Durbuy si presenta ai turisti come “la città più piccola del mondo” e, vero o no che sia, è davvero una bomboniera immersa nelle foreste delle splendide Ardenne.

Non è stato semplice per me raggiungere Durbuy. Non avevo un’auto e mi muovevo con i mezzi pubblici. Ho preso un treno che da Bruges mi ha portato a Barvaux, un piccolo paesino dalle case basse ma senza nessuna particolare attrattiva. Da lì sono salito su un autobus, l’ultimo credo, che mi ha portato fino alle porte di Durbuy.

L’impatto col piccolo borgo è stato straordinario. Ero circondato da alberi alti e maestosi, dalle cui fronde si intravedeva il castello di Durbuy. Purtroppo è privato quindi non è consentito l’accesso ai viaggiatori, nemmeno ai più temerari.

La prima fondazione del castello risale al Medioevo, ma la struttura che si può ammirare oggi è il risultato di un’attenta ricostruzione della metà del ‘700. La struttura si integra benissimo con la natura circostante. Intorno al castello si estende il piccolo borgo con case in pietra, vicoli basolati e una vista splendida sull’Ourthe, il fiume che divide in due parti Durbuy.

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La cosa che più mi ha sorpreso del fiume sono stati i giochi cromatici che si venivano a creare nell’acqua. Il fondale brulicava di specie vegetali che sotto i colpi dei raggi solari creavano effetti da cartolina. Tra i palazzi storici il più importante è di sicuro la Halle, l’antico mercato a cui giungevano commercianti da ogni parte delle Ardenne, per vendere e comprare oggetti da lavoro e derrate alimentari.

Come faccio sempre nei miei viaggi culturali europei, anche per il Belgio avevo programmato il mio itinerario e avevo deciso di inserire Durbuy come punto cardine da cui partire per esplorare anche i dintorni. Questo perché il borgo è molto piccolo e in poche ore si riesce a esplorarlo completamente.

Nella piazza centrale, a pochi passi da un’imponente parete rocciosa, si trova l’ufficio informazioni. Il personale, cordialissimo, indica tutti gli itinerari escursionistici che si arrampicano su per le montagne circostanti.

Alloggiare a Durbuy è la soluzione ideale, soprattutto se ti piace seguire itinerari fuori dai soliti percorsi turistici. Perdersi per i boschi delle Ardenne è una bella esperienza, un vero toccasana per corpo e mente.

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Da Durbuy ho poi deciso di spostarmi a Dinant, una delle mete culturali più belle che ho visitato in Belgio. Una di quelle cittadine che non dimentichi tanto facilmente.

La storia di Dinant è stata sempre caratterizzata da eventi turbolenti che l’hanno resa più volte un campo di battaglia. La prima di cui i cittadini hanno memoria risale al 1466 quando il re di Borgogna, Carlo il Temerario, distrusse tutta la città. Un altro evento non meno grave si registrò durante la prima guerra mondiale, quando la popolazione di Dinant venne decimata e la maggior parte delle case rase al suolo, come rappresaglia per l’opposizione all’occupazione tedesca.

Dinant è dominata dall’alto dall’antica cittadella costruita nel 1818. Una roccaforte militare che torreggia sulla collina proprio sopra la chiesa principale della città, la bella Église Notre-Dame, inconfondibile con la sua caratteristica guglia a cipolla.

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A pochi passi dalla Chiesa di Notre Dame, consiglio di prendere la funicolare e salire sulla collina. L’unico modo per esplorare tutta la fortezza ottocentesca è al seguito di un tour guidato. Ne vale davvero la pena! Al suo interno si trovano stanze arredate e manichini che simulano scene di vita ed eventi storici accaduti nel forte.

Tutta la città si sviluppa lungo la Mosa e molti viaggiatori ne approfittano per una gita sul battello con destinazione Anseremme o Freyr, dove si trova un bellissimo castello rinascimentale con meravigliosi giardini in stile italiano.

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A circa un chilometro dal centro di Dinant si può visitare l’Abbaye de Leffe, centro religioso e culturale di grande importanza. La struttura risale al XV secolo e oggi ospita ancora una cospicua comunità di monaci. Di fronte all’Abbazia, da aprile a ottobre, potrai visitare il Museo dell’omonima birra, che viene prodotta da secoli in questo territorio.

Tornando al centro città di Dinant, ti accorgerai di sicuro dei chiari riferimenti al sassofono. Un omaggio ad Adolphe Sax, nato a Dinant nel 1814. A lui il mondo intero deve l’invenzione del noto strumento musicale, il sassofono, brevettato nel 1846. Come spesso accade per le grandi invenzioni, non se ne comprese subito il reale valore e questo costrinse Sax a morire estremamente povero alla fine dell’800.

Oggi la casa del celebre inventore e costruttore di strumenti musicali è un grazioso museo, che ogni anno viene visitato da un gran numero di musicisti e appassionati di musica, che si raccolgono in un devoto pellegrinaggio.

A proposito dell'autore

Alessandro Valenzano

Archeologo con la passione per i viaggi culturali. Viaggiare per me è imparare continuamente qualcosa di nuovo. Adoro fotografare in bianco e nero.

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