È con immenso piacere che ospitiamo sul blog la storia di Elena e Ryan, due ragazzi che hanno mollato tutto per seguire il sogno di un viaggio in barca a vela nel Mediterraneo. Ma chi meglio di loro può raccontare come è nato questo progetto?


Molliamo tutto per salpare alla volta del Mediterraneo 

Irrequieti, stressati, annoiati e infastiditi dalla routine quotidiana. Queste sono le parole che meglio ci descrivevano un anno fa.

Io ed il mio ragazzo Ryan vivevamo, come tanti, per arrivare al weekend o alle vacanze. La vita d’ufficio a Manchester, che pur ci aveva dato soddisfazioni, ci stava stretta. Fantasticavamo di una vita all’aria aperta, vissuta in modo ecosostenibile, in cui poter praticare gli sport che più ci appassionano, come l’arrampicata e le immersioni subacquee, viaggiando. Eppure questo sogno ci pareva impossibile da realizzare alla nostra età (30 anni).

Ci eravamo quasi rassegnati ad aspettare fino alla pensione per poter condurre lo stile di vita a cui aspiravamo. Ma a Maggio 2016, ispirati dal fenomeno dei digital nomads e dei travel bloggers, mentre eravamo tranquilli e rilassati su una bella spiaggia spagnola, abbiamo avuto un colpo di genio.

Eravamo in una cala a Maiorca, e abbiamo notato una barca ancorata a pochi metri dalla riva. A quel punto, stavamo parlando di stili di vita alternativi da giorni. Tutto a un tratto, ci siamo guardati, sorpresi dalla pazza idea che ci aveva fulminati entrambi allo stesso momento.

Vivendo su una barca a vela avremmo eliminato tutti i costi associati ad una vita tradizionale, come affitto, bollette, trasporti o assicurazione auto. Avremmo anche potuto vivere in modo ecosostenibile utilizzando le vele per viaggiare e dei pannelli solari per generare l’energia elettrica. Invece di continuare a risparmiare per le vacanze, avremmo potuto viaggiare low-cost a lungo termine.

Così, a fine Agosto 2016, abbiamo comprato la nostra casa galleggiante. E’ un piccolo catamarano Heavenly Twins 26 del ’77 che abbiamo chiamato Kittiwake (è il nome inglese di una specie di gabbiano). E’ lungo poco meno di otto metri, ma ha tutto ciò che ci serve per vivere in comfort – letto matrimoniale, saloon, cucina e bagno. Ci è costato meno di un’utilitaria nuova ed è in ottime condizioni. 

Il nostro stile di vita sarà sicuramente frugale – non usciremo a cena o a bere spesso, non faremo gite turistiche e cercheremo di pescare pesce fresco il più possibile. Il nostro budget mensile sarà di 500 Euro per entrambi, 250 a testa. Questo ci spingerà ad esplorare nuovi luoghi da soli e a vivere come le persone del posto.

Inoltre, questo nuovo stile di vita ci forzerà a separarci dalle tante (troppe) cose materiali che tutti possediamo. Per trasferirci sulla barca abbiamo dovuto vendere, buttare o regalare molti oggetti che abbiamo accumulato con gli anni. E’ stato un sollievo – questi ci appesantivano senza venire mai usati. Vogliamo vivere in modo più minimalista d’ora in poi. E vivere in barca a vela è il modo perfetto per farlo: non c’è spazio per essere materialisti!

A fine Maggio 2017, esattamente un anno dopo il nostro colpo di genio, partiremo alla volta del Mediterraneo da Falmouth, in Cornovaglia. Continueremo a lavorare come freelance un paio di giorni a settimana per poter coprire le spese del viaggio e per mettere via qualche soldo. Ci dedicheremo a progetti di content marketing, copywriting e design – tipologie di lavoro che possono essere svolte da qualsiasi luogo, a patto di avere una connessione Internet. Avremo connessione 4G sulla barca, ma andremo a riva per lavorare da biblioteche o bar quando abbiamo progetti più grossi da consegnare o dobbiamo caricare file più grossi.

Abbiamo schizzato la nostra rotta sulla mappa, ma non sappiamo quante miglia nautiche vorremo e riusciremo a coprire una volta partiti.

Ci piacerebbe esplorare la Francia, la Spagna del Nord, il Portogallo, Gibilterra, le isole Baleari, la Sardegna e la Sicilia per arrivare fino a Malta prima dell’inverno, ma questa è davvero una meta ambiziosa – dista oltre tre mila miglia nautiche da Falmouth. E le barche a vela non sono veloci, anzi. Viaggiano alla velocità con cui si corre a piedi.

I posti da vedere che più ci stimolano sono le isole Glénan in Francia, le Rias Spagnole, lo stretto di Gibilterra, i colori di Minorca, le barre di sabbia di Formentera, Capo Tuelada in Sardegna, l’isola di Favignana, le Eolie e la costa Maltese.

C’è un detto anglofono che dice “The plans of sailors are written in the sand at low tide”, ossia “i piani dei marinai sono scritti nella sabbia quando c’è bassa marea.” Ed è la verità – è impossibile pianificare un viaggio al 100% su una barca a vela, perché tutto dipende dalle condizioni metereologiche e marittime. Se piove forte, ci sono onde alte o il vento è troppo potente, dovremo rimanere ancorati ed attendere tempo migliore, a volte per giorni.

Ma questo è il bello di questo viaggio – la sua spontaneità, lo spostarsi lentamente sfruttando le forze della natura. Vogliamo muoverci seguendo la filosofia dello slow travel. Se ci innamoriamo di un posto, perché affrettarci a rimetterci in viaggio? Vogliamo viaggiare lentamente, immergerci nella cultura locale e scoprire la bellezza di posti nascosti e remoti.

Racconteremo le nostre avventure sul nostro blog sailingkittiwake.com e con dei video che pubblicheremo su YouTube, ma se volete degli aggiornamenti live, seguiteci sui nostri social

A proposito dell'autore

Marco

Viaggiatore per il mondo con oltre 100 nazioni visitate nei 5 continenti. La passione per i viaggi è accompagnata da quella per la fotografia. Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com

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