Dopo Los Angeles le Hawaii

Atterro all’Honolulu International airport poco prima di mezzogiorno. 12 ore tanto è il jet lag accumulato sino ad ora con Round the World di Star Alliance.

Il sole e il vento fresco delle Hawaii tuttavia mi ricaricano subito, mentre osservo l’orizzonte del Pacifico. In lontananza mentre lascio l’aeroporto si vede lo skyline della capitale dell’arcipelago, con i suoi hotel e grattacieli. Ai suoi piedi si stende Waikiki, la spiaggia-icona, popolata da centinaia di surfers da ogni sponda dell’atlantico.

Le Hawaii infatti sono un interessante mix culturale, dove cultura polinesiana si incontra ed ibrida con quella occidentale e quella asiatica, specie giapponese e cinese. A nord della città si può visitare una vibrante Chinatown, dove gustare sushi, dim sum e piatti vietnamiti o visitare un tempio scintoista. D’altronde i legami con queste isole e il Pacifico sono indissolubili.

I primi ad arrivare su queste isole furono i nativi polinesiani, probabilmente dalle isole Maquesas, sfidando l’oceano a bordo di canoe a doppio scafo, con pochi viveri a bordo e una magnetica attrazione verso l’ignoto, anche se probabilmente, da buoni osservatori, vedendo la deriva di piante e seguendo gli uccelli sapevano orientarsi benissimo.

Per approfondire la grande cultura dei nativi visitate il bellissimo Bishop Museum dove potrete vedere gli incredibili viaggi di questo popolo pre colombiano, mentre noi popolavamo il mare oltre le colonne d’ercole di mostri e mistero. Qua potete trovare informazioni per show di Hula, la danza tradizionali, eseguiti da professionisti, oppure avere informazioni su eventi come Mele Mei o il grammy award della musica hawaiana. Tanto ulukele, ma anche hip-hop e rock!

Spesso resort ed hotel offrono spettacoli gratuiti: gli show ufficiali li trovate sul sito gohawaii.com oppure su melemei.com

Il legame tra sponde del pacifico, e le sue tensioni, sono ben rappresentate a Pearl Harbor, con il suo bellissimo memoriale dove è possibile ripercorrere i tragici eventi del casus belli che trascinarono l’America nella Second Guerra Mondiale. La visita è gratuita per la parte museale, mentre pagando un biglietto si prende un ferry per visitare vecchie navi militari dell’USS Navy. Prendetevi una giornata intera.

Oltre che arrostire sulla spiaggia (cercate quelle remote a nord ovest, poco servite per la media dei turisti ma amate da hippies e surfers) fatevi un giro in barca, per osservare balene (anche se questa non è la stagione giusta) e farvi una nuotata con i delfini.

Ho osservato numerose compagnie adottare comportamenti poco ecologici: ancore sui coralli, volumi di gente impressionanti (pensate che i delfini si avvicinano a un centinaio di turisti starnazzanti con delle giacche di sicurezza arancioni?).

Scegliete un tour come sailhawaii: creato da un gruppo di ex-biologi ed amanti delgi animali, vi faranno vivere un esperienza indimenticabile, in un gruppo di massimo 8 persone, come mezzi sostenibili (la loro barca non scarica in mare) e con le dovute conoscenze dell’esperto. Vi servirà a capire meglio il complesso rapporto tra natura, nativi e occidentalizzazione delle Hawaii.

Ed ora melatonina e via, si riparte per un’altra terra polinesiana, ma agli antipodi: la Nuova Zelanda!

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