Quando si parla di Marocco una delle mete più suggestive è sicuramente Marrakech. In questa città ai piedi della catena montuosa dell’Atlante la vita ed il tempo hanno un loro modo di scorrere tutto particolare.

Superate con pazienza le file per i timbri sui passaporti in aeroporto, varcate l’uscita e sarete subito immersi nella vita della città; se non avete organizzato il transfer con il Riad che vi ospita, prendete un taxi che vi porti a destinazione avendo prima cura di concordare il prezzo della corsa. Culturalmente la contrattazione fa parte della vita quotidiana, che voi stiate comprando una borsa, un tappeto, una teiera o una corsa in taxi è abitudine cercare uno sconto che in genere può variare dal 30 al 60 percento in base al vostro interlocutore e ad una serie variabile di ripensamenti da parte vostra. In poco tempo sarete diventati abili commercianti e riconoscerete il vero valore di ciò che state comprando.

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Il centro culturale di Marrakech è la piazza Jamaa-el-Fna, detta “La Place”, luogo di incontro che muta le sue funzioni nel corso della giornata, considerata dall’UNESCO uno tra i  “Patrimoni orali e immateriali dell’umanità”.  In questa piazza durante il giorno troverete  una grande concentrazione di attività tradizionali, dai cantastorie agli incantatori di serpenti, dai musicanti ai chiromanti fino ai cavadenti. L’atmosfera che si respira è permeata di umanità e di tradizioni vecchie di secoli, di persone che ascoltano e guardano con stupore lo spettacolo che si svolge davanti ai loro occhi. Divisa in varie zone ma senza segni tangibili di separazione troverete anche i venditori di spremute,  le abilissime tatuatrici con hennè e i venditori di frutta secca.

Magicamente dopo le 5 del pomeriggio la piazza prende nuova vita, arrivano i carretti trainati dagli asini con le attrezzature per montare i banchi e le cucine che tra pentole fumanti e tamburi dal ritmo incessante faranno da colonna sonora a questo quadro di un caos meraviglioso. Salite sulle terrazze dei Caffè che circondano La Place e assaporate il caratteristico tè alla menta, da qui potrete avere un’ottima visuale d’insieme su tutto il fervore sottostante. Ora entrate a far parte della scenografia. Girate tra i vari banchi e selezionate quello che vi ispira di più senza farvi catturare dal primo cameriere che si avvicina, rispondente gentilmente “No, merci” e dopo un paio di volte vi lasceranno proseguire per la vostra strada.

Potrete assaporare l’ottimo Tajine di pollo o di agnello sapientemente speziato, magari accompagnato dalle kefta e dalle verdure cotte, oppure assaggiare il cous cous condito con carne o verdure. Un piatto tipico, soprattutto durante il Ramadan, è l’Harira, una zuppa di pomodoro, carne e verdure cucinata con mille varianti di spezie e legumi che solitamente si accompagna con dei datteri. Uno dei miei piatti preferiti è la Pastilla, ovvero uno sformato di pasta sfoglia ripieno di carne di pollo o agnello, la parte superiore è ricoperta da zucchero di canna, cannella mandorle. Un sapore strano che saprà conquistarvi.

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Dalla piazza Jamaa-el-Fna, potrete inoltrarvi nella Medina tra i Suq, che si articolano in una serie infinita di botteghe e negozi. Troverete quello della lana, dei tappeti, del pellame, dei tintori, dei gioiellieri e ne potrete scoprire molti altri perdendovi nel dedalo di viuzze e piazzette che li caratterizzano. Considerate sempre che ogni commerciante cercherà di vendervi la sua merce  decantandola in ogni modo, non temete perché anche questa è parte della tradizione e del colore che anima il Marocco. Sarete sempre liberi di rispondere “No, merci” accompagnandolo ad un sorriso e passare oltre. Diffidate però da chi vi vuole portare in giro e fare da guida, molto probabilmente poi vi chiederà dei soldi o vi porterà nel suo negozio o in quello di un suo amico per vendervi qualcosa, siate sempre cortesi ma determinati nel rifiutare l’invito.

Se cercate una guida chiedete al Riad che vi ospita e sarete più tranquilli, la nostra ci ha portato alla scoperta della Marrakech meno turistica tra botteghe e laboratori artigianali dove fanno a mano le bellissime lampade traforate, tra abili ebanisti e tessitori di stoffe. Ci siamo protetti dagli odori forti del Suq dei conciatori nella zona orientale della Medina con delle foglie di menta mentre assistevamo al rito millenario della concia delle pelli di capra che si tramandano di generazione in generazione. Qui, per poter effettuare una visita dovrete affidarvi ad un membro della conceria che alla fine dell’interessante giro vi condurrà nel negozio di famiglia per fare degli acquisti, prendete anche solo un piccolo oggetto e ricordatevi di trattare sul prezzo!

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Per pranzare vi consiglio la cooperativa Amal, creata da donne in cerca di lavoro che qui fanno dei periodi di formazione, il Caffè des Epices con una buona zuppa di legumi, Chez Brahim con un buon Zaalouk piatto a base di melanzane. Se volete provare il cibo di strada lasciatevi pure tentare da uno dei tanti locali che troverete sul vostro percorso, vi accoglieranno e cercheranno di servirvi al meglio cercando di farsi capire in francese, forse sarete gli unici turisti ma avrete il ricordo della più autentica cucina marocchina.

Visitate la Medersa di Ben Youssef e rimarrete incantati dai muri di pietra, dai pannelli di legno scolpiti come se fossero il più pregiato pizzo, seguite il percorso che conduce alle cellette dove gli studiosi del Corano alloggiavano e ammirate infine la sala della Preghiera in fondo al cortile.

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Marrakech è una città in cui  convivono una parte orientale araba e africana nella città vecchia dentro le mura e una parte più occidentale, di lingua francese che popola la città nuova. In questo luogo hanno saputo trovare un equilibrio e convivono culture differenti. La città ha saputo affascinare personaggi del calibro di Winston Churchill e Yves Saint Laurent di cui rimane ancora oggi la sua casa museo dei Giardini Majorelle un’oasi di verde e di tranquillità nel caos della città.

Se avete il tempo per un’escursione da fare in giornata vi consiglio di andare a vedere Essaouira a circa 200 km da Marrakech. Chiedete al vostro Riad, vi organizzerà il viaggio, noi all’andata abbiamo fatto tappa in una piccola cooperativa di donne che producono il prezioso Olio di Argan, vi faranno vedere il lungo processo di estrazione tradizionale e potrete poi acquistare i loro prodotti.

Essaouira è una città che vi catturerà con la sua fortezza, la sua Medina ed il suo mare strepitoso.

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Non mancate di andare al porto appena arrivati, potrete vedere gli ultimi pescherecci che rientrano dal mare e scaricano il pesce al molo. Lasciatevi conquistare dai banchetti del porto che servono il pesce appena arrivato, con pochi Dirham farete un pranzo da re. Dopo il giro  nella Medina ritagliatevi una breve pausa in spiaggia per assaporare il profumo dell’oceano e guardare i kitesurf volare tra cielo e mare.

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Siate aperti alle persone, alle tradizioni e alle usanze e Marrakech saprà lasciarvi un ricordo indelebile della sua storia e dei suoi abitanti.

Dove dormire a Marrakech



Foto copertina Scott Rae

A proposito dell'autore

Andrea Nesta

Architetto, milanese di nascita e adottato dal Mondo sono convinto che ogni viaggio sia la premessa per organizzare il successivo. Mi piace la confusione della città come il silenzio dei deserti, catturare immagini e raccontare di nuovi luoghi e' sempre raccontare anche un po' di se stessi.

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