Leggendo una recente intervista pubblicata dal nostro amico Jeff di Career Break Secrets mi sono ritornati alla mente alcuni momenti imbarazzanti che ho “sperimentato” durante i miei viaggi. Decisi allora di ricercare  nei miei vecchi diari di viaggio,  storie “imbarazzanti” raccontatemi da altri viaggiatori: ne trovai moltissime. Da qui l’idea di iniziare una discussione su questo tema in cui tutti voi lettori potete partecipare con le vostre testimonianze.

imbarassing moments

Considerando che sono l’artefice di questa iniziativa, comincerò con il raccontare un episodio tra i più imbarazzanti della mia vita che mi capito’ proprio qualche mese fa.

Durante un tragitto in autobus in Argentina, il mio stomaco era davvero messo male: avevo bisogno del bagno il prima possibile e siccome il bus era dotato di una toilette, decisi di usarla. Fino a qui nulla di strano; il problema e’ che il suo uso era consentito solo per urinare, come messo ben in evidenza sulla porta. Trovandomi in una situazione in cui non ero in grado di controllare il mio intestino, decisi di usare la toilette in ogni modo, convinta che non sarebbe successo nulla di grave.

Niente di più sbagliato: dopo qualche istante l’autobus si fermo’, trascorsero alcuni secondi di silenzio surreale nei quali non capii bene che cosa stava succedendo. All’improvviso si sente l’urlo disumano dell’autista che mi incita ad aprire la porta. Mi sistemo come posso, esco in fretta e furia ritrovandomi di fronte l’autista che mi grida in faccia: “il bagno e’ solo per urinare, altre persone stavano aspettando che tu uscissi e se avessi avuto bisogno di fare altro me lo avresti dovuto dire che avrei fermato il bus”. Cercai di spiegargli che non avevo avuto tempo di avvisarlo e che il mio intestino stava per esplodere. Mi scusai dell’accaduto, ovviamente senza effetto: ritornando al suo sedile stava ancora imprecando ad alta voce al mio indirizzo. Viola in faccia ritornai al mio posto sentendomi lo sguardo di tutti gli altri passeggeri addosso.

Forza, raccontaci  la tua “brutta” esperienza aggiungendola qui sotto e la pubblicheremo in questo articolo… per la gioia dei nostri lettori! Non ti preoccupare, potrai rimanere nell’anonimato se la cosa ti imbarazza tanto..

Questo articolo e’ stato scritto fa Felicity. Traduzione a cura di Marco

A proposito dell'autore

Marco

Viaggiatore per il mondo con oltre 100 nazioni visitate nei 5 continenti. La passione per i viaggi è accompagnata da quella per la fotografia. Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com

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4 Risposte

  1. Stefi

    Il momento più imbarazzante l’ho vissuto nel 2000 in Cina, quando scoprii, pagando un volo interno, che i dollari (e non poche centinaia) che mi erano stati dati dall’ufficio postale della mia città erano falsi! Immaginatevi cosa sarebbe potuto succedere…L’impiegato, per fortuna, nonostante il severo sguardo giudicante e condannante, non fece nessuna denuncia, la guida che ci accompagnava mi esortò a provare a cambiarli in uno dei tanti negozi per turisti… ovviamente non accettai.

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    • Marco
      Marco

      Grazie per il tuo contributo Stefi. Devo ammettere che sono rimasto a bocca aperta leggendo la tua storia: vorresti dire che l’ufficio postale italiano ti ha rifilato dollari falsi? Sei riuscita poi a ricambiarli una volta in Italia? Certo la tua in Cina e’ stata decisamente una situazione non poco imbarazzante, fortunatamente a lieto fine (almeno dal punta di vista legale)..

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  2. Stefi

    Esattamente Marco. Probabilmente qualche incauto sportellista ha ritirato a sua volta dollari falsi e per non rimetterci di tasca propria li ha rifilati tutti in una volta al primo grosso cambio richiesto, purtroppo il mio.
    In Cina, scoperta la truffa, anzitutto sono andata alla nostra ambasciata per denunciare il fatto richiedendo una ricevuta, in modo da poter rientrare in Italia, scongiurando qualche problema ad un eventuale controllo, con i soldi falsi da poter consegnare insieme alla denuncia. Rientrata ho avvisato il direttore delle poste e poi sono andata a fare regolare denuncia alla PS, consegnando le banconote. Risparmio le vicissitudini..dove da “denunciante” si rischia, o meglio, si è minacciati di diventare “denunciati” e, seguito tutto l’iter…che mi ha fatto capire perchè molta gente si astiene da ricorrere alla “giustizia”..sono stata avvisata che hanno archiviato il caso in quanto non è stato individuato alcun responsabile..e mi è stato restituito un biglietto da 100 dollari, l’unico che un sofisticato laboratorio romano della PS ha certificato come buono. Gli altri 9 biglietti mi auguro siano stati distrutti come è stato notificato.
    Grazie per l’attenzione.

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    • Marco
      Marco

      Davvero tutto ci si può aspettare dall’ufficio postale tranne che soldi falsi! E pensare che io mi lamentavo di avere ricevuto una banconota falsa da un Bancomat in Peru il cui valore era di solo 15$. Mi spiace davvero della tua disavventura e posso immaginare il calvario a cui sei dovuta andare in contro. Non ho mai cambiato contanti presso un’ufficio postale italiano e dopo il tuo racconto non credo che lo faro’ mai. Grazie per aver condiviso la tua disavventura, un’ottima lezione per tutti i viaggiatori: controllare bene i contanti ricevuti al cambio, una banconota alla volta, sentendone la consistenza al tatto (quelle false sono come un normale foglio di carta per stampanti), la filigrana e l’ologramma che si vedono contro luce. Nel dubbio chiedete immediatamente all’impiegato di sostituirvi la banconota/e.

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