Che l’Appia Antica fosse la “regina delle vie” era un dato certo all’epoca dell’Antica Roma, ma è una certezza anche oggi, per chiunque abbia il piacere di percorrerla per qualche chilometro. Questa antica strada infatti, nonostante siano passati più di 2000 anni dalla sua costruzione, mantiene ancora un fascino unico, grazie alla perfetta commistione tra natura e archeologia, che la rende una delle mete più ambite per chi visita la Capitale.

Il suo tracciato è molto lungo e inizia oggi da Porta San Sebastiano – dove è allestito un interessante museo sul circuito delle Mura Aureliane con ingresso gratuito – edarriva, nel tratto subito fuori città, fino a Frattocchie, anche se in generale l’Appia raggiunge Brindisi!

Il primo tratto, molto ben conservato, offre ai visitatori numerosi importanti monumenti da visitare: la famosa chiesetta del Quo Vadis, dove secondo la tradizione Gesù sarebbe apparso a Pietro; alcune Catacombe come quelle di San Sebastiano; la grandiosa villa costruita dall’imperatore Massenzio, oltre a numerosi e variegati monumenti funebri.

Tra questi ultimi spicca per mole ed imponenza il famoso Mausoleo di Cecilia Metella, divenuto nei secoli il simbolo di questa via e più in generale uno dei monumenti più noti di Roma.

Mausoleo di Cecilia Metella - Roma, Appia Antica

Il mausoleo venne costruito intorno alle seconda metà del I secolo a.C. per contenere le spoglie mortali di Cecilia Metella, una facoltosa matrona romana di cui purtroppo sappiamo ben poco. Una targa marmorea con iscrizione posta sulla fronte della tomba, ci informa che la donna era figlia di Cecilio Metello Cretico – un glorioso generale che conquistò gli onori del trionfo grazie alla sottomissione di Creta – e che era moglie di un certo Crasso, forse figlio del più noto console romano Marco Licinio Crasso.

Di più non sappiamo e questo ci fa supporre, con una nota di tristezza, che questo glorioso mausoleo più che alla memoria di Cecilia fosse dedicato alla glorificazione della sua famiglia.

Quale che fosse la vera ragione della sua edificazione, possiamo ben dire che il Mausoleo ancora oggi impressiona il visitatore per le sue dimensioni, nonostante nel corso dei secoli sia stato profondamente manomesso e soprattutto riutilizzato per scopi totalmente differenti. Infatti, già in epoca medievale, il portentoso cilindro su alto podio rettangolare di cui si compone venne trasformato in fortezza da alcune delle potenti famiglie del tempo, tanto che nel 1300 non fu difficile per la famiglia Caetani ricavarne il mastio principale di un’importante fortezza.

Mausoleo di Cecilia Metella - Roma, Appia Antica

Questa famiglia, salita al potere grazie a Benedetto, meglio noto come Bonifacio VIII – il papa poco “simpatico” a Dante! – controllava all’epoca la parte sud di Roma e pensò che fosse estremamente efficace realizzare un castello sfruttando proprio il mausoleo preesistente. Ed ecco che la tomba, avendo perduto ormai da molti secoli la sua funzione, venne dotata di merlature, di un camminamento di ronda e di nuovi interni.

Tutto intorno al monumento sorge ancora oggi la residenza della nobile famiglia dei Caetani: un tipico esempio di architettura fortificata medievale, con influenze provenienti dal nord Europa. È molto suggestivo quindi poter camminare all’interno delle stanze che la compongono, con le alte pareti in pietra, le splendide bifore marmoree, ammirando ciò che resta dell’antico apparato decorativo.

E ancor più affascinante è poterlo visitare di sera (in estate il monumento è aperto infatti fino alle ore 11 nella sera del venerdì), poiché non essendo più rimasto nulla del soffitto, sopra di noi potremo ammirare un fantastico cielo stellato! All’interno poi, da alcuni anni, è stato allestito un piccolo Antiquarium con alcuni preziosi reperti ritrovati lungo l’Appia: raffinati sarcofagi marmorei, preziose statue togate, urne cinerarie e varie decorazioni appartenute a monumenti funebri. Sarà così possibile anche ripercorrere gli usi e i costumi funerari degli antichi romani.

Inoltre, scendendo nel livello sotterraneo, è possibile giungere nel punto in cui, sin dai primordi, gli uomini estraevano materiale da utilizzare nell’edilizia. Una cava di tufo infatti corre sotto tutta questa area e fu sfruttata per secoli dagli abitanti del posto, grazie allo scavo di appositi tunnel.

Tornando in superficie è possibile poi entrare all’interno del mausoleo vero e proprio: un’enorme stanza cilindrica a cielo aperto, oggi completamente vuota. Non rimane infatti nulla né della decorazione originale, né tanto meno degli interventi successivi. Solo dall’esterno quindi è possibile notare il ricco motivo decorativo che cingeva la fascia superiore del mausoleo: una serie di “bucrani” – cioè crani di bue – tra cui pendevano festoni vegetali, entrambi simboli di rinascita e fertilità. Al centro del motivo si scorge poi un rilievo di armi: altro chiaro riferimento alle glorie della famiglia.

Chiesa di San Nicola a Capo di Bove - Roma, Appia Antica

Ma le sorprese non sono finite. Infatti di fronte a questo complesso, attraversata la via Appia che in questo tratto conserva ancora i basolati antichi, è possibile individuare parte del circuito murario che cingeva il castello – con tanto di torrette di avvistamento – e la deliziosa e diroccata chiesetta di San Nicola datata 1300. Questa, di cui restano solo le pareti laterali esterne e il bel campanile a vela in facciata, è uno dei rarissimi esempi di architettura gotica cistercense presente a Roma! Era la cappella palatina del complesso, che si estendeva per molti ettari, includendo all’interno una buona parte della via Appia.

Chiesa di San Nicola a Capo di Bove - Roma, Appia Antica

Un viaggio davvero da non perdere quello lungo la Regina Viarum, che può regalare continue sorprese e attimi di vero relax!

A proposito dell'autore

L'Asino d'Oro

L’Associazione Culturale “L’Asino d’Oro” nasce nel 2013 dall’incontro di tre giovani archeologi (Ilaria Brera, Federica Padovani e Ghiath Rammo) con la passione per Roma e l’Antico Oriente. L'Associazione organizza visite guidate e passeggiate per adulti e bambini alla scoperta della capitale.

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