On the Road tra Emirati ed Oman – Quinta tappa: attraverso i Monti Ajar

Ci svegliamo presto e, dopo una colazione da re, con un taxi ci dirigiamo all`aeroporto dove prenderemo possesso del fuoristrada che ci accompagnerà in questi giorni alla scoperta delle meraviglie dell’Oman.

Ci dirigiamo verso nord fino a Barka, cittadina sul mar Arabico; da qui imbocchiamo l’incrocio per Rustaq, famosa per il suo forte, il più antico di tutto l’Oman. Imbocchiamo l’incrocio che indica il Wadi AWF ed inizia il primo off road della mia vita.

Attraverso spettacolari oasi, sperduti villaggi, impossibili salite ed improponibili discese percorriamo  i Monti Ajar occidentali.

Le Snake Gorge ci impressionano, ad ogni curva un nuovo panorama si apre sotto i nostri occhi.

Per fortuna guido io altrimenti avrei una paura dannata. Michele invece è tranquillo anche perché, soffrendo di vertigini, non potrebbe concentrarsi sulla guida!

Arriviamo al paese di Bilad Sait, famoso per le sue coltivazioni terrazzate. Mangiamo i nostri panini al suono del muezzin e ripartiamo per il tratto finale del nostro percorso: altri piccoli villaggi , bambini che ci salutano indicandoci la strada, uomini che lavorano la terra e che attingono acqua nei pozzi. Siamo in un’altra dimensione, qui la vita è semplice e priva di ritmi frenetici, le ore sono scandite dalla luce del sole e dal suono del muezzin.

Ad Hatta inizia l’asfalto: siamo tornati alla “modernità”;  scendiamo fino a Bahla dove ho prenotato il nuovissimo Jabreen hotel, elegante e pretenzioso, con arredi in stile egiziano, letto a tre piazze e weef.

Dopo una doccia che lava via la polvere dei Monti Ajar, facciamo un giro nel suq di Bahla, tra le botteghe degli artigiani di ceramiche. Molto bello il forte (in ristrutturazione) e le mura in mattoni crudi che circondavano il villaggio.

Ci dirigiamo alle Al Hoota Cave, grotte nell’antro della montagna alle quali si accede con un ultramoderno e scenografico quanto inutile trenino.