Nella zona est di Bali, in quella che è identificata come area di Karangasem, è possibile ammirare i cosiddetti “floating palaces”: palazzi galleggianti un tempo appartenuti al rajah di Amlapura, uno dei regni più importanti dell’isola prima della dominazione olandese.

Bali non è solo templi, e questi esempi di architettura isolana meritano senz’altro uno stop di una giornata.

Eccomi quindi con qualche informazione sul palazzo di Ujung, il più antico, e sul Tirta Gangga, forse il più conosciuto, giusto per far venire un po’ di voglia di farci un salto a chi capitasse da queste parti!

 

Per dovere di cronaca segnalo che un altro esempio di costruzione del genere si trova anche ad Amlapura, un tempo capitale del regno (le distanze consentono di vedere anch’esso in giornata, io ho fatto così, e garantisco che non si va di fretta), ma mi voglio concentrare sui primi due, che secondo me sono quelli che davvero meritano; sappiate solo che c’è anche questa possibilità!

Il palazzo di Ujung, vicino all’estrema punta orientale di Bali, fu costruito nel 1921, a ridosso della costa; l’ingresso costa 20.000 IDR, e consente il libero accesso ovunque, interni e giardini.

Bello il complesso centrale (anche se lo chiamano palazzo, non aspettatevi niente di monumentale, è poco più di una villetta!), con stanze decorate, e in alcuni casi ancora arredate, giusto per dare un’idea a chi guarda, e ovviamente una vista a 360° sull’acqua: sorge infatti al centro di una specie di piscina quadrata, ed è collegato al giardino circostante da quattro ponti in pietra dai decori elaborati.

Incantevole è la vista che si può godere dai terrazzamenti in cui è organizzato il giardino, dalla quale si spazia sul canale di Lombok, perennemente attraversato da imbarcazioni di ogni genere.

Il Tirta Gangga (ingresso sempre 20.000 IDR) si trova invece più spostato verso l’interno, a circa mezz’ora di auto (dipende dal traffico, e da eventuali cerimonie in corso); costruito a ridosso di una sorgente termale, è circondato da piscine nelle quali è possibile fare il bagno (per questo si paga a parte, e il prezzo varia tra le 5.000 e le 10.000 IDR: dipende dalla piscina).

Se avete intenzione di fare un bagno, sconsiglio la visita durante il week end: troppo affollamento perchè i benefici dell’acqua termale non vadano persi! Anche qui per dovere di cronaca, segnalo che le piscine sono più che altro degli stagni: personalmente non ci sono entrata, ma molti non si tirano indietro.

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Nella zona del Tirta Gangga è possibile trovare accomodation di diverso tipo; meglio fermarsi qui, piuttosto che ad Amlapura: anche se la città è più grande, la ricettività è minore. Consiglio quindi di lasciare il Tirta Gangga come ultima tappa del tour giornaliero, che vi fermiate o meno ad Amlapura (che si trova esattamente in mezzo ai due complessi di cui ho parlato, e dove segnalo invece un bel mercato mattutino, attivo fino alle 11).

Una precisazione sulle accomodation: soprattutto in questa parte dell’isola, non date per scontato di avere a disposizione l’acqua calda in camera, anche per sistemazioni di livello medio; nel caso fosse fondamentale per voi averla, è sempre bene chiedere, onde evitare sorprese!

Nei dintorni di Tirta Gangga è possibile fare escursioni a piedi tra le terrazze coltivate a riso, che nulla hanno da invidiare a quelle ben più note di Jatiluwih, spostate più ad ovest, ed è possibile passare qualche ora in un tranquillo paese di provincia, dove si respira il vivere balinese sorseggiando dell’arak (una sorta di rhum ricavato dalla palma di cocco) in purezza, o miscelato in cocktails, o perchè no, una bintang fresca (l’onnipresente birra locale), prima di ripartire per la prossima tappa!

A proposito dell'autore

Maledettamente curiosa, ho trovato nei viaggi e nella scrittura quello che mi permette di tenere un po’ a bada questo spirito irrequieto che mi mette alla prova da trent’anni. Amo i libri, la cucina (ahimè!) e amo tutto ciò che è bello (dicono che è perché sono bilancia, ma ci credo poco). Da pochissimo nel mondo dei blog, mi ci sono buttata con tutte e due le scarpe... staremo a vedere che succede!

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1 risposta

  1. Daniela

    Ciao Cabiria, che bell’articolo. Io sono stata al Tirta Gangga 3 volte e per me è sempre una scoperta, questo tempio è sempre diverso a seconda della luce, dell’altezza dell’acqua (stagione secca o no), dell’affollamento. In ogni caso è un luogo magico!

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