Librarsi in viaggio

Le mie migliore amiche quando viaggio sono essenzialmente le guide.

Non troppo per il momento del viaggio  in sè quanto per il momento della preparazione. Con Guide ovviamente non intendo solo le più conosciute presenti sul mercato. Con questo termine voglio indicare inoltre tutto quel materiale che, in mesi e mesi di preparazione, tendo a salvare, stampare, annotarmi e chi più ne ha più ne metta.

Viaggiare è insito nell’uomo come respirare, forse anche di più. Si viaggia dall’alba della preistoria e se l’Uomo non si fosse territorialmente spostato non esisterebbe il mondo così come lo concepiamo ora.

In tempi attuali se si decide dove andare è facile attrezzarsi. Si cerca in rete, si va in libreria, si spulcia di qua e di là.

Facciamo un saltino indietro a quando internet ce l’avevano solo le biblioteche e anche anche. Tutti lì a prenotarsi il pc per cercare cose come “ostelli in irlanda” trascrivendosi ogni cosa perché stampare costava.

E prima ancora come si faceva? Prima dell’avvento di Internet (Dio lo salvi!) l’egemonia incotratata di tour operator e agenzie specializzate la faceva da padrona.

Le tipologie di viaggiatori erano essenzialmente due: gli organizzati e i turisti fai da te che tanto piacevano a livello pubblicitario.

Ero qui che ragionavo su quanto sia cambiato il modo di organizzarsi e il modo di viaggiare proprio con l’avvento della rete, dell’Adsl e delle compagnie low cost quando la mia testolina matta si è messa a pensare a quelli che sono le miglior guide per certi luogi.

Trattasi di oggetti fatti di carta che abbiamo sempre avuto sotto il naso, in qualsiasi epoca: i libri.
E con libri non intendo le bene amate guide di ogni paese. Con libri intendo proprio i romanzi, i libri di teatro, le pièce teatrali e tutta l’epica antica.

C’avete mai pensato a che itineriari saltan fuori dalle opere delle Bronte o da Omero?
Datemi pure per pazza ma io sono una di quelle che crede ancora che la letteratura valga qualcosa, e non solo come sonnifero nelle peggiori notti insonni della propria vita. Ed ecco a voi qualche chicca che, secondo me, riletta fuori dal periodo scolastico e con la prospettiva di un viaggio nelle terre da essa raccontate può risultare davvero una gran bella (ri)scoperta.

Pronti?? Via!!

Avete in mente il Nord dell’Inghilterra?
La grande Emily Bronte con Wuthering Heights è essenzialmente the master of the guides a riguado dello Yorkshire.
Se siete più amanti della poesia e adorate i laghi, le Lyrical Ballads di Coleridge e Wordsworth sono un must imperdibile da leggere prima di recarsi nel Lake District.

E che si può leggere per il South England e i Cotswolds?
Elementarissimo… c’è Caroline Graham e il suo mitico Ispettore Barnaby che, con acume e ironia, risolve ogni omicidio nella sua Causton.

Se avessi in mente un viaggio in Egitto?
Qui si potrebbero elencare libri a non finire ma io resto sul classico e vi proprongo la regina del giallo Agatha Christie con il suo Assassinio sul Nilo. Poco conta se già sapete chi è l’assassino. L’intento della vostra lettura sarà cogliere il paesaggio, i luoghi, i sapori e i profumi da vivere poi realmente sul posto.

Che mi dici della Scozia?
Arthur Conan Doyle potrebbe raccontarvela alla grande ma se la vostra destinazione sono le Highlands non c’è nessuno più di Robert Burns che, con le sue poesie, potrà raccontarvi l’amore per una terra difficile, impervia, magica.
Non dimenticatevi poi della psicadelissima e difficile realtà di Irvine Welsh con Trainspotting.

E se la Cina fosse la mia destinazione?
Il mio consiglio è La Porta Proibita di Tiziano Terzani e Cara Cina di Goffredo Parise.
Sono due ritratti non romanzati ma essenzialmente diversissimi di una Cina che sembra scomparsa ma che ancora oggi vive e prolifera.

Ma l’Italia?
Ah beh… apriti cielo. Qui potremmo andare avanti per giorni e non potrei mai essere stufa.
Uno fra tutti, Il Piacere di D’Annunzio per una Roma passata e dal gusto retrò che ha sempre fascino.

Restiamo sempre a Roma ma facciamo un salto indietro al 1600 circa. Ci pensa La Strega Innamorata di Pasquale Festa Campanile a guidarci nel barocco e nei palazzi papali.

Non dimentico però un tuffo in Sicilia, ad Aci Trezza, con I Malavoglia di Verga … non tralasciate mai la scena di Mena alla finestra perché è di un poetico mai visto.

Non è da meno l’Alta Lombardia con i Promessi Sposi. Mettete via la faccia lunga ed annoiata che avevate al liceo e provate a rileggere il capolavoro Manzoniano gustandovi una Milano diversa e comprendendo in pieno il significato che il Lago e l’Adda possono avere.

Aiuto… fermatemi… non la smetto più di scrivere!

Scherzi a parte ho come idea che faro un Librarsi in Viaggio Reloaded a breve, giusto per citare tutte quelle fette di mondo che ora non sono presenti in elenco. Ogni richiesta è ben accetta, così come lo sono i consigli e altri titoli di libri.

Uno dei piaceri del viaggio è immergersi dove gli altri sono destinati a risiedere, e uscirne intatti, riempiti dell’allegria maligna di abbandonarli alla loro sorte.

Jean Baudrillard, 1987-1990