Dall’Italia alla Mongolia a piedi! L’incredibile viaggio di Luca, viaggiatore in solitaria

E’ un piacere intervistare Luca Dall’Orto, 40 anni, ex Assessore alle Politiche ambientali del Comune di Genova, grande appassionato di viaggi in solitaria e alla vigilia dell’ennesima partenza, stavolta per un viaggio estremo.

LUCA STAI PER REALIZZARE UN TUO GRANDE SOGNO, UNA GRANDE AVVENTURA. DI CHE COSA SI TRATTA?

Sto per partire per la Mongolia. La raggiungerò a piedi attraverso i Balcani, la Macedonia, la Turchia e lungo la vecchia via della Seta.

E’ un viaggio che non prevede un termine già prefissato. Conto di raggiungere la Mongolia intorno a marzo del prossimo anno, ma non so ancora se e quando tornerò.

E’ un viaggio finalizzato alla mia morte e alla mia rinascita: intendo, infatti, fare morire i mie vecchi schemi mentali, il vecchio Luca, in Mongolia perché è nel mio immaginario l’esemplificazione più chiara della natura estrema. Una volta rinato mi piacerebbe continuare il viaggio e andare in Africa, che considero la terra madre per eccellenza. E’ una scelta estrema, ne sono consapevole, ma è frutto di una lunga riflessione che mi ha convinto della necessità di iniziare una nuova vita.

COME TI STAI PREPARANDO? QUALI LETTURE?

Ho un approccio piuttosto pragmatico: sto cercando semplicemente di chiudere con tutte le cose che mi legano a questa vita. Mi sto quindi occupando di vendere la mia macchina, di salutare i parenti e gli amici. Di tempo per leggere ne ho poco e questa è una cosa che mi rammarica molto.

In ogni caso, mi hanno aiutato a maturare l’idea di questo viaggio “Camminare, una rivoluzione” di A. Labbucci, “India Mon amour” di D. La Pierre, “Life, aforismi sulla vita” di P. Coelho.

Recentemente un amico mi ha consigliato “Viaggio in Mongolia”di Guglielmo Di Rubruk, un monaco che nel 1253 ha fatto un percorso molto simile al mio. Mi piacerebbe leggerlo prima della mia partenza!

QUALI SONO LE COSE CHE SPERI DI NON DIMENTICARE? QUALI QUELLE CHE INVECE SPERI DI DIMENTICARE?

Poche quelle da ricordare, molte quelle da dimenticare: oltre ad essere un viaggio fisico il mio è anche e soprattutto un cammino spirituale alla riscoperta di me stesso. Intendo quindi dimenticare in primo luogo i condizionamenti mentali di una vita di cui non condivido più i ritmi.

Viaggerò con uno zaino di 11 kg al massimo. Facile dimenticare qualche cosa…Non porterò con me strumentazione tecnologica. Solo cercherò di ricordarmi di un taccuino e delle carte geografiche.

Utilizzerò il mio vecchio cellulare con schede telefoniche che comprerò in loco e, solo quando sarà possibile, mi aggiornerò su quanto succede nel mondo. Sto creando una mailing list di persone da mantenere aggiornate sul mio cammino ma non so con quale frequenza riuscirò a fare avere mie notizie.

CHE COSA TI SPAVENTA DI PIÙ ALLA VIGILIA DELLA PARTENZA? VISTO LA TUA RECENTE PARTECIPAZIONE POLITICA, NON PENSI, AD ESEMPIO, CHE TU POSSA PATIRE L’ISOLAMENTO DAL RESTO DEL MONDO?

Per anni ho lottato nel mio piccolo per cambiare il mondo e ho dovuto fare i conti con inevitabili insuccessi. Una volta Dominique La Pierre mi disse che per cambiare il mondo occorre iniziare a cambiare se stessi. E’ proprio questo che intendo fare con il mio viaggio!

QUALI SONO LE PRINCIPALI DIFFICOLTÀ CHE PENSI DI INCONTRARE LUNGO IL CAMMINO?

Sembrerò incosciente, ne sono consapevole, ma non mi preoccupa molto il viaggio. L’unico problema potrebbero essere le temperature che diventeranno sempre più rigide con l’avvicinarsi alla Mongolia. Quando proprio non riuscirò a dormire in tenda, chiederò ospitalità o utilizzerò, se possibile, il couchsurfing.

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