Prima di arrivare a Bergen (Norvegia) per la prima volta, sapevo che le coloratissime case di legno del Bryggen fanno parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Sono tra le attrazioni più fotografate al mondo, e non è difficile crederlo. Quello che non sapevo è che l’antico nome della città, Bjørgvin, significava qualcosa come “il prato verde tra le montagne”. Secondo la leggenda, l’appellativo poetico venne coniato dall’allora re Olav Kyrre, che nel 1070 fondò la città al confine tra fiordo e montagna. Dopo 200 anni, un altro re ordinò la costruzione di Håkonshallen, il palazzo reale della città che, all’epoca, fungeva da capitale del paese e da punto di riferimento della Lega Anseatica.

Ora Bergen si estende su un’area di poco meno di 500 chilometri quadrati: troppi per un giorno solo. Tuttavia, qualche ora permetterà comunque di farsi un’idea della città più piovosa di tutta l’Europa.

1 – La zona del Bryggen

Appena arrivata a Bergen ho visto il Bryggen: si raggiunge il cuore del quartiere anseatico della città camminando lungo stradine strette, sui marciapiedi di legno, tra gli edifici alti che un tempo venivano usati come magazzini. Lo scricchiolio sotto i piedi, il rumore della pioggia sui tetti e il profumo del legno umido riportano direttamente nel passato, tra botteghe di artigiani e piccoli ristoranti nascosti in fondo a vicoli angusti.

Da qui si prosegue lungo il molo verso Håkonshallen, la fortezza che un tempo fu la residenza dei reali norvegesi. È qui che si trova la Rosenkrantztarnet, la torre in cui visse re Eirik Magnusson fino alla morte, e che tra il 1400 e il 1800 fu utilizzata come prigione. Ora è possibile salire fino in cima e osservare la città dall’alto prima di percorrere il breve tratto di strada che porta al Fisketorget, sulla piazza del porto. Dal XII secolo il mercato del pesce è il punto di riferimento di pescatori, mercanti e ristoratori. Una tappa fondamentale per provare le fiskeboller, le polpette di merluzzo impanate e fritte.

2- Il monte Fløyen

Non lontano dal mercato del pesce si trova la stazione della Fløibanen, la funicolare di Bergen. È una delle attrazioni più conosciute della città dopo il Bryggen e, anche se nei mesi estivi c’è sempre coda per i biglietti, la destinazione vale l’attesa. Il piccolo trenino a cremagliera sale velocemente: in poco meno di dieci minuti porta al monte Fløyen. Da qui, la città sembra più piccola di quello che è, con il fiordo che si insinua nell’entroterra e le sette montagne che circondano Bergen.

Se la giornata è particolarmente fredda e piovosa, ci si può riparare nel piccolo locale del capolinea, con una tazza di caffè bollente e un kanelboller, un dolce alla cannella. Un’altra opzione, per chi ha più tempo a disposizione, è il Folkerestaurant, dove provare la Bergens fiskesuppe, la zuppa di pesce di Bergen.

A questo punto è possibile tornare in città con la funicolare, oppure percorrere a piedi i tre chilometri di sentieri e stradine che attraversano i boschi e la collina.

3 – La passeggiata dal teatro a Festplassen

Un altro percorso per conoscere Bergen parte dal Nationale Scene, il teatro permanente più antico del paese. Le sue radici risalgono al 1850, quando il violinista Ole Bull ne promosse la creazione. Da quando Ibsen mise in scena I Pilastri della Società, il teatro ha subito parecchi cambiamenti e ammodernamenti, soprattutto dopo la distruzione di un’ala dell’edificio durante la seconda guerra mondiale.

Dalla piazza del teatro si prosegue verso Torgallmenningen, la via centrale della città. La strada, che si estende da Olav V Plass fino a Strandgaten, viene considerata il punto di ritrovo della città, soprattutto nei mesi meno freddi, da maggio fino all’autunno. Molti gli alberghi che si affacciano sulla via ampia e un po’ austera, che ospita anche negozi, centri commerciali e caffetterie. Da qui si continua oltre la sede del quotidiano Bergens Tidende fino a raggiungere Festplassen, la piazza dove si svolgono ogni anno i festeggiamenti del 17 maggio, giorno di festa nazionale.

4 – Il quartiere di Marken

Lasciata la stazione ferroviaria alle spalle, proseguendo verso est in direzione del porto, si arriva nel quartiere di Marken: stradine lastricate che si incrociano in maniera irregolare, salite e discese, casette basse di legno dipinte in colori pastello, piccole botteghe e cafè indipendenti. Si passa accanto alla Pinsekirken, la chiesa pentecostale in legno dipinto di bianco, con il tetto appuntito; si prosegue verso la Galleri Bokboden, uno spazio espositivo gestito dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti.

È il posto ideale per una passeggiata o per riposarsi in uno delle piccole caffetterie, osservando gli abitanti della città oltre le vetrate.

5 – La casa di Edvard Grieg

Una decina di chilometri separano Bergen da Troldhaugen, il museo allestito nella casa del compositore Edvard Grieg. Si può raggiungere in taxi, oppure con la linea Light Rail che dal centro porta alla fermata Hop: da qui una passeggiata di venti minuti permette di arrivare alla villa costruita nel 1884 sul lago Nordaas.

Il pianista e compositore norvegese ebbe la fortuna di ottenere la fama a livello nazionale ed europeo quando era ancora in vita. Quando non era in viaggio tra Parigi, Londra, Berlino e Praga, Grieg trascorreva la maggior parte del tempo, soprattutto in estate, nella villa alla periferia di Bergen.

Oggi Troldhaugen è un museo che comprende la villa in cui vissero il compositore e la moglie, il capanno in cui si rifugiava per comporre, la sala da concerto Troldsalen e la tomba dove sono conservate le ceneri di Grieg e della moglie. Il museo ospita un’esposizione permanente e una caffetteria; in estate e in autunno è possibile assistere ai concerti organizzata nella Troldsalen.

Bergen è soltanto il punto di partenza: da qui salpa l’Hurtigruten, il battello postale che porta fino all’estremo nord del paese; o ancora i treni della Flåmsbana diretti a Flåm, lungo il percorso più ripido di tutta Europa.

A proposito dell'autore

Silvia Demick

Abito in un piccolo paese di provincia e lavoro in un ufficio in una stradina secondaria. Immagino però di vivere a Notting Hill, di lavorare a Williamsburg, di prendere un aperitivo a Montmartre e di cenare a North Beach. E magari di fare shopping sulla Fifth Avenue. Non so cucinare, ma adoro mangiare. Mi piace conoscere un posto nuovo attraverso il suo cibo e le sue tradizioni culinarie. Non riesco a fare a meno di raccontare quello che ho scoperto agli altri.

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2 Risposte

  1. Chiara

    15 anni fa, pochissimi soldi in tasca, un viaggio che non dimenticherò mai! Mi piacerebbe proprio tanto tornare a Bergen <3

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