Raccontandovi del mio viaggio in Senegal, ci eravamo lasciati in un bellissimo accampamento nel deserto a Lompoul. La sveglia in un posto così è sempre affascinante soprattutto perché si può godere del sorgere del sole sul deserto in cima ad una delle dune circostanti, spettacolo che vale sempre la pena di essere vissuto. A pochi chilometri dal deserto si raggiunge il mare, e nello specifico Lompoul su Mer, località di pescatori che ospita un piccolo ma molto suggestivo mercato del pesce.

La nostra giornata inizia così, sulle spiagge di Lompoul, di nuovo in mezzo a uomini, donne e bambini, tutti dediti a svolgere le proprie mansioni che girano attorno all’attività della pesca che, lo ripeto anche in questo articolo, in Senegal è una delle attività principali.

Lompoul sur Mer, Senegal

Una volta lasciato Lompoul ci dirigiamo verso quella che sarà la destinazione più a nord che raggiungeremo, ovvero la città di Saint Louis, situata a pochi chilometri di distanza dal confine del Senegal con la Mauritania.

Il percorso che ci ha portato a Saint Louis è stato molto affascinante perché abbiamo attraversato strade poco battute caratterizzate da piccoli villaggi i cui abitanti sono riusciti a coltivare piccoli pezzi di deserto grazie all’irrigazione ottenuta da antichi pozzi. Abbiamo fatto diverse soste per osservare più da vicino queste piccole realtà e mi ha colpita il fatto che, nonostante il Senegal si possa considerare uno dei posti più turistici dell’Africa, le persone che abbiamo incontrato erano molto stupide del nostro passaggio, segno che qui di turisti non ne passano mai così tanti!

Senegal villaggi

Intorno all’ora di pranzo abbiamo raggiunto la nostra destinazione attraversando il Faidherbe Bridge, progettato da Gustave Eiffel, ovvero il maestoso ponte, simbolo della città che collega l’isola su cui essa sorge alla terraferma.

Saint Louis, Senegal

Soggiorniamo in un albergo magnifico, Hotel de la Poste, situato proprio nel centro della città e caratterizzato da un bellissimo patio centrale sul quale si affacciano diversi piani di balconate. L’hotel stesso è una piccola anticipazione della città vecchia di Saint Louis, ovvero il fascino del colonialismo decadente, conservato con semplicità e attenzione.

Saint Louis, Senegal

Ho parlato di “città vecchia” di Saint Louis non a caso, perché esiste un’altra parte della città, quella che si snoda intorno al mercato del pesce. Questa è infatti la caratteristica di Saint Louis che a me ha colpito maggiormente, cioè il fatto che è composta da due anime, due città all’interno della stessa città.

Facendo un giro su uno dei tanti calessi che si trovano per le vie, questa realtà viene fuori in modo evidente poiché il lento procedere del calesse da l’opportunità di guardarsi intorno e di assorbire l’atmosfera che si respira per le strade. La parte della città vecchia, come anticipavo, conserva ancora l’antico sapore coloniale di quando fu fondata dai francesi.

I colori pastello delle mura degli edifici, balconi e finestre in ferro battuto o in legno, a volte finemente restaurati, a volte lasciati a testimonianza dell’inesorabile scorrere del tempo, conferiscono un’atmosfera molto differente dalle altre città del Senegal, quasi come se qui il tempo si fosse fermato.

Saint Louis, Senegal

C’è per un altro ponte, molto meno famoso del Faidherbe Bridge che divide la parte vecchia da quella che si è sviluppata successivamente. Se nella parte vecchia si respira calma e quiete, qui l’atmosfera cambia in modo radicale: il caos, la sporcizia e gli odori forti sono le prime cose che saltano all’occhio. Poi faccio caso agli sguardi delle persone, molto meno amichevoli di quelli incontrati fino ad ora. Che non si tratti solo di una mia sensazione ne è testimonianza il fatto che, la nostra guida, ci inviata a non scendere dal calesse prima di aver raggiunto il mercato.

Saint Louis

Chiunque mi legga da un po’ di tempo sa che sono quel tipo di viaggiatrice difficilmente suggestionabile e per la quale, ricercare il contatto con la popolazione locale, è un elemento fondamentale. In tutta onestà, in questa parte di Saint Louis questo contatto non è proprio stato possibile crearlo, nemmeno nel momento in cui siamo scesi dal calesse per visitare il mercato del pesce. Mi è stato infatti subito evidente che, il semplice fatto che io portassi una fotocamera al collo, non era cosa gradita e, ovviamente, men che meno che io la utilizzassi.

Non posso certo dire che anche questo mercato sulla spiaggia non avesse il suo grandissimo fascino, tutt’altro, ma il fatto che non fossimo vissuti dai locali come ospiti graditi ha reso questa visita meno piacevole delle altre fatte in precedenza.

Saint Louis, Senegal

Mi sono interrogata molto su questa esperienza perché, nelle mie ricerche precedenti il viaggio, non avevo trovato nessuna testimonianza simile alla mia. Eppure la “spaccatura” di questa città a me è persa molto evidente, come anche il fatto che questi senegalesi ci avessero accolti senza il loro caratteristico sorriso.

Saint Louis, Senegal

Una volta tornata a casa mi sono confrontata con persone che conoscono questo paese molto meglio di me le quali mi hanno detto che, quella parte della città di Saint Louis, ospita gli islamici più radicali. È però questa una spiegazione sufficiente o forse solo parziale di quello che rischia di succedere? Quello che intendo dire è che, iniziando noi per primi ad alzare dei muri nei nostri paesi, non stiamo forse portando alcune popolazioni a vederci con più ostilità e, di conseguenza, ad alzare delle barriere verso di noi?

Ovviamente non ha una risposta a questi grandi quesiti anche se, non nego, mi piacerebbe trovarla. Quello che vi posso dire è che nulla di simile è accaduto in nessun altro posto del Senegal che resta un paese splendido e la cui popolazione vi accoglierà con il più bello dei loro sorrisi.

 

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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4 Risposte

  1. Patrick

    Sono contro i muri, ma non credo che quello che hai vissuto ne fosse il riflesso. I musulmani a volte non amano farsi fotografare per motivi rrligiosi e la stessa esperienza sgradevole con macchina fotografica si può fare nei souk del Cairo o della turisticissima marrakech. E le zone più povere delle città in Africa sono spesso anche fra le più dure e meno sicure… Bel post e bel racconto! Mi piacerebbe andare in Senegal!

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    • Eletrotter
      Eletrotter

      Ciao Patrick, grazie mille per aver lasciato il tuo commento e la tua testimonianza. Anche io avevo vissuto altre esperienze negative legate al tema della fotografia proprio nei posti che hai citato anche tu. Non è una cosa piacevole ma va comunque accettata, è chiaro. Nel mio post non sono volutamente scendere nei dettagli della mia esperienza che però, purtroppo, non si è limitata a persone che si sono arrabbiate per il fatto che io avessi la macchina fotografica ma, anche una volta riposta, in un momento in cui mi sono trovata sola, mi sono trovata circondata da ragazzini non proprio ben intenzionati….Ovviamente tutto è bene quel che finisce bene ma è stata un’esperienza che mi ha scossa. La decisione di non scriverlo all’interno del post è perché io voglio essere ambasciatrice dei viaggi in Africa e non portare le persone a scartare queste mete quando, le stesse cose, potrebbero comunque anche accadere altrove. Il mio interrogativo partiva più dal fatto che sembra che questo imbruttimento abbiamo una matrice giovane e, se qualcosa sta cambiando, mi chiedo il perché. Poi possibilissimo che le mie supposizioni non abbiano nulla a che fare con quanto accaduto. Detto questo….vai assolutamente in Senegal, vale la pena! Grazie ancora 🙂

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      • Riccardo
        Riccardo

        Ciao,

        Guarda io vivo a Conakry. A volte trovo difficoltà a farmi vedere con la mia macchina fotografica.
        Spesso è proprio la popolazione più giovane a cercare un qualche tipo di “confronto”. Ci sono molte ragioni culturali che spiegherebbero questi comportamenti.
        …Nonostante ciò, va accettato tutto, siamo pur sempre ospiti, anche se a volte mi rattrista vivere in un mondo così stereotipato.

      • Eletrotter
        Eletrotter

        Grazie per il tuo commento Riccardo! Sicuramente, vivendo lì, la tua esperienza è molto più completa e approfondita della mia. Sul fatto che va accettato tutto perchè siamo ospiti, sono perfettamente d’accordo con te 🙂

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