GiuliaCambiare vita non e’ di certo impossibile e nemmeno cosi’ tanto difficile come ci puo’ dimostrare Giulia, una ragazza genovese che stanca e delusa del proprio lavoro in Italia, decide di prendere e partire, destinazione mondo! Da qualche mese ha lasciato l’Italia per intraprendere un giro del mondo, un viaggio in cui tocchera’ diversi continenti tra i quali il sud america. Ma Giulia si e’ spinta anche oltre: ha iniziato il suo viaggio intorno partendo dall’Egitto, proprio nel periodo antecedente la rivolta in Egitto iniziata a Dicembre del 2010. Un’esperienza che Giulia racconta nell’ intervista che ci ha gentilmente concesso e che vi proponiamo qui di seguito.

Giulia, 27 anni, di Genova. Laureata in Inglese e Russo. Ho lavorato 7 anni in hotels in Italia finché questo lavoro non mi ha delusa. Nel frattempo ho sempre viaggiato anche per lunghi periodi: 6 mesi a New York, 9 mesi in Scozia… ad aprile 2010 mi sono rotta una vertebra, ed è stato il momento in cui ho deciso di cambiar vita e di fare quello che mi piaceva. Quindi, eccomi qua.

1) Quando hai deciso di partire dall’Italia e perché?

L’idea di andare a stare in Egitto mi era venuta fin dalla prima volta che avevo visitato questo Paese, nel lontano 2004. Ogni anno o quasi tornavo in Egitto in vacanza. Nel frattempo ho iniziato a stufarmi di fare sempre il solito lavoro, e di non avere grandi soddisfazioni. Tutto finchè non ho avuto un incidente dove mi sono rotta una vertebra ma per fortuna non con danni permanenti. L’ho visto come un segno: nei giorni di convalescenza ho deciso di cambiare vita e di fare quello che mi piace di più: viaggiare. Non voglio avere rimpianti nella vita e quindi perchè non provare?

2) Come ti e’ venuta l’idea di iniziare un giro del mondo?

All’inizio volevo andare a stare in Egitto, ma avendo già viaggiato parecchio intorno al mondo sapevo che c’erano troppi posti che avrei voluto vedere.

Inoltre ho una madre viaggiatrice, fonte inesauribile di ispirazione. E’ tornata da poco da un fantastico viaggio alle Galapagos e Isola di Pasqua… solo per fare un esempio! Quindi ho scelto l’Egitto come “prima tappa”, seguito da Sud America, Asia, Africa. Insomma, ne ho ancora di strada da fare! Per ora è andato tutto molto bene, sono contentissima dei miei 9 mesi in Egitto e sono pronta per andare avanti!

3) Sul tuo blog dici che hai intenzione di lavorare mentre sei in viaggio: hai qualcosa in mente?

Non ho un’idea in particolare, mi va bene quasi tutto: avendo già esperienze lavorative in Italia e in America penso di poter trovare qualcosa senza troppi problemi, soprattutto nel campo del turismo e della fotografia.

4) La tua prima meta e’ stato l’Egitto: cosa ti ha spinto a visitare questo paese?

L’Egitto mi ha fatta innamorare a prima vista fin dalla prima volta che ci sono stata. E pensare che non volevo andarci! Non posso spiegare le ragioni per cui amo questo paese, sinceramente ce ne sono troppe, ma posso dire che mi sento totalmente a mio agio qui.

La gente è ospitale e amichevole, sempre disposta ad aiutarti. La vita è economica e non ci si stressa troppo per i soldi. Per quanto riguarda i posti da vedere, c’è tutto: la storia (piramidi, templi…), la natura (deserto, mare stupendo…) e la città (Cairo, Alessandria). Non manca proprio niente, a parte la neve, che comunque non mi piace! Quindi è il posto perfetto per me.

5) Come ti sei trovata  nei 9 mesi che hai passato al Cairo?

Mi sono trovata benissimo. Ho conosciuto tantissima gente, ho imparato tantissime cose e anche un po’ di Arabo.

Non ho mai avuto un problema. Sono stati 9 mesi fantastici! In Egitto sei sempre circondato da gente, non sei mai da solo e trovi sempre una soluzione per tutto. Ecco un altro motivo per cui adoro questo posto!

6) Hai trovato un lavoro in Egitto?

In Egitto ho trovato diversi lavori pur non parlando la lingua: animatrice per bambini, marketing manager, organizzatrice eventi e assistente in uno studio fotografico. Assolutamente non male! Inoltre spero di iniziare a guadagnare qualcosa anche grazie al mio sito, ma ancora mi rendo conto che non mi sono concentrata abbastanza. Avere un’entrata fissa, anche se piccola, sarebbe comunque utile…

7) Come hai trovato la situazione subito prima degli scontri in Gennaio che tutto il mondo conosce? Ti sei sentita in pericolo?

Fino al 25 di Gennaio nessuno si aspettava quello che è successo. La vita procedeva tranquilla. C’era in previsione una protesta, ma quello che ha scatenato la vera e propria Rivoluzione è stata la reazione della polizia: hanno cercato di impedire le proteste e fin dal primo giorno hanno utilizzato i gas lacrimogeni e la violenza. La gente lì ha cominciato a lottare per avere il diritto di esprimersi, e anche chi non aveva preso parte alle proteste fin dall’inizio è sceso in piazza.

Mi sono sentita in pericolo solo il 28 e il 29: ho assistito a scene molto tristi e spaventose. Vedere palazzi che bruciano a pochi metri da casa tua ti fa tremare. Non funzionava internet ed era difficile capire cosa stesse succedendo. La cosa peggiore è stata la notte del 29, quando la polizia si è ritirata ed è iniziato lo sciacallaggio: io e le mie coinquiline eravamo chiuse in casa con un armadio davanti alla porta, sentivamo gli spari fuori da casa e aspettavamo l’alba tremando… Poi, piano piano, la situazione si è normalizzata. L’Ambasciata Italiana, inoltre, non è stata di alcun aiuto (pur avendo richiesto assistenza).

*) Come hai ritrovato l’Italia al tuo rientro?

Sono tornata in Italia il 2 febbraio, in piena rivoluzione. Mi ricordo che cercavo disperatamente di seguire le news alla tv, ma non trovavo molto. Ricordo che l’11 febbraio, quando Mubarak si è dimesso, i miei amici non ne sapevano niente. Mi sono sentita così avvilita! Per non parlare del fatto che nel frattempo erano iniziati gli scontri in Libia, con risvolti molto sanguinosi, e tutto quello che veniva percepito era il pericolo immigranti e l’innalzarsi del prezzo della benzina. Queste sono cose che solo chi non si è trovato in una situazione del genere può pensare. Io personalmente piangevo per i morti. Insomma l’Italia mi ha delusa parecchio in quel periodo.

9) Cosa ti manca di più’ dell’Italia quando sei all’estero?

Quando sono all’estero onestamente non mi mancano molte cose: mi adatto facilmente. Ogni tanto mi manca il cibo ma non è poi così importante!

 

5 domande con risposta secca:

  • Piatto preferito (in Egitto): Falafel!
  • Piatto peggiore: Per i miei gusti, i dolci sono troppo “dolci”!
  • Posto preferito: Impossibile nominarne solo uno, ma sicuramente il Cairo è dove ho lasciato il cuore 🙂
  • Mezzo di trasporto preferito: Taxi e  metro

Potete seguire Giulia nei suo viaggi attraverso il suo blog TravelReportage.com Travel – Photography

Letture e video consigliati su viaggi e storia dell’Egitto:

 

A proposito dell'autore

Marco

Viaggiatore per il mondo con oltre 100 nazioni visitate nei 5 continenti. La passione per i viaggi è accompagnata da quella per la fotografia. Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com

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7 Risposte

  1. lexicool

    Che bel post e che bel coraggio che ha avuto Giulia. Lo diciamo in tanti di fare ciò che ha fatto Giulia, ma in pochi lo facciamo. Lei ha avuto il coraggio e la forza di farlo, bravissima.

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  2. Marco

    Devi avere un appoggio economico, impossibile partire così, allo sbaraglio.
    Son capaci tutti fare come lei.
    E poi? Ti ritrovi a 50 anni senza un soldo messo via, senza un tetto e, magari, senza un lavoro.

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  3. michele

    Caro Marco, molte volte bisogna avere più coraggio nel restare che a partire e se si è convinti delle scelte che si vogliono fare l’aspetto economico ed il falso mito della sicurezza sociale da raggiungere prima dei 50 anni diventano trascurabili c comunque dei problemi risolvibili. D’altra parte come diceva il buon Thomas Eliot ” …. solo coloro che rischiano di andare troppo lontano scoprono fin dove possono arrivare “

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  4. Giulia

    @Marco ciao! E’ un po’ strano che tu dica “ci vuole un appoggio economico” e poi “son capaci tutti” nella stessa frase. A me suona un po’ contraddittorio!

    Comunque ovviamente in questa intervista non ho parlato molto di come mi finanzio, ma probabilmente è giusto che per chiarezza lo dica: ho messo da parte un gruzzoletto durante i miei anni di lavoro in Italia, con dedizione e fatica, e ora beh… penso proprio di poterli spendere come meglio credo 🙂

    Inoltre come invece ho detto nell’intervista, quando viaggio cerco sempre di trovare dei lavoretti qua e là per sostenere le spese quotidiane. Certo non vado in resort a 5 stelle ma vivo una vita normale… Insomma niente trucco e niente inganno!

    Per rispondere infine al tuo commento sul “trovarsi a 50 anni senza un soldo…” diciamo che questa è un po’ la scusa preferita dalle persone che magari vorrebbero partire ma non hanno il coraggio. Niente da obiettare su questo, ma personalmente se a 50 anni avrò problemi sarà per responsabilità mia, non potrò dare la colpa a nessuno (paura eh?), e poi ti garantisco che quello che faccio di lavori me ne sta trovando moltissimi, molto spesso mi trovo a rifiutare offerte, quindi non mi preoccupo affatto!

    Grazie per il tuo commento comunque, mi ha permesso di chiarire qualche dettaglio in più sul mio stile di vita.

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  5. martina

    Io invece credo che viaggiando per tutto il mondo a 50 anni si troverà ad avere molte più opportunità lei di chi rimane qui, prigioniero del lavoro e di questa brutta situazione (ovviamente non giudico nessuno!). In ogni caso non bastano i soldi a partire, servono anche molto coraggio e molta fiducia in se stessi e negli altri.
    Anche il mio sogno è quello di viaggiare e magari farlo diventare il mio lavoro, coniugando recensioni e fotografia!
    in bocca al lupo Giulia!!

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  6. Sara

    E’ bello sapere che non siamo soli a questo mondo! Che c’è sempre qualcuno pronto a lasciare tutto pur di inseguire i suoi sogni, soprattutto quando questo significa affrontare critichi e giudizi severi. Mi sento molto vicina a te perché anch’io sono partita l’anno scorso per passare 6 mesi in nord Africa, in Marocco! Io purtroppo poi sono dovuta tornare ma spero di ripartire presto! Magari ci incontreremo da qualche parte nel mondo! Un abbraccio e un grosso in bocca al lupo.

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