Le località a sud del Mozambico: Maputo, Tofo e Inhambane

Sono molto affascinata dai paesaggi africani, i tramonti infuocati, i safari, gli animali della savana, dagli usi e costumi delle numerose etnie che popolano l’intero continente africano; un crogiolo ineguagliabile di comunità che adottano uno stile di vita completamente diverso dal nostro, ricco di celebrazioni e riti che attraggono la mia curiosità.

Durante questo viaggio ho deciso di visitare una parte dell’Africa Australe fino a quel momento a me sconosciuta, le cascate Vittoria, il Botswana e per finire ho raggiunto il Mozambico. I trasferimenti sono stati via terra e ho affrontato tutto in solitaria, con spirito di adattamento, pazienza, qualche accortezza e un po’ di esperienza maturata in molti anni di vagabondaggio si può fare!

Dalla stazione Park City di Johannesburg partono autobus notturni diretti a Maputo, la capitale del Mozambico, in passato chiamata Lourenco Marques. 

Translux e Greyhound sono due compagnie sudafricane che coprono la tratta, io ho viaggiato con la prima e ho acquistato il biglietto scontato online. I sedili sono reclinabili e l’arrivo è previsto in mattinata, dopo circa otto o nove ore, potrebbe capitare di impiegarci molto tempo alla frontiera, a volte la coda di auto è chilometrica. I mozambicani si recano in Sudafrica per acquistare molti prodotti, anche di uso quotidiano perchè costano decisamente meno, ho visto persone trasportare centinaia di uova.

Per entrare nel paese serve il visto ed è necessario procurarselo in anticipo, io essendo passata da Cape Town ho inoltrato la richiesta al consolato e lo hanno consegnato in 24 ore, lo si può ottenere anche a Johannesburg, ma a quanto pare richiede più tempo, oppure in ambasciata a Roma.

Foto mel de k

Foto mel de k

Maputo è una caotica città africana, affacciata sul mare, con colorati  mercati e qualche edificio degno di nota come la stazione ferroviaria progettata da Gustave Eiffel. Con una macchina a noleggio si può visitare la riserva di Maputo, un’area non molto lontana dalla capitale e popolata da elefanti.

Maputo è un buon luogo dove fare scorta di souvenir perchè nella tappe successive e mi riferisco nel sud del paese non ho trovato lo stesso assortimento. Casa Elefante propone una vasta scelta di capulane, il tessuto multicolore e a fantasia utilizzato dalle donne locali come abito, copricapo,  per trasportare i bambini o la spesa sulla schiena, con lo stesso si confezionano anche collane, braccialetti, borse, è un ottimo e versatile articolo, io ne ho fatto incetta.

Alla sera la città si anima maggiormente, offre una buona scelta di locali e musica dal vivo, anche se personalmente non ho riscontrato problemi è meglio muoversi in taxi quando buio, non ostentare ricchezza e restare sempre lucidi.

Foto by Steve Lamb

Foto by Steve Lamb

La moneta locale è il nuovo metical e i soldi si possono cambiare in banca oppure se conoscete una persona di fiducia al mercato municipale ad un tasso più favorevole. La carta di credito non è sempre accettata o potrebbero applicare una commissione.

Il Mozambico è un paese lusofono, ma nelle zone più turistiche l’inglese è parlato.

Il rischio malaria è piuttosto elevato quindi serve mettere in pratica qualche stratagemma, dopo il tramonto è consigliato coprirsi con abiti bianchi, maniche lunghe, pantaloni, non utilizzare profumi specialmente fragranze dolci, servirsi di repellenti per zanzare e zanzariere. La profilassi antimalarica è a discrezione di ognuno, a maggior ragione se non è stata effettuata prima della partenza è una buona idea acquistare la cura  per debellarla in una farmacia della città, perchè la malattia ha un periodo di incubazione e se dovesse insorgere una volta tornati a casa paghereste i farmaci molto di più.

Purtroppo in Africa la malaria miete ancora molte vittime e spesso la motivazione è la mancanza di soldi per curarsi. 

Nella struttura dove ho alloggiato, Fatima’s (senza infamia e senza lode, meglio portarsi gli asciugamani) si può prenotare la navetta giornaliera per Tofo. Non è un trasferimento privato ma è comunque comodo essere prelevati da un taxi, direttamente alla guest house, al mattino molto presto e portati alla stazione dei minivan.

Appena sono arrivata un numero indefinito di persone mi hanno circondata cercando di vendermi qualcosa, non vedevo altro attorno a me, solo volti sbraitanti,  salita a bordo è iniziato il lungo viaggio verso nord percorrendo la N1, l’unica strada asfaltata che attraversa tutto il paese. Un consiglio cercate di sedervi davanti accanto all’autista, è l’unico sedile relativamente comodo e non dovrete alzarvi e sedervi mille volte per lasciare passare i passeggeri che salgono o scendono.

I tempi di percorrenza in Africa sono approssimativi, le strade sono quelle che sono, poi c’è il traffico, poi ci sono le innumerevoli fermate per accogliere persone, poi ci sono i guasti tecnici perchè i mezzi di trasporto non sono proprio appena usciti dalla casa costruttrice, infatti le partenze sono all’alba per sfruttare le ore di luce. Non fate troppi programmi e viaggiate con una copertura assicurativa, fatta questa premessa nel tardo pomeriggio sono finalmente arrivata a Tofo.

Anche qui c’è Fatima’s Nest ed è la stessa gestione di Maputo, una struttura con dormitori, bungalow con bagno in comune e altri con bagno privato,la zona comune non è molto conviviale e piuttosto buia.

Ho scelto questa struttura perchè dalla mia stanza privata vedevo l’oceano e sentivo le sue onde, alle cinque e mezza di ogni mattina mi affacciavo alla finestra per osservare il sorgere del sole sul mare ed ogni volta mi emozionavo, era lì proprio di fronte a me, mi scaldava e donava energia, nel frattempo qualcuno in spiaggia praticava yoga.

Foto Martijn.Munneke

Tofo ha un’aura tutta sua, appena si arriva ogni tensione  lascia il corpo e la mente, stress è una parola alquanto sconosciuta.

Anche se il villaggio si presenta senza pretese, ha un forte richiamo, non ci sono strade asfaltate, sabbia ovunque, dune, una spiaggia ampia e chilometrica di sabbia fine  che si presta a lunghe passeggiate, l’oceano dove in alcuni periodi dell’anno migrano le balene, un’alba  da paura e nell’entroterra tanto verde, palme, molte e altissime.

In questa località si respira libertà, ogni etichetta viene abbandonata, mi ricorda molto Jericoacoara in Brasile, oppure una località sul Pacifico del Costa Rica o del Nicaragua. Tutti luoghi frequentati da surfisti che cavalcano le onde e si lasciano trasportare dal vento, vivono senza lacci e catene.

Foto Catherine Marshall

Tofo oltre ad essere un punto di riferimento per surfisti è soprattutto una meta molto apprezzata dai subacquei che arrivano un po’ da ovunque, clientela giovane attratta dai fondali e secondo la stagionalità dalla possibilità di nuotare con l’enorme squalo balena. Le scuole di immersione sono quattro, gestite da stranieri e organizzano anche safari marini rivolti a snorkeler per avvistarlo.

Le due strade  parallele  al mare pullulano di ristorantini semplici ma molto accoglienti e arredati con gusto, offrono pesce freschissimo, cucina tradizionale e anche pizza, la maggior parte sono rivolti a stranieri, ma cercando bene si può scovare qualche posto frequentato da locali e a prezzi più popolari. Il wifi non è così diffuso e ci sono spesso cali di corrente.

Un paio di giorni a settimana la serata è allietata da musica dal vivo presso l’hotel Tofo Mar.

Ogni giorno si tiene un piccolo mercato, quattro assi di legno fungono da bancarella, una copertura di fortuna ripara dal sole e dalla pioggia, al suolo terra battuta e avanzi di frutta e verdura, ogni tanto qualche ladruncolo sfrutta un momento di confusione per sottrarre qualcosa, l’ho visto con i miei occhi.

Sulla spiaggia i venditori ambulanti vendono collanine, artigianato e cocco fresco, sono ragazzi socievoli e attratti dai marchi europei, magliette o infradito sono doni molto apprezzati.

Camminando oltre la duna si incontra Tofino, qui vive una piccola comunità di artisti e si possono trovare case in posizione dominante vista  mare da affittare oppure si può alloggiare nella tranquilla Barra.

foto butforthesky.com

foto butforthesky.com

Tofo pur essendo una delle località più turistiche del paese non l’ho trovata molto affollata e dopo qualche giorno ci si conosce tutti, almeno di vista.

A distanza di una settimana dal mio arrivo ho sentito il bisogno di uscire da questa enclave, sebbene piacevole ma con poco in comune con la vera essenza del paese, sentivo di non aver visto abbastanza e  con un collettivo che ferma vicino al mercato ho raggiunto la tranquilla cittadina di Inhambane.

Basta uscire dal centro abitato di Tofo e ci si confronta con la realtà, quella delle capanne, dei bambini che giocano con oggetti riciclati, gli artigiani espongono i prodotti in vendita, divani compresi, sul ciglio della strada, i collettivi sfrecciano colmi di persone e la povertà è palpabile.

Inhambane dista circa 20 chilometri da Tofo è il centro amministrativo della zona, le sue strade sono punteggiate da edifici coloniali, associazioni umanitarie, supermercati, negozi di vario genere hanno sede in città.

Inoltre è la stazione di cambio per raggiungere altre destinazioni del paese, anche Vilankulo la mia tappa successiva.

Foto Angela Sauret

Inhambane – Foto Angela Sauret

    

A proposito dell'autore

Anna Ragazzoni

Sono Anna, un'instancabile e insaziabile viaggiatrice convinta che la vita vada vissuta al 100 per cento. Paesi visitati fino adesso oltre 80, ma non ho ancora esaurito l'entusiasmo, l'energia e la curiosità di esplorarne altri, spesso in solitaria.

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