Inverno 2011. Febbraio. Improvvisamente ed inaspettatamente, all’ultimo momento, si liberano dal lavoro dieci giorni. Sono a disposizione da dopodomani. Cosa farne?

Il lavoro in questi ultimi tempi è stato pressante, avremmo effettivamente bisogno di qualche giorno di puro relax in qualche wellness austriaco, del Trentino o dell’Alto Adige di cui siamo innamorati, magari con qualche intermezzo sciistico, ma… dodici giorni così sono tanti per non utilizzarli per qualcosa di più corposo.

Una breve discussione con mio marito, entrambi abbiamo voglia di freddo. Freddo vero.

Due inutili simulazioni sui voli low cost che con partenza così ravvicinata offrono prezzi impossibili e ci scambiamo uno sguardo un po’ pensieroso, scoppiando contemporaneamente a ridere. Stiamo pensando la stessa cosa. Ogni volta che si palesa, anche solo lontanamente, una di quelle pazzie che a nessuno sano di mente verrebbe in mente di attuare… per noi è un disastro!

Siamo sempre d’accordo e non facciamo in tempo a pensarla e programmarla che la pazzia più estrema è già diventata realtà. Il fuoristrada lo abbiamo… e dopo tanti anni è finalmente giunto il mento di provarlo davvero come fuoristrada e non in una semplice stradina di montagna con un po’ di neve e/o un po’ di fango.

Non avendo vincoli di orari e aerei, domani sera, uscendo dal lavoro, possiamo partire. Abbiamo già guadagnato altri due giorni!

Qualche rapida ricerca sul web per le cose pratiche. In Finlandia sono obbligatori i pneumatici invernali ma si possono usare anche i quattro stagioni che noi abbiamo già montati. Perfetto. Domani in pausa pranzo una valigia al volo e alle 20 circa siamo in autostrada.

La più contenta è sicuramente Valeria quando, all’uscita dalla scuola, le comunichiamo che saremmo partiti direttamente l’indomani sera. Ha ormai 11 anni ed è sicuramente abituata alle nostre pazzie, ma un viaggio del genere, così lungo, pensato in quattro e quattr’otto e senza alcun tipo di sentore preventivo riesce a stupire un po’ anche lei.

In realtà non è proprio senza alcuna programmazione, siamo già stati diverse volte in Finlandia ed è da un pezzo che vorremmo visitarla in inverno, ma non se ne è mai presentata l’occasione. Questo è il momento.

Una notte di cambi alla guida e il mattino dopo all’alba siamo già all’imbarco del traghetto in direzione Rødbyhavn. La temperatura è decisamente frizzante.

Procediamo attraverso la Danimarca e la Svezia per tutta la giornata e ci presentiamo al terminal traghetti della Viking Line a Stoccolma alle 20 spaccate, chiaramente senza alcuna prenotazione come sempre, ma in bassa stagione non è mai necessaria e consente di risparmiare soldi in caso di imprevisti!

E’ proprio l’ora in cui l’imbarco chiude. La prossima partenza per Turku è domani mattina. Supplichiamo un po’ con fare tutto italiano di non farci perdere una notte. Dopo l’iniziale rillutanza (i nordici non sono proprio abituati ad “aggiustare” le cose come noi “mediterranei”!), facendo leva in maniera vergognosamente sfacciata sul fatto che, secondo i nostri orologi, mancano ancora tre minuti alla chiusura e noi non abbiamo nessuna esigenza particolare in fatto di sistemazione, basta che ci faccia salire a bordo,… non sappiamo bene come, ma riusciamo ad imbarcarci!

Tre minuti sono più che sufficienti per la registrazione, ma la poverina ha ricevuto dal traghetto una telefonata per nulla amichevole… ed è tutta colpa nostra!

Cerchiamo immediatamente la nostra cabina e ci catapultiamo letteralmente sul letto. Non ci sembra vero, dopo tutte queste ore, di riuscire finalmente a dormire in posizione orizzontale.

La cabina, tra l’altro, è spaziosa e bellissima e il costo pagato assolutamente ragionevole. È persino dotata di letto matrimoniale da cui nostra figlia si rifiuta di scendere per prendere posto nel suo. In tante navi e traghetti presi nel corso degli anni, non ci è mai successo di riuscire a permetterci addirittura il letto matrimoniale in cabina!

Avendo già preso il traghetto in questione in diverse occasioni e avendo avuto modo di toccare con mano quel che capita a bordo, soprattutto in certi giorni come il weekend e il mercoledì sera (stasera!) che per loro è una sorta di intermezzo della settimana utilizzato per ubriacarsi, far festa e qualsiasi altra cosa vi venga in mente, in considerazione anche della stanchezza, decidiamo che saremmo andati immediatamente a dormire.

Peccato che proprio sul comodino accanto al letto ci sia la pubblicità di tutti i vari servizi di bordo a disposizione. La zona wellness è aperta fino alle 22. Per pochi euro si può accedere a sauna, bagno turco, idromassaggio, piscina,… come possiamo farci scappare l’occasione? D’altronde il costume è sempre a portata di mano nei bagagli al seguito… non si sa mai! La zona relax è bellissima, oltre che poco frequentata e ci permette di passare una bella e rilassante serata, lontano dalle assordanti feste di bordo che non fanno per noi.

Durante la notte, nonostante la stanchezza e il nostro sonno pesante, sentiamo ripetutamente degli strani e assordanti colpi e rumori contro la chiglia. Complice però la stanchezza in primis e la fiducia nel fatto che disastri come la Costa Concordia non sono ancora accaduti e pertanto li crediamo impossibili, dormiamo tutta la notte assolutamente ignari di quel accade.

Articolo e foto di Liliana Monticone

A proposito dell'autore

Viaggio – sempre troppo poco – esplorando il mondo e le sue mete (preferibilmente fredde) non gettonate, da viaggiatore e non da turista. Adoro viaggiare con la mia famiglia in qualsiasi modo e in qualsiasi luogo. Sono una vera esperta di zone relax e, devo ammetterlo, ho un debole per l’Alto Adige, dove la cura di ogni minimo particolare è sempre così perfetta. Il mio motto? Felice sempre, soddisfatta mai!

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