Cos’è il progetto “Terra dei Patriarchi”? Gli organizzatori amano definirlo come “il percorso sul filo delle emozioni” e ha come obiettivo quello di promuovere le ricchezze e le tipicità della provincia di Udine attraverso il percorso ciclo-turistico della Ciclovia Alpe Adria Radweg. Questo percorso, lungo circa 400 km, congiunge Grado (Friuli) a Salisburgo (Austria) regalando scorci di ineguagliabile bellezza.

Eletta, nel 2015, come migliore pista ciclabile dell’anno rappresenta un perfetto esempio di cooperazione transfrontaliera per lo sviluppo della mobilità sostenibile. Hanno collaborato, nella realizzazione del Progetto “Terra dei Patriarchi”, tre entri locali italo-austriaci (Regione Friuli Venezia Giulia, Land Salisburgo e Land Carinzia) desiderosi di realizzare un itinerario per il turismo lento in bici che oltrepassasse le Alpi e permettesse un collegamento tra la rete ciclabile centro europea e il mare Adriatico.

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Nella tre giorni in zona Udine abbiamo visitato alcune delle cittadine raggiungibili attraverso il percorso in bici. Andiamo a conoscerle nel dettaglio.

1. UDINE

Udine è conosciuta per le sue grandi piazze dal fascino veneziano e per i grandi palazzi che la ornano elegantemente: da Piazza Libertà a Piazza Matteotti è possibile ammirare un grande salotto a cielo aperto che annuncia il grande spirito conviviale della città.

Sapori inconfondibili, eventi culturali, grandi feste tradizionali e musei per tutti i gusti completano l’offerta di questa splendida città. Uno dei riti più rinomati della zona? Quello del tajut con un buon bicchiere di vino da assaporare in compagnia nelle tipiche osterie del centro città. Tajut vuol dire tagliato e l’origine del nome è ancora incerta. Nonostante ciò, ci sono due ipotesi. La prima è che il vino venisse “tagliato” per diminuirne la gradazione. La seconda è che l’acqua venisse, nel medioevo, allungata col vino per disinfettarla in quanto i pozzi non erano noti per essere molto igienici.

(Mario Saccomano - www.ciclovia-alpeadria-radweg.eu)

(Piazza Libertà di Udine | Credit: Mario Saccomano – www.ciclovia-alpeadria-radweg.eu)

2. CIVIDALE DEL FRIULI

Questo paese fu fondato da Giulio Cesare attorno al 50 a.C. con il nome “Forum Iulii” ed è proprio da qui che deriva il nome Friuli. Conosciuta come la prima cittadina longobarda presente in Italia, custodisce un itinerario meraviglioso riconosciuto dall’Unesco. Passeggiare nel centro storico è un’esperienza sensoriale senza paragoni: suggestività, profumi e arte si intrecciano perfettamente regalando innumerevoli sensazioni visive e spirituali.

Tra i gioielli della città, primo tra tutti c’è il Tempietto longobardo, una delle più straordinarie architetture alto-medievali dell’Occidente e, a seguire, il Duomo dove ogni 6 gennaio si svolge il suggestivo rito della Messa dello Spadone.

terra dei patriarchi

(Duomo di Cividale)

 

3. AQUILEIA

Anche questa cittadina rientra nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e nel percorso naturalistico di “Terra dei Patriarchi”. Nasce con lo scopo di difendere i confini orientali per incrementare il già grande commercio tra il bacino del Mediterraneo orientale e i paesi transalpini. Infatti, è una delle più grandi città dell’Impero romano, una delle più vivaci comunità del paleocristianesimo e uno dei più importanti antichi porti dell’Adriatico, punto di partenza delle principali strade commerciali, culturali e militari verso il Nord-Est europeo.

Gli scavi hanno messo in luce resti del foto romano e di una basilica, di pavimenti in mosaico e fondazioni di case, di statue della Via Sacra, di mura, del porto fluviale e tanto altro ancora. La splendida Basilica di Santa Maria Assunta, che si affaccia sulla storica Piazza capitolo, fu eretta su un edificio del IV secolo su cui vennero effettuati, nei secoli successivi, numerosi ampliamenti.

Tutt’oggi, all’interno del tempio si possono ammirare i famosi mosaici paleocristiani, risalenti al IV secolo, definiti i più grandi in tutto l’Occidente.

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(Basilica di Aquileia – Gli interni)

 

3. MANZANO

Questa cittadina si trova al centro di quello che viene definito il “Triangolo della sedia” e che ospita la sede ufficiale del suo Comitato. Posta sulle sponde del fiume Natisone, è circondata da colline che ospitano numerosi e incredibili vigneti e rappresenta una tappa imprescindibile del percorso “Terra dei Patriarchi”.

Dopo la decadenza dell’Impero romano, il territorio fu coinvolto dall’invasione barbarica costringendo la popolazione a ritirarsi in costruzioni fortificate. Il paese, quindi, fu abbandonato e assunse le caratteristiche di zona paludosa e incolta. Col tempo, però, fu riscoperto un terreno fertile e produttivo soprattutto dopo l’arrivo dei monaci agostiniani che si insediarono nell’Abbazia di Rosazzo.

La Basilica si erge a cavallo di strade che, un tempo, godevano di una notevole importanza strategica. Dal belvedere si può ammirare tutto il paesaggio circostante che spazia dalla Slovenia, il golfo di Trieste fino al mare Adriatico nelle giornate terse. Ciò che si stende sotto lo sguardo del visitatore è un insieme di lussureggianti colline, vigneti, pianure e – da ultimo – il mare.

(Abbazia di Rosazzo a Manzano – Terrazza belvedere)

 

4. GEMONA  DEL FRIULI

Città di origine pre-romana, Gemona del Friuli si presenta come come uno scrigno di passato storico e di cultura che ha lasciato tracce nelle testimonianze artistiche di grandi maestri, scultori e pittori. Oltrepassando Porta Udine, appartenente alla prima cinta muraria, si ha accesso all’antico centro cittadino dove sorge, imponente, il Duomo di Santa Maria Assunta, uno dei monumento medievali più importanti della regione.

Nel 6 maggio 1976, la cittadina fu colpita da un terribile terremoto che distrusse gran parte del paese. Oggi Gemona viene definita come “la comunità che ha saputo ricostruire le proprie fondamenta sulle macerie del terremoto”.

(centro cittadino di Gemona)

Terra dei Patriarchi: un tour ricco di emozioni, storia e rimembranze passate in una regione che, con il suo paesaggio, regala un sorriso. Un sorriso vero.

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