiche, ma solo colori puri stesi con pennellate veloci. Forme e colori si semplificano in un mondo di immobilità e silenzio, come nell’opera di Emile Bernard “Donne bretoni sulla spiaggia e covone di alghe”, del 1888, dove protagonisti sono i copricapi bianchi e gli abiti blu di alcune donne immerse in un paesaggio rurale.

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Nabis” – scrive il prof. Giandomenico Romanelli, Curatore della mostra – “è la definizione che un gruppo di giovani artisti che gravitavano per lo più su Pont-Aven da di sé, fin dal 1889. Profeti di un’arte nuova, ingenua e semplificata, dal disegno sintetico e dai colori piatti, compatti e luminosi come lacche. Il movimento si sviluppa per una decina d’anni (1889-1900) presentandosi come una corrente serrata ed omogenea, nonostante le differenze e le articolazioni al suo interno, spesso sulla scia e l’insegnamento di Gauguin“.

In questa mostra sfilano così opere prestigiose di Paul Sérusier, Maurice Denis, Paul Ranson, Jan Verkade, Georges Lacombe, accompagnati da “testi chiave” impressi sulle pareti delle sale, che raccontano di un lessico pittorico basato sull’essenzialità.

A metà del percorso, dopo le sale che raccolgono le opere di artisti francesi e quadri di collezioni private svizzere, spiccano i capolavori della pittura italiana d’avanguardia di cui artefici sono, tra gli altri, Gino Rossi, Oscar Ghiglia e Cagnaccio di San Pietro.

Nell’ultima sala è impossibile non soffermarsi ad ammirare l’opera “La camicia bianca o Donna che si pettina” di Ghiglia, dove i capelli sono una grande macchia scura, compatta e setosa, che pone in risalto il bianco della camicia con ruches della donna. O ancora le opere di Mario Cavaglieri, dove la pennellata lascia un grumo di colore sulla tele, inspessendone qua e là i tratti.
Eleganza e poesia, di cui perno è innegabilmente il fascino della semplicità.

La mostra, finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (www.fondazionecariparo.net), resterà aperta fino al 14 gennaio 2017. Per le scuole non mancano le proposte per percorsi e laboratori didattici, mentre la domenica sono attivi dei laboratori speciali per bambini e famiglie. Per tutte le informazioni relative alla mostra è possibile consultare il sitowww.palazzoroverella.com, [email protected], oppure contattare lo 0425.460093

Consigliatissima la visita alla Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile situata all’interno di Palazzo Roverella (gratuita presentando il biglietto della mostra) dove potrete ammirare opere di straordinaria bellezza firmate da Giovanni Bellini, Palma il Vecchio, Tiziano Vecellio e Jacopo Tintoretto.

gauguin

A proposito dell'autore

Heidi Busetti

Il viaggio, la scoperta, l’incontro. I nuovi territori, il mare color del vetro, il cielo che cambia d’abito in ogni angolo della terra. Viaggiare è per me come respirare, come rinascere, come dare linfa alle mie radici e nuove piume alle mie ali. Sono giornalista e scrittrice e forse il mio nome così singolare è stata la chiave per aprirmi e scoprire nuovi mondi, nel quale tuffarmi a braccia aperte.

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