Per il mio viaggio in Norvegia volevo organizzare qualcosa di diverso, che mi permettesse di immergermi totalmente nell’atmosfera magica di questa terra e di conoscerla da vicino. Sono arrivata con la mia amica Sara a Oslo in un pomeriggio di giugno, per poi prendere da lì alle 22.30 il bus notturno che ci avrebbe fatto attraversare la Norvegia in tutta la sua larghezza, fino a Førde, città a sud-ovest del paese.

Iniziava la nostra prima esperienza come workawayers, ovvero volontarie che, in cambio di vitto e alloggio, offrono un aiuto concreto all’ospitante. Lill, la simpaticissima signora che ci ha accolte a Førde, aveva appena affittato una grande casa blu a Stongfjorden, un paesino a 48 km da lì, su un’insenatura del Sunnfjord. La casa non veniva toccata da 15 anni e doveva quindi essere completamente ripulita e decorata ed ecco che siamo entrate in azione Sara ed io, armate di creatività.

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I primi due giorni siamo rimaste a Førde, che ha circa 10 000 abitanti ed è un importante centro nella regione di Sogn og Fjordane dal punto di vista economico e industriale, con grandi negozi e centri commerciali che attirano clienti da tutta la zona circostante, ma interessante anche in senso culturale e turistico: il Sogn & Fjordane Art Museum, museo di arte contemporanea, e soprattutto il Førde International Folk Music Festival sono conosciuti da molte persone in tutto il paese.

Per andare a Stongfjorden ci siamo spostate in macchina. È incredibile come in Norvegia anche un semplice viaggio in auto possa trasformarsi in un’esperienza unica: i paesaggi lasciano a bocca aperta, che si tratti di attraversare un bosco o di costeggiare un fiordo con il riflesso della roccia nell’acqua ghiacciata. Dopo quasi un’ora abbiamo raggiunto il piccolo centro di Stongfjorden che sorge in una valle all’estremità di un’insenatura del fiordo ed è costituito da poche case e negozietti raccolti intorno al bar centrale, che è anche un supermercato, di fronte alle imbarcazioni attraccate degli abitanti. La casa blu si trova a 7km dal centro: per tre settimane abbiamo quindi vissuto davvero nel mezzo del nulla, avvolte dal silenzio del fiordo e a diretto contatto con la natura.

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Costruita sul fianco della montagna, la casa di Lill è circondata da campi e prati verdi, boschetti e ruscelli che ospitano numerose specie animali. Durante le nostre passeggiate e biciclettate abbiamo avvistato più di qualche volta cervi e scoiattoli per niente intimiditi e anche conigli e animali al pascolo. Inoltre, erbe e piante di ogni tipo ci sono servite per preparare tisane, saponi fatti in casa e sciroppi. I gabbiani volavano e gracchiavano costantemente sopra alle nostre teste e, con un po’ di fortuna, era possibile avvistare addirittura lontre, orche, delfini e piccoli squali, secondo il momento della giornata e il periodo dell’anno. I rilievi di Stongfjorden nascondono anche delle iscrizioni vichinghe, visibili su delle grandi rocce piatte vicino all’acqua. Infine, percorrendo la strada asfaltata fino alla fine, si giunge al punto in cui il fiordo incontra l’oceano e la visuale è a dir poco mozzafiato.

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La seconda settimana abbiamo passato tre giorni on the road con un amico di Lill, autista di linea, che per lavoro percorre tutta la lunghezza del Sognefjorden, il fiordo più lungo e più profondo della Norvegia, fino al centro di Sogndal. Abbiamo incontrato Sigmund a Vadheim, luogo in cui il Sognefjorden raggiunge il suo punto più profondo: 1308m. Le montagne erano coperte di nebbia, l’aria fredda e l’acqua immobile e noi lì, a fissare quello spettacolo, come se il fiordo ci parlasse. Poi siamo ripartite con Sigmund per Høyanger, dove lui abita e abbiamo pernottato lì. La cittadina ha circa 2000 abitanti ed è completamente circondata da imponenti pareti rocciose, caratteristica che ha permesso lo sviluppo dell’industria idroelettrica nella zona.

Il giorno dopo abbiamo continuato il viaggio fino a Sogndal. Questa città è il luogo ideale per svolgere attività come kayak, mountain bike ed escursioni, ma è anche nota per le sue chiese antiche, in particolare quella di Kaupanger, e per essere la città natale di Gjest Baardsen, un importante personaggio folkloristico locale, scrittore fuorilegge evaso numerose volte dalla prigione. Qui si trova anche la fabbrica delle marmellate Lerum, parte integrante della dispensa di ogni norvegese. Il giorno dopo abbiamo fatto ritorno alla Blå Huset, accompagnate in auto da Sigmund, stanche ma soddisfatissime. Prima di tornare a Stongfjorden ci siamo fermati a Dale e Askvoll, altre due suggestive località sul Sunnfjord, collegate tra di loro da un imponente ponte inaugurato nel 2013.

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Il 20 luglio siamo ripartite da Førde con il bus notturno per Oslo, che in realtà di notturno aveva ben poco data la brevità delle notti estive norvegesi. La luce del sole, sempre alto, sembrava non volesse lasciarci partire.

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Foto copertina di Enrico Buniva

A proposito dell'autore

Studentessa in traduzione e interpretariato a Bruxelles, sono attualmente in Erasmus ad Heidelberg, in Germania, ma le mie radici sono interamente trevigiane ;) Viaggiare è diventato un mio vizio incurabile e una grande passione che mi piace condividere anche attraverso la scrittura.

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